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RISORSA

Responsabilizzazione e vita detentiva

Marcello Bortolato, Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze e precedentemente Magistrato di sorveglianza di Padova, ha coordinato il Tavolo 2 "Vita detentiva, responsabilizzazione, circuiti e sicurezza" degli Stati Generali dell'esecuzione penale.

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Il prezioso lavoro di questo tavolo tematico di lavoro indica un deciso superamento dell’attuale quotidianità detentiva, nella cui organizzazione – fatta eccezione per gli istituti penali minorili – alle lunghe parentesi trascorse nella propria cella si alternano ore di socialità, che però svolgono un ruolo puramente ricreativo o, ancor peggio, rappresentano un tempo sostanzialmente vuoto. Il detenuto dovrebbe invece essere impegnato fuori dalla cella durante tutto l'arco della giornata affinchè l'esecuzione penale possa rappresentare un periodo "utile" nella vita di una persona.

 

Destinatario dell’offerta “trattamentale” deve essere un soggetto messo  nella condizione di fare scelte consapevoli e responsabili: "La pena può tendere alla risocializzazione se garantita e stimolata l’autodeterminazione del soggetto; un soggetto cioè che, consapevole dei propri doveri e dei propri diritti, sappia autogestirsi nel microcosmo sociale del carcere, le cui regole di vita e i cui strumenti quotidiani siano il più vicini possibile a quelli del mondo" (Stati Generali, Documento finale)Ostacola invece qualsiasi finalità rieducativa un sistema che costringe i soggetti a vivere in una situazione di soggezione passiva. Un sistema in cui il detenuto è  in larga misura privato degli strumenti di comunicazione e di conoscenza del mondo esterno (cellulare, video-telefonate, internet) e destinatario di un approccio anche linguisticamente infantilizzante è un sistema condannato a fallire dal punto di vista della risocializzazione.

Per far fronte a questi problemi le proposte del Tavolo 2 mirano a incentivare la libertà di movimento dei detenuti all'interno della sezione carceraria, ampliare le ore di apertura delle celle secondo i parametri europei e migliorare lo spazio detentivo privato. Allo scopo inoltre di prevenire l'analfabetismo informatico appare opportuno consentire ampio uso delle tecnologie informatiche all'interno del carcere, non solo per studio, ma anche per svago e per i contatti con la famiglia.

Altro obiettivo fondamentale concerne la partecipazione della comunità esterna. Considerato che la separatezza del carcere dalla società è uno dei primi nemici da combattere, il Tavolo propone di snellire le procedure per  ammettere a frequentare gli istituti penitenziari le persone e le associazioni pubbliche o private che possono, tramite adeguate offerte trattamentali, promuovere lo sviluppo dei contatti tra la comunità carceraria e la società libera.

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Di questi temi il Presidente Bortolato parlerà a Bari al Seminario nazionale EPALE "Oltre il carcere". La "Responsabilizzazione del detenuto" sarà anche uno dei temi affrontati dai Gruppi di lavoro di martedì 12 giugno.

 

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Autore della risorsa
Marcello Bortolato
Tipo di risorsa
Studi e relazioni
Paese
Italia
Data di pubblicazione
Lingua del documento
Italiano
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