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EPALE

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Together for sharing project. Resoconto di un progetto di job shadowing nell’ambito del programma Erasmus+

01/08/2018
Lingua: IT

Dal 23 aprile al 4 maggio scorsi presso la scuola per adulti Alts del Mercat di Lliria nella comunità valenziana di Spagna si è svolta la mobilità di 6 docenti del CPIA 1 Foggia, beneficiaria di un finanziamento Erasmus+ per attività di job shadowing.

Questi i nomi dei partecipanti: Alfonso Rainone, coordinatore del progetto, Anna Maria Di Bari, Luigi Talienti, Mariangela Amatore, Massimo De Girolamo e Teresa Ciccone.

Il progetto, che si collega perfettamente agli obiettivi prioritari del Piano Triennale dell’Offerta Formativa della scuola, ha avuto una forte valenza formativa nello spirito della mission dell’istituto, quella cioè di contribuire a costruire un’ambiente sempre più rispondente alle esigenze della popolazione adulta, il tutto attraverso la formazione sul campo dei docenti, che hanno partecipato direttamente, e poi anche attraverso la formazione per disseminazione di tutti gli altri.

In linea di massima il progetto si è sviluppato su tre fasi:

- la fase della preparazione e dei contatti (settembre 2017 - maggio 2018), che ha consentito di costruire la rete delle relazioni con la scuola partner attraverso l’utilizzo della piattaforma EPALE e di una web community dedicata e di provvedere ad una preparazione linguistica ad hoc. Lo spazio web ha consentito di mettere a disposizione di chiunque i numerosi contenuti caricati nelle diverse sezioni che lo compongono (notizie sul progetto, notizie sui Paesi coinvolti, notizie sui partecipanti, mobilità, disseminazione, …);

- la fase della mobilità (aprile – maggio), che ha portato a visitare la scuola omologa spagnola attraverso attività di job shadowing, di affiancamento lavorativo, cioè di osservazione sul campo di come i colleghi spagnoli portano avanti azioni di didattica e metodologia, di gestione e organizzazione della scuola;

- la fase del follow-up e della disseminazione (maggio – agosto), che è iniziata già durante la mobilità all’interno di una conferenza dibattito sui progetti Erasmus+ e proseguita al rientro in sede con il resoconto al collegio dei docenti di quanto è stato fatto e verrà fatto a vari livelli per diffondere e valorizzare i risultati.

La mobilità, che si è svolta nell’arco di 12 giorni, praticamente ha permesso la realizzazione di numerose attività. Con entusiasmo sono stati effettuati percorsi liberi e formativi a fini linguistici (visite guidate e non, incontri istituzionali, vita quotidiana, corso di castigliano).

 

In particolare lo scrivente in qualità di referente del progetto e di ambasciatore Epale per la Puglia, ha partecipato ad un incontro dibattito sull’Europa e i finanziamenti Erasmus+, dando avvio in quella sede alla prima tappa della disseminazione attraverso il resoconto di quanto effettuato.

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Durante il periodo della mobilità sono stati svolti anche incontri di scambio/condivisione con i colleghi e i corsisti del centro ospitante e soprattutto attività di osservazione/intervista (job-shadowing) delle varie situazioni scolastiche, dalla didattica all’organizzazione della scuola estera ospitante.

Così come previsto in sede di progettazione il progetto ERASMUS+ di job shadowing rispetto ai bisogni formativi evidenziati e alle priorità del PTOF ha consentito ai partecipanti - come si rileva dal questionario ex post, di:

- condividere/confrontarsi su metodi e strumenti per migliorare l’insegnamento/apprendimento (in aree come le classi interculturali, i gruppi di livello, l’insegnamento della seconda lingua) (100%);

- avere una visuale su come migliorare la qualità dell’organizzazione scolastica;

- conoscere un sistema scolastico e formativo diverso;

- conoscere la lingua e la cultura della scuola ospitante (100%);

- potenziare le competenze trasversali di team working, problem solving e di rapportarsi produttivamente in contesti nuovi (83%).

Tutte le risposte al questionario concordano sul fatto che di ciò che è stato osservato nel corso della mobilità vada preso a modello soprattutto la creazione di laboratori artistico-manuali per raggiungere le fasce deboli della società.

Di seguito il diario di bordo.

Per l’ultima fase si è posta la questione: cosa disseminare, mostrando cosa si può ottenere nell'ambito del programma, affinché gli altri possano avere un modello a cui ispirarsi?

La diffusione e condivisione dei risultati, si è svolta in forma incrociata (28 giugno a Napoli - 5 luglio a Foggia) con altri CPIA (Taranto, Napoli città 2) e relativi partners europei all’interno di cross dissemination conferences, che hanno permesso di divulgare nello specifico nella sessione di Foggia - sotto l’egida dell’UST di Foggia con la presenza

del dirigente M.A. Episcopo, di EPALE con la presenza degli ambasciatori A. Di Finizio e A. Rainone e con il contributo della stampa locale TeleBlu -, quanto realizzato non solo a livello locale (docenti interni del CPIA 1 Foggia e del II livello dell’istruzione degli adulti) e regionale (docenti e della rete dei CPIA della Puglia), ma anche a livello nazionale attraverso i social networks (FB, Twitter) ed europeo, dandone notizia sulla piattaforma EPALE.

I risultati hanno riguardato due tipi di prodotti:

- un prodotto astratto, ovvero una buona pratica da prendere a modello: le attività laboratoriali per arrivare alle fasce deboli della società e farle rientrare in formazione (donne, casalinghe, pensionati, diversabili);

- un prodotto tangibile, sostenibile nel tempo e trasferibile a terzi, ovvero uno strumento pratico, che possa tornare utile a chi si approccia a questa tipologia di progetti Erasmus+ con attività di job shadowing.

Nei job shadowing la modalità tradizionale è solitamente affidata all’osservazione asistematica (o libera) in cui l’osservatore pone domande, assiste ad una lezione, osserva, prendendo appunti spontaneamente ed elabora un “diario di bordo” in forma libera, annotando ciò che – a suo giudizio – riveste particolare importanza.

Dal momento che il job shadowing deve permettere di individuare in una scuola che si visita buone pratiche, allora una check list e dunque un’osservazione strutturata può essere veramente d’aiuto a registrare ciò che può essere preso a modello.

Sulla falsariga dell’esperienza svolta dall’INVALSI nell’ambito del progetto Valutazione e Miglioramento, si è pensato a una scheda, peraltro sperimentata dallo scrivente durante la mobilità, suddivisa in due grandi ambiti di osservazione: l’ambiente organizzativo e la gestione della classe.

Ciascun ambito a sua volta è diviso in macro-aree con i relativi indicatori, di cui si potrà sintetizzare la presenza o meno con un semplice SI o NO o IN PARTE

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  • Ritratto di Filomena Montella
    Complimenti. Un buon esempio e una buona pratica da seguire.
    AD MAIORA SEMPER

  • Ritratto di ALFONSO RAINONE
    grazie, Filomena