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Progetto Erasmus STEPs: presentati a Rebibbia risultati finali e buone pratiche dal territorio

Progetto STEPs: pratiche educative e innovative in contesti carcerari per il reinserimento nella società civile.

Il 28 ottobre si è svolto a Roma presso la Casa Circondariale femminile di Rebibbia il convegno nazionale “La tecnologia nei percorsi educativi per adulti ristretti”, nell’ambito del progetto europeo STEPs (Supporting Ties in the Education of Prisoners) finanziato dal Programma Erasmus +

Descrizione del Progetto

STEPs, Supporting Ties in the Education of Prisoners, è un progetto del programma ErasmusPlus per la cooperazione, l’innovazione e lo scambio di buone pratiche, che lega in una cooperazione internazionale - proposta e coordinata da EPEEK in Grecia, i partner di 2nd Chance School di Larissa, il CPIA1 di Roma e le organizzazioni non governative Kerigma in Portogallo e C.I.P. Citizens in Power di Cipro, da tempo impegnate nel lavoro con le persone ristrette e nella ricerca di azioni efficaci finalizzate al re orientamento della persona, nell’ottica dell’inclusione sociale e della prevenzione delle recidive.

Nei tre anni di durata, il progetto si è articolato in sezioni di ricognizione e indagine sull’Innovazione nei percorsi per l’educazione, tramite metodologie innovative e tramite la creazione di Virtual Room, che favoriscono l’elaborazione del reato e l’inizio di un nuovo progetto di vita. La Virtual Room, un casco, degli occhiali e manubri collegato a un computer offline, permettono di muoversi in un ambiente virtuale interattivo che somiglia a un video gioco, che coinvolge e spiazza, sposta il punto di vista sul reato proprio o altrui, favorendone l’elaborazione e il superamento. La sua reale efficacia verrà monitorata e verificata nel tempo – il progetto termina il 31 ottobre 2021 -ma il termine corrisponde all’inizio di un nuovo cammino- dai docenti che ne programmeranno e disciplineranno l’uso.

Gli ambienti virtuali sono stati allestiti con le storie di reato, narrazioni autobiografiche autentiche, che nel caso del CPIA1 sono state realizzate all’interno della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, scritte attraverso un lavoro didattico e relazionale nel gruppo classe e infine raccolte in forma scritta in un processo lento e individualizzato, con una metodologia precisa e documentata nel blog del CPIA 1 di Roma:

>> Blog del CPIA 1 di Roma

I testi elaborati sono stati resi del tutto anonimi per rappresentare dei casi paradigmatici, ovvero dei tipi riferirti ai reati più frequenti. Successivamente l’equipe di STEPs ne ha selezionati sei, tre femminili e tre maschili, inseriti nelle Virtual Room in modo da funzionare off line, senza bisogno di collegamento.

Il progetto, diretto per il CPIA 1 del Lazio dalla DS Ornella Volpicelli e coordinato dalla prof. Marina Tutino, ha presentato i suoi risultati nell’evento finale “La tecnologia nei percorsi educativi per adulti ristretti”, realizzato lo scorso 28 ottobre nella Casa Circondariale Femminile di Rebibbia

Il Convegno finale

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L’evento finale del progetto STEPs si è svolto il 28 ottobre presso la Casa Circondariale femminile di Rebibbia. Il convegno è stata l’occasione per presentare buone pratiche nell’uso della tecnologia nei percorsi educativi per adulti ristretti, ma anche criticità e possibili sviluppi. 

Gli interventi istituzionali di Alessia Rampazzi, Direttrice della Casa Circondariale femminile di Rebibbia, Ornella Volpicelli, Dirigente del CPIA 1 RomaStefano Anastasia, Garante Regionale del Lazio, Gabriella Stammaccioni, Garante di Roma Capitale, e Eugenia Fiorillo, coordinamento Area pedagogica Casa Circondariale femminile di Rebibbia, hanno evidenziato le positività del progetto STEPs e sottolineato come la pandemia abbia costituito sotto molti aspetti la prima opportunità per le carceri di assistere a un uso non residuale delle  tecnologie, sebbene “la coperta sia ancora troppo corta” e sia impensabile programmare la riabilitazione sociale vietando l’accesso alle opportunità offerte dall’era digitale per conoscere il mondo.

A seguire, Ada Maurizio, dirigente del CPIA 3 di Roma, ha ripercorso le ultime tappe del difficile percorso per garantire la continuità dell’istruzione e della formazione in carcere e il diritto allo studio di adulti e minori reclusi. Necessaria la collaborazione tra i due ministeri coinvolti, a partire da un costante dialogo tra le due amministrazioni sia a livello politico che operativo. 

Marina Tutino, coordinatrice di STEPs, e le docenti Giulia Merenda e Nadia Gatto del CPIA1 di Roma hanno presentato i lavori svolti durante i tre anni di progetto, la sperimentazione con le Virtual Room, il video realizzato durante il periodo del lock down con le iscritte ai corsi fuori e dentro la Casa Circondariale femminile di Rebibbia e in collaborazione con l’Accademia di Danza di Roma (“parole e voci da dentro a fuori”) e la Innovation Box del progetto, un lavoro di ricerca e indagine sui progetti innovativi in corso negli Istituti penitenziari, illustrato da Barbara Coletti e Sante Simone.

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Video dal progetto SCENE di un Inferno del XXI sec. con l'Accademia Nazionale di Danza, con le voci delle studentesse di corsi del CPIA1 di Roma  di via Cortina, con  le  parole delle studentesse prigioniere a Rebibbia, con  il ritmo giusto al tempo del lockdown:  

 play  Sisifo Canto VII - CPIA 1 di Roma [Cammino dell'Ascolto]

 

 

Le alunne detenute, alcune delle quali presenti al convegno, hanno svolto un lungo lavoro di riflessione sulla loro vita e sulla loro responsabilità nel reato (“responsabilità non colpa” come sottolinea più volte Marina Tutino). Questo punto di partenza è stato fondamentale per poi procedere al lavoro di rielaborazione delle storie in modelli ricorrenti e anonimi da inserire nelle Virtual Room dove il punto di vista si sposta sul reato proprio e altrui.

Le storie scelte infatti sono modelli anonimi, ma ricorrenti, in cui i detenuti e le detenute possono riconoscersi intraprendendo un difficile e anche doloroso percorso di riappropriazione della propria storia.

Oltre al lavoro di STEPs, il convegno è stata l’occasione per dare voce ad altre importanti pratiche dai territori, come quelle in corso a Bollate dove Paolo Aleotti, docente presso l’Università Cattolica di Milano, ha illustrato i laboratori e i progetti di radio e tv che da anni conduce presso la Casa Circondariale. I laboratori hanno l’obiettivo di rieducare i detenuti mediante l’acquisizione di competenze e professionalità, poi spendibili fuori dal carcere. 

Paolo Aleotti illustra il suo lavoro nel documentario “I sogni dietro le sbarre”, dove, insieme ad un gruppo di detenuti, intraprende un viaggio tra le mura del centro di detenzione, raccontando cosa è - davvero – Bollate:

play   I sogni dietro le sbarre-video

Altre esperienze di uso del digitale in carcere e sguardo verso il futuro sono state illustrate da Salvatore Belsito del CPIA di Cosenza e dai docenti Maria Vittoria Serru e Ambrogio Morrone del CPIA 7 Lazio, che opera presso la Casa Circondariale di Velletri.

Durante il convegno Lorenza Venturi e Martina Blasi, Unità EPALE Agenzia Erasmus+, hanno presentato le novità per l’educazione degli adulti del nuovo Programma Erasmus+ e la specifica attenzione che la piattaforma europea rivolge al tema dell’educazione in carcere.

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Martina Blasi

Unità Epale Italia


Per approfondimenti:

Pagina ufficiale del progetto

Blog del gruppo di lavoro del CPIA 1 Roma partecipante al progetto Erasmus+ STEPs

Sul progetto STEPs in EPALE:

Innovazione didattica in carcere con STEPs Supporting Ties in the Education of Prisoners

La valigia degli attrezzi I: le storie - Progetto STEPs

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