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L'impronta idrica e il progetto europeo Aquapath

01/08/2016
di Martina Blasi
Lingua: IT

Quanta acqua consumiamo ogni giorno?

La popolazione mondiale è in costante crescita, recentemente abbiamo toccato i 7 miliardi di persone, eppure la quantità di acqua dolce disponibile è limitata.

Avete mai pensato a quanta acqua consumiamo nelle azioni di ogni giorno?

Siamo abituati a pensare che l’acqua che consumiamo sia solo quella che esce dai rubinetti delle nostre case, ma non teniamo conto dell’acqua che non si consuma direttamente. Il consumo indiretto dell’acqua è necessario per produrre un prodotto o un servizio, come ad esempio il cibo che mangiamo o un abito che compriamo.

Quest’acqua è definita acqua virtuale ed è pari al volume totale di acqua necessaria per produrre e trasformare un bene o servizio. L’impronta idrica di una persona può quindi essere vista da due prospettive, diretta e indiretta, calcolata per tutti i beni e i servizi che vengono consumati dalle persone che vivono in un Paese. Il concetto è stato teorizzato da Arjen Y. Hoekstra nel 2002 e successivamente sviluppato, fino alla realizzazione della procedura del calcolo dell’impronta relativa alle persone, le aziende, le nazioni.

L’impronta idrica globale ammonta a 7.452 miliardi di metri cubi di acqua dolce l’anno, pari a 1.243 metri cubi pro capite, ovvero più del doppio della portata annuale del fiume Mississipi.

 

 

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I cittadini europei hanno un’impronta idrica molto alta, non solo per la quantità di prodotti consumati, rispetto ai paesi in via di sviluppo, ma anche perché consumano un’acqua che non risiede in Europa. La maggior parte dell’acqua che consumiamo si trova nei prodotti provenienti da diversi continenti. Stiamo letteralmente importando acqua. Certo questo è il frutto di scelte governative ed economiche a livello globale, ma anche i cittadini possono fare la loro parte.

Proprio per questo motivo Eurocrea Merchant, un’organizzazione che opera nel campo del rafforzamento delle capacità dei cittadini e la sensibilizzazione ai temi della sostenibilità, negli ultimi due anni ha coordinato la realizzazione di un progetto cofinanziato dal programma comunitario Erasmus Plus per il periodo 2014-2016 all’interno dell’azione Partenariati Strategici per l’Educazione degli adulti.

L’iniziativa è stata realizzata in compartecipazione con il Comune di Monza, insieme ad altre organizzazioni europee in Germania, Francia, Spagna, Portogallo e Paesi Bassi. Il consorzio, composto da esperti in impronta idrica, uso sostenibile delle risorse, educazione degli adulti e sistemi di formazione online, ha partecipato alla realizzazione del progetto Aquapath. Il risultato principale del progetto è un percorso formativo capace di approfondire il tema dell’impronta idrica e far comprendere ai cittadini come possono influire, attraverso uno stile di vita sostenibile, al risparmio di una risorsa così preziosa come l’acqua.

Inoltre grazie al contributo del Comune di Monza – Servizio offerta educativa dell’Assessorato all’Istruzione – è stato possibile realizzare un modulo formativo dedicato ai bambini con i relativi strumenti per facilitare l’apprendimento.

Grazie a Aquapath i cittadini possono comprendere a pieno il concetto d’impronta idrica e riflettere sul consumo d’acqua giornaliero.

Calcola la tua impronta idrica

Per coinvolgere i bambini  nella scoperta dell’impronta idrica

 

 

 

 

 

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