chevron-down chevron-left chevron-right chevron-up home circle comment double-caret-left double-caret-right like like2 twitter epale-arrow-up text-bubble cloud stop caret-down caret-up caret-left caret-right file-text

EPALE

Piattaforma elettronica per l'apprendimento degli adulti in Europa

 
 

Blog

 “Le dolci evasioni” dalla Casa Circondariale Cavadonna  di Siracusa: delizie di Sicilia biologiche e solidali.

11/09/2019
di Wilma Greco
Lingua: IT

Sedici anni fa, un gruppo di giovani siracusani decide di costituirsi in cooperativa sociale, scegliendo come nome “L’Arcolaio”,  ispirato agli insegnamenti del Mahatma Gandhi, che fece di questo strumento tradizionalmente utilizzato per dipanare le matasse e tessere il cotone, un simbolo di operosità quotidiana e libertà, invitando alla riscoperta dei mestieri tradizionali, all'utilizzo coerente delle ricchezze della propria terra, nonché al dono dell’energia creativa di ognuno in favore degli altri.

Obiettivo della cooperativa è quello di favorire il reinserimento socio-lavorativo delle persone ristrette negli Istituti di Prevenzione e Pena e  altri gruppi vulnerabili.

Dalla tradizionale pasta di mandorla ai golosi canditi ricoperti di cioccolato, dallo stuzzicante pomodoro ciliegino essiccato allo sciroppo di carruba dei nostri nonni, dai sali con le erbe dei monti Iblei al preparato per il latte di mandorla più profumato della Sicilia: tutti i  prodotti dell’Arcolaio sono realizzati con ingredienti biologici certificati di altissima qualità, provenienti da reti collaborative di piccoli agricoltori locali e dal commercio equo e solidale (lo zucchero di canna, ad esempio), come segnale della dimensione planetaria della solidarietà.

/it/file/img1154jpgimg_1154.jpg

L’Arcolaio ha anche recuperato nel corso degli anni, 13 ettari di terreni incolti sui Monti Iblei, dove ora giovani immigrati, in totale simbiosi con la natura, accudiscono e raccolgono manualmente erbe aromatiche mediterranee, quali il timo, la salvia, il finocchietto, l’origano. Nel laboratorio allestito a pochi chilometri di distanza le erbe vengono essiccate e confezionate, insieme a ortaggi e frutta provenienti da piccoli agricoltori locali.

Il laboratorio dolciario, meglio noto come biscottificio anche se non solo biscotti produce, si trova all’interno della Casa Circondariale Cavadonna di Siracusa. Da qui il marchio “Le dolci evasioni”, distribuito in Italia e all’estero attraverso i negozi specializzati di biologico, le botteghe del commercio equo e i gruppi di acquisto solidale, per “sprigionare” sapori e persone.

Ho visitato per tre giorni il laboratorio di “Le dolci evasioni” nella   Casa Circondariale, ho chiacchierato con gli addetti ai lavori, ristretti e non, assaggiato dolci e latte di mandorla, partecipato alla produzione e respirato aria di libertà. Un laboratorio in cui in estate il caldo è torrido, in inverno il freddo insopportabile; eppure tutti sono contenti. 

/it/file/img1155jpgimg_1155.jpg

Bruno e Salvo sono gli operatori dell’Arcolaio; non sono pasticceri di professione ma hanno imparato insieme ai detenuti, e con loro sperimentano e si sperimentano ogni giorno. In carcere, più che altrove, c’è un grande bisogno di coerenza e di testimonianze di vita molto forti: se riesci a essere testimone vero di ciò in cui credi,  puoi anche attivare negli altri processi di revisione critica del proprio vissuto, necessari per intraprendere un percorso nuovo. Perché ognuno di loro “è molto più del suo errore”: qui ne sono tutti convinti.

Ecco che Bruno e Salvo, insieme agli altri responsabili  (di produzione, logistica, qualità e acquisti), si fanno “accompagnatori” degli “invisibili”  - non visti e ignorati dalla società “oltre le mura” - , per restituire loro dignità attraverso il lavoro.

Nel laboratorio i detenuti acquisiscono reali competenze professionali, dalla preparazione del prodotto dolciario al confezionamento. Hanno un ritorno economico necessario per il sostentamento della famiglia. Conquistano la piena dignità di lavoratori, avendo riconosciute tutte le tutele previste dal contratto nazionale di lavoro delle cooperative sociali.

Per alcuni, questa con L’Arcolaio è la prima esperienza di lavoro in un quadro di legalità, dove sono chiamati ad esercitare diritti e doveri.

Particolare attenzione viene posta ai bisogni della persona, in un clima di rispetto reciproco, ottenendo l’adesione convinta dei detenuti ad una proposta lavorativa impegnativa ma anche molto gratificante.

Yay, 22 anni, egiziano, ristretto da quasi 4 anni, da 2 lavora al biscottificio. Di Bruno e Salvo dice che gli hanno salvato la vita; hanno ricostruito intorno a lui una rete di affetti che ha compensato la mancanza della famiglia lasciata nella sua terra. Gli brillano gli occhi, mentre parla del suo rapporto con loro. Ha faticato per ottenere fiducia, ha dovuto guadagnarla impegnandosi nel lavoro, ma ora ha le chiavi del magazzino: me le mostra con orgoglio.

/it/file/img1157jpgimg_1157.jpg

La mia visita al biscottificio è coincisa con la preparazione di un prodotto nuovo: biscotti gluten free alla carruba e cannella. Il biscotto avrà una forma particolare; bisogna impostare la macchina con i giusti parametri. Si procede per prove ed errori. Tutti insieme, inclusa me, a valutare informazioni, trovare soluzioni, in un lavoro di squadra permeato da creatività e clima relazionale positivo, dove spicca il sorriso sdentato di Simon l’Etiope: “Solo Dio sa! Il futuro? Boh e chissà! Lo sapremo solo vivendolo”, un sorriso comico, per certi versi disarmante, opposto allo sguardo concentrato di Marco che, appena fuori, spera di trovare un lavoro “dignitoso” nel campo della pasticceria.

È ovvio il senso delle sue parole: la dignità esiste quando esiste anche il lavoro; questo vale per tutte le persone, a maggior ragione per i detenuti, che respirano e pensano come ognuno di noi. Tra le persone private della libertà che hanno opportunità lavorative, l'incidenza della recidiva  è inferiore rispetto a quelle che non vi accedono. Più inclusione significa più sicurezza, e oggi tutti siamo consapevoli che la detenzione in cella, senza alcuno sbocco, senza la possibilità di accedere ad attività lavorative, rende più insicura tutta la società, perché alimenta un circolo vizioso. Lo rivelano le statistiche. Se ogni detenuto acquistasse competenze professionali spendibili nel suo rientro tra la società dei “liberi”,  le recidive sarebbero di gran lunga minori. 

/it/file/img1156jpgimg_1156.jpg

L’Arcolaio tenta anche di creare un ponte tra il carcere e il “fuori”, prevedendo tra i lavoratori del laboratorio di erbe aromatiche una quota di ex detenuti, o di detenuti in regime di semilibertà.

Le “Dolci evasioni” del carcere di Siracusa diventano a questo punto la dimostrazione che i semi piantati danno frutto, e che il lavoro dentro le mura non è un semplice momento di “evasione” dalla routine della cella, ma piuttosto da un percorso fatto di errori e incidenti; è soprattutto volano di riscatto, tempo e luogo in cui il reinserimento sociale comincia a concretizzarsi. 

Wilma Greco - Ambasciatrice EPALE per la regione Sicilia

Si ringraziano: Aldo Tiralongo (direttore Casa Circondariale Cavadonna Siracusa), Bruno Buccheri e Salvo Corso (responsabili L’Arcolaio), per le informazioni condivise e per l’accoglienza nel biscottificio “Le dolci evasioni”.

 

Share on Facebook Share on Twitter Epale SoundCloud Share on LinkedIn