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Orientamento e formazione on the job: le sfide per il futuro

25/09/2018
od Enrico Messinese
Jazyk: IT

E’ sotto gli occhi di tutti che il mercato del lavoro è in continua evoluzione: nuove professioni nascono mentre altre si trasformano rapidamente. Di conseguenza, anche le esigenze delle aziende mutano, viste le necessità di assumere nuovi profili o di migliorare le competenze interne. Allo stesso tempo, il mercato del lavoro è segnato da uno squilibrio tra persistenza della disoccupazione e difficoltà di assunzione in taluni settori. Pertanto, l’orientamento svolge un ruolo cruciale per facilitare il dialogo tra domanda ed offerta di lavoro in un’ottica sempre più “lifelong” e “lifewide”. I responsabili dell’orientamento devono dunque acquisire conoscenze e strumenti ad hoc per riuscire ad operare al meglio.

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Se fino a pochi anni fa i profili del Digital Marketing Specialist o dell’e-Key Account Manager ancora non esistevano, presto nasceranno nuove professioni legate al mondo digital all’interno della cosiddetta gig-economy, ma non solo.

Come trovare la strada giusta? Certamente risulta fondamentale un aggiornamento tecnico, ma a fare la differenza sono le cosiddette “soft-skills”, come la capacità di familiarizzare con il contesto socio-economico, di auto-valutarsi e descrivere le competenze acquisite negli ambiti formali, informali e non formali, nonché puntare sul miglioramento delle capacità critiche, decisionali e progettuali.

Di questi aspetti si parlerà nel corso dell’evento in programma a Roma il 12 ottobre, dal titolo “IL LAVORO NEL 2030: LE SFIDE DELL'ORIENTAMENTO E DELLA FORMAZIONE ON THE JOB”, organizzato da CIAPE nell’ambito degli #ERASMUSDAYS 2018.

Si parlerà dei risultati di due progetti Erasmus+, ovvero WBL-PRO, che ha delineato la figura del professionista dell’apprendimento basato sul lavoro in chiave europea, in grado di promuovere, facilitare, assistere i giovani nei loro percorsi di apprendistato e tirocinio; e del progetto FUTURE TIME TRAVELLER, che mira a trasformare l’orientamento professionale della generazione Z attraverso un approccio gamificato.

Il futuro richiede un nuovo paradigma per i giovani, gli educatori e i leader politici: tutti devono concorrere alla creazione del cambiamento, coltivando menti aperte all’innovazione, empatia cognitiva, spirito imprenditoriale e prospettive collaborative. E’ bene pertanto che i servizi di orientamento alla carriera si trasformino in percorsi di orientamento e leadership per il futuro. La nuova Agenda per le Competenze per l’Europa afferma che l’istruzione e la formazione devono andare oltre le necessità immediate del mercato del lavoro e concentrarsi su “obiettivi di lungo termine, per sviluppare una mentalità flessibile e la curiosità necessaria per adattare e acquisire conoscenze, competenze e abilità ancora non identificabili, ma che saranno necessarie per guidare lo sviluppo tecnologico del futuro”.

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