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La limitata professionalizzazione dell’educazione degli adulti ha cause e conseguenze economiche

13/11/2015
de Katrin Handler
Limba: IT
Document available also in: DE EN CS FR PL SK SL ES

di Birgit Aschemann/CONEDU

I contributi dell’educazione degli adulti alla crescita, al benessere e alla coesione sociale vengono limitati dalle condizioni di lavoro precarie dei docenti attivi nella formazione degli adulti. Il nuovo Magazin erwachsenenbildung.at – una rivista online austriaca che si occupa dell’educazione rivolta agli adulti, affronta in modo critico il tema di queste condizioni di lavoro e parla a questo proposito di “zone d’ombra nel dibattito sulla professionalizzazione”.

Docenti per la formazione degli adulti come barlumi di speranza

L’educazione degli adulti e l’aggiornamento continuo conferiscono un apporto fondamentalmente al benessere e alla convivenza, sia a livello individuale sia per la crescita nazionale.

Questo è possibile in presenza di offerte di apprendimento valide: la qualità dell’offerta è il presupposto affinché l’equazione torni. Una qualità dell’offerta elevata dipende, per una parte sostanziale, dai docenti che vengono impiegati nei corsi o in altri format. Sono loro che realizzano a livello pratico la promessa di qualità dei diversi offerenti di formazione. E sono sempre loro a cui si pensa quando si parla di “professionalizzazione”.

Con tre di loro ho avuto l’occasione di fare una chiacchierata informale in qualità di coeditore della menzionata edizione del Magazin erwachsenenbildung.at. Ho potuto constatare quanto sia qualificato e impegnato nella maggior parte dei casi il personale che si occupa dell’educazione rivolta agli adulti: dedicando il proprio tempo libero alla preparazione del corso, non restando a casa in caso di malattia e imbattendosi in difficoltà economiche non appena si rompe la lavatrice.

Una comprensione limitata della professionalizzazione

Attualmente il concetto di “professionalizzazione” viene spesso equiparato alla formazione o all’aggiornamento o ad una standardizzazione di requisiti e competenze. Gli aspetti strutturali della standardizzazione, come le disposizioni di legge, l’istituzionalizzazione, la professionalità, sembrano non avere significato. Vengono in ogni caso messi in secondo piano nel dibattito pubblico e scientifico.

Mancano anche rappresentanze di interessi o associazioni professionali sufficienti per l’educazione degli adulti. Questo va di pari passo con le pessime condizioni di lavoro connesse all’educazione rivolta agli adulti. “Precarizzazione invece di professionalizzazione” è la formula che descrive in modo appropriato l’attuale situazione.

La formazione si traduce in un investimento sbagliato

In presenza di cattive condizioni generali, anche un obbligo alla formazione o all’aggiornamento per i docenti impegnati nell’educazione rivolta agli adulti risulta poco sensato. Nella pratica, l’educazione per adulti è caratterizzata da sempre da addetti che cambiano completamente settore, che provengono dall’insegnamento o da altre professioni educative e abbandonano il settore dell’educazione rivolta agli adulti il prima possibile, se le condizioni di lavoro sono troppo sfavorevoli.

In questo caso gli investimenti rivolti alla “professionalizzazione” nel senso della formazione o dell’aggiornamento vanno regolarmente persi; anche i corsi di formazione specializzati con sovvenzioni pubbliche risultano investimenti sbagliati se non si riesce poi a conservare il personale nel settore.

Precarizzazione con cause e conseguenze economiche

Lo sfondo di questa situazione è la logica d’azione sempre più di natura economico aziendale, da rispettare a tutti i livelli del settore della formazione. Le conseguenze sono un’elevata concorrenzialità con retribuzioni basse, rapporti di lavoro a termine o falsi lavoratori autonomi.

Secondo questi puri meccanismi di mercato, gli offerenti delle diverse forme di formazione incontrano difficoltà a concedere migliori condizioni di lavoro ai propri addetti. La qualità delle offerte di formazione è quindi sistematicamente limitata. La conseguenza prevedibile sono anche limitati profitti della formazione.

Le condizioni di lavoro precarie nel settore dell’educazione rivolta agli adulti non hanno solo cause economiche, bensì anche conseguenze economiche, tanto da compromettere l’intero settore in tutta la sua funzionalità.

La rivista online "Magazin erwachsenenbildung.at" descrive la realtà da più prospettive

La nuova edizione della rivista specialistica Magazinerwachsenenbildung.at affronta il tema della realtà lavorativa nell’ambito dell’educazione rivolta agli adulti ricollegandolo con l’attuale dibattito sulla professionalizzazione. I ricercatori e gli esperti forniscono dati, analisi e impressioni sulle diverse condizioni generali dell’attività di docente per adulti. Intervengono anche rappresentanti attivi a livello politico. I contributi sono disponibili in tedesco con una sintesi in inglese.

Dal 30 ottobre 2015 Magazin erwachsenenbildung.at è disponibile online.

Per ulteriori informazioni:

Testo: Birgit Aschemann/CONEDU

Nota: Questo articolo è una traduzione dalla lingua tedesca.

 

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  • imaginea utilizatorului Filomena Montella

    La mia esperienza quasi decennale di insegnamento di Lettere in corsi serali di istituti superori mi porta a sottoscrivere pienamente le riflessioni tratte da questo articolo.

    Quando ero precaria ho lavorato in corsi serali, perché erano le ore lasciate dai colleghi che mi precedevano in graduatoria perché ritenevano tali corsi "scomodi" e non professionalemente motivanti.

    Nella pratica, invece, ho scoperto un approccio stimolante, perché dovevo sempre attivare nuove "buone pratiche" di ricerca metodologica per il tipo di utenza che avevo di fronte.

    Quando sono diventata di ruolo, ho scelto VOLONTARIAMENTE di insegnare in un corso serale; ma col tempo sono diventata "precaria" e perdente posto perché, quando si deve tagliare, si taglia nei corsi serali e, pur in presenza di richieste da parte di studenti, le classi non vengono assegnate; di conseguenza un docente titolare in un corso serale deve completare il proprio orario di servizio in corsi diurni, con spreco di energie e problemi organizzativi...

    E poi, un docente di un corso serale è considerato dai colleghi un docente di serie B ("tanto non si fa nulla in un corso per adulti..."). Sbagliato: negli anni molti miei studenti adulti hanno raggiunto ottimi risultati, piazzandosi ai primi posti anche in concorsi nazionali.

    La legge sull'educazione degli adulti è molto ben fatta, ma nella pratica ci sono molti problemi da affrontare.

    Personalmente vado avanti: un adulto che scopre la conoscenza come "il miglior bene" (Socrate docet) è il mio obiettivo principale. AD MAIORA

  • imaginea utilizatorului Filomena Montella

    La mia esperienza quasi decenale di insegnamento di Lettere in corsi serali di istituti superori mi porta a sottoscrivere pienamente le riflessioni tratte da questo articolo.

    Quando ero precaria ho lavorato ni corsi sera, perché erano le ore lascate dai colleghi che mi precedevano in graduatoria perché ritenevano tali corsi "scomodi" e non professionalemente motivanti.

    Nella pratica, invece, ho scoperto un approccio stimolante, perché dovevo sempre attivare nuove "buone pratiche" di ricerca metodologica per il tipo di utenza che avevo di fronte.

    Quando sono diventata di ruolo, ho scelto VOLONTARIAMENTE di insegnare in un corso serale; ma col tempo sono diventata "precaria" e perdente posto perché, quando si deve tagliare, si taglia nei corsi serali e, pur in presenza di richieste da parte di studenti, le classi non vengono assegnate; di conseguenza un docente titolare in un corso serale deve completare il proprio orario di servizio in corsi diurni, con spreco di energie e problemi organizzativi...

    E poi, un docente di un corso serale è considerato dai colleghi un docente di serie B ("tanto non si fa nulla in un corso per adulti..."). Sbagliato: negli anni molti miei studenti adulti hanno raggiunto ottimi risultati, piazzandosi ai primi posti anche in concorsi per studenti.

    La legge sull'educazione degli adulti è molto ben fatta, ma nella pratica ci sono molti problemi da affrontare.

    Personalmente vado avanti: un adulto che scopre la conoscenza come "il miglior bene" (Socrate docet) è il mio obiettivo principale. AD MAIORA