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Intelligenza Artificiale ed Esperanto: un rapporto possibile?

27/11/2019
Limba: IT

/en/file/congresso-universale-esperantista-2019Congresso Universale Esperantista 2019

Esistono oggi dispositivi dotati di programmi quasi magici: non si spiega in altro modo il T9 del telefono cellulare, capace di capire dalle prime lettere quali parole comporre mostrando al tempo stesso le alternative più usate dal proprietario del cellulare, o meglio ancora le varie assistenti personali come Siri, Cortana e Alexa. Ma come si è arrivati a questo risultato? E quali implicazioni ha? E soprattutto, che c'entra l'Esperanto?

L'argomento del natural language processing è uno degli elementi portanti che hanno permesso lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale; senza questa disciplina, che coniuga la linguistica e l'informatica, non sarebbe stato possibile far estrarre informazioni significative a un algoritmo creato di proposito per questo scopo. Il tema dell'A.I. e la sua associazione con l'Esperanto è venuto fuori da un'intervista realizzata a Bodegraven, Olanda, in occasione della terza tappa del progetto Learn, Create, Share! incentrata appunto su Esperanto e nuovi media. Finora era sfuggita l'importanza di una lingua come l'Esperanto, che può essere d'aiuto per risolvere i grossi problemi associati allo sviluppo dell'A.I.

Il problema che il natural language processing si è trovato di fronte risiede nell'ambiguità e imprecisione del linguaggio naturale, che mette insieme regole del linguaggio molto astratte (per esempio la scelta del registro e del tono linguistico) con altre più pratiche (come la regola per cui in nomi che finiscono per -o sono maschili singolari). Per estrarre il corretto significato, corretto perché in linea con le intenzioni del parlante, la macchina deve essere dotata di un algoritmo capace di farlo, un algoritmo che riesce a identificare le varie parti del discorso, a trasformarle in segnali elettronici e poi di nuovo in testo, la risposta che per esempio possono darci le risponderie automatiche. Il nodo della lingua naturale è quindi vitale per lo sviluppo tecnologico dei prossimi decenni. In pratica con l'A.I. e il natural language processing si chiede a un dispositivo elettronico di comportarsi come un parlante, che estrae informazioni da un codice (la lingua) per elaborare una risposta e poi codificarla secondo le regole del primo parlante.

Esistono alcuni studi come quelli di Jouko LindstedtToon Witkam che problematizzano le caratteristiche dell'Esperanto e designano la lingua di Zamenhof come possibile candidata al periodo di transizione dell'A.I.: l'Esperanto, per le sue caratteristiche a metà tra lingua artificiale e ormai anche lingua naturale (esistono diverse migliaia di parlanti naturali) sarebbe un candidato perfetto per comunicare con la tecnologia A.I. di oggi. Le 16 regole grammaticali dell'Esperanto e il suo sistema di composizione per radici e suffissi, corrispondenti a un ben preciso significato, sono perfetti per essere letti da un algoritmo, che necessita appunto di regole linguistiche precise. In questo senso, l'Esperanto può essere usato anche come interlingua, lingua di transizione per produrre una traduzione fedele.

L'uso dell'Esperanto sarebbe utile per ridurre l'imprecisione logico-sintattica delle altre lingue naturali ma anche l'ambiguità semantica: grazie all'uso di precise desinenze, in Esperanto infatti è molto semplice riconoscere subito che inflessione di significato si vuole dare a un termine, sia che si voglia indicare un complemento di moto a luogo o uno di tempo. Inoltre, l'Esperanto, a differenza delle lingue naturali soggette a un'evoluzione abbastanza libera, genera nuovi significati componendo elementi già designati... Che sia quindi una soluzione valida per lo sviluppo di applicazioni che riassumono i testi, producono traduzioni, controllano la grammatica e analizzano il nostro stato d'animo tramite analisi e elaborazione di ciò che scriviamo sui social? 
Oltre agli aspetti tecnici, l'Intelligenza Artificiale apre nuovi interrogativi che riportano la questione sulla centralità e il ruolo dell'essere umano: cosa faremo quando le macchine penseranno come noi e saranno capaci di analizzare i nostri sentimenti e le nostre scelte? La tecnologia libererà risorse e permetterà l'avanzamento del capitale umano o sarà strumento di persone poco raccomandabili che accumulano informazioni che tutti noi seminiamo in rete per poi analizzarle e usarle per scopi poco comunitari?

La questione resta aperta, con tutte le implicazioni che comporta. Ma l'ideale egalitario e neutrale dell'Esperanto potrebbe non rappresentare solo un passaggio nella messa a punto dell'A.I. Perché, come dice l'intervistato del video "ogni lingua porta con sé una mentalità, una cultura, un attaccamento a ideali" che si riflettono inevitabilmente nella lingua.   

Qui sotto l'intervista realizzata durante la tappa del progetto LSC

/en/file/intervista-michailo-partecipante-al-kkps-2019Intervista a Michailo, partecipante al KKPS 2019

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