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Sala de imprensa

Agenda digitale italiana: stato dell'arte e focus su scuola e cittadini

06/03/2017
por Alessandra Cecc...
Idioma: IT

L'Agenda Digitale Italiana rappresenta l'insieme di azioni e norme per lo sviluppo delle tecnologie, dell'innovazione e dell'economia digitale. Essa rappresenta una delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020, che fissa gli obiettivi per la crescita nell’Unione europea da raggiungere entro il 2020. Nel quadro dell’Agenda Digitale Europea, l’Italia ha elaborato una propria strategia nazionale, individuando priorità e modalità di intervento, nonché le azioni da compiere e da misurare sulla base di specifici indicatori, in linea con gli scoreboard dell’Agenda Digitale Europea. 

L'azione del governo italiano, in tema di Agenda digitale italiana, si sta incentrando su alcune linee di intervento:

1. Connettività e infrastrutture in banda ultralarga;

2. Digitalizzazione delle infrastrutture di servizi e delle piattaforme abilitanti

3. Digitalizzazione dei servizi di settore azienda-cittadino con la Pubblica amministrazione;

4. Spinta all’innovazione delle aziende;

5. Altri Programmi strategici (Ricerca e Innovazione, Smart City e Community, Competenze Digitali).

L’attuale quadro dell’Agenda è stato progressivamente costruito in questi anni, con interventi normativi a partire dal Decreto Crescita 2.0 del 2012, attraverso le diverse leggi di Stabilità (2014, 2015) e la Strategia Italiana per la Crescita Digitale in particolare nella sua nuova versione di orrobre 2016 recepisce le osservazioni della Commissione Europea, riarticola la distribuzione dei fondi e include una definizione degli indicatori di realizzazione, di risultato e di impatto. 

Sul sito dell'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID), l'organo della Presidenza del Consiglio incaricato di garantire la realizzazione degli obiettivi dell'Agenda e il monitoraggio dei diversi progetti in corso, è disponibile una panoramica aggiornata dello stato di avanzamento dei progetti per le diverse linee di intervento.

Ad esempio per quanto riguarda le competenze digitali è istituita la Coalizione per le Competenze Digitali che coinvole istituzioni pubbliche nazionali e locali, comunità professionali, organizzazioni non profit, associazioni datoriali e sindacali e altri soggetti privati e si inquadra nella cornice della “Grand coalition for Digital Jobs”. Sul sito è possibile consultare in tempo reale i progetti in corso verso i cittadini, le imprese e la Pubblica amministrazione, le persone coinvolte e alcuni dati significativi di riferimento. Qui riportiamo relativi ai cittadini:

 

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Venendo poi allo specifico ambito dell'istruzione e della formazione si parla soprattutto di SERVIZI DIGITALI DI SETTORE. Secondo il Modello Strategico AgID, la scuoa rientra nel livello “Ecosistemi digitali”, insieme alla sanità digitale, la giustizia digitale, il nuovo trasporto pubblico, l'agricoltura digitale ecc.

 

Scuola Digitale

La legge “La buona scuola” (Legge 13 luglio 2015, n. 107), contiene solo alcuni elementi di indirizzo sul tema della scuola digitale (es. obiettivi didattici ampliati con il tema del pensiero computazionale, formazione obbligatoria per gli insegnanti), lasciando gli interventi di innovazione al nuovo Piano Scuola Digitale, pubblicato il 27 ottobre 2015 sul sito del Miur, che contiene anche una dettagliata analisi delle misure precedenti e della situazione attuale. Il PNSD, articolato in 35 azioni, prevede:

  • Connettività e cablaggi: Ogni scuola verrà raggiunta da una connessione in banda larga o ultra-larga, nell’ambito del piano BUL, da qui al 2020, già nel 2015 un primo stanziamento di 90 milioni di euro per il cablaggio di 6 mila scuole, dal 2016 contributo di 1200 euro per il canone per la connessione a Internet,
  • Ambienti per la didattica, laboratori, BYOD: 140 milioni di euro dal 2015 per l’innovazione degli ambienti di apprendimento; 2 milioni per premiare le idee più innovative (“challenge prize per la scuola”); da dicembre 2015, politiche e linee guida per aprire le scuole al cosiddetto BYOD (Bring Your Own Device); per un’attuazione dal 2016, 45 milioni di euro per i laboratori territoriali per l’occupabilità, 40 milioni di euro per gli atelier creativi per le competenze di base del primo ciclo e 140 milioni per i laboratori professionalizzanti in chiave digitale (es. FabLab); 330 milioni da qui al 2017 per mettere in sicurezza gli edifici scolastici e costruire nuove scuole innovative dal punto di vista architettonico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica;
  • Carta d’identità digitale per ogni studente e docente; Razionalizzazione del sistema informativo del Miur per un sistema di identificazione unico, creazione e diffusione dell’identità digitale per tutti gli studenti (a cui associare la “Carta dello Studente”) e dal 2016 per tutti i docenti (a cui associare la “Carta del Docente”);
  • Digitalizzazione amministrativa e gestionale delle scuole: diffusione già da quest’anno scolastico di fatturazione e pagamenti elettronici; procedura di dematerializzazione dei contratti del personale (supplenze brevi); attuazione completa del registro elettronico (previsti 48 milioni); dal 2016 pubblicazione online e in formato aperto dei dati principali relativi alle scuole (come bilanci, Sistema nazionale di valutazione, Anagrafe edilizia scolastica);
  • Competenze per gli studenti: entro il 2015 (ma sul sito del Miur non ci sono news su questo) avvio del tavolo tecnico per la definizione di un framework comune per le competenze digitali degli studenti, creazione e certificazione di  format di percorsi didattici (almeno 20) a cui i docenti possano attingere e utilizzare in classe (es. economia digitale; comunicazione e interazione digitale; making, robotica educativa, nternet delle cose, dati aperti e big data); progetti di ricerca; diffusione dell’iniziativa congiunta Miur-Cini “Programma il Futuro”, per l’introduzione del pensiero computazionale nella scuola; aggiornamento del curricolo dell’insegnamento di Tecnologia;
  • Imprenditorialità e lavoro: curricoli brevi in ogni scuola per stimolare e praticare l’imprenditorialità nelle classi (3 milioni); azioni specifiche per colmare il “divario di consapevolezza” tra ragazzi e ragazze sulle proprie possibilità in ambito scientifico-tecnologico; iniziative per avvicinare al lavoro in ambito del digitale con gli attori dell’ecosistema dell’innovazione, sul modello americano dell’iniziativa “Tech Hire”;
  • Contenuti digitali: linee guida con Agid per l’utilizzo delle piattaforme tecnologiche in ambito didattico; promozione delle Risorse Educative Aperte (OER) e una guida per distinguere le varie tipologie di risorse digitali disponibili, in particolare per quanto riguarda l’autoproduzione di contenuti; riqualificazione degli ambienti di apprendimento e un potenziamento della missione delle biblioteche scolastiche (1,6 milioni di euro);
  • Formazione dei docenti: 10 milioni l’anno per la formazione obbligatoria in servizio per il personale docente. Sviluppo di una rete di almeno 300 “snodi formativi” che dovranno assicurare la copertura territoriale; per 1.000 docenti anche formazione all’estero; da marzo 2016 finanziamento per la creazione di “Presìdi di Pronto Soccorso Tecnico”, formati tra scuole del primo ciclo e scuole secondarie, con lo scopo di gestire piccoli interventi di assistenza tecnica per le scuole (1000 euro l’anno per ciascuna scuola primaria); rafforzamento delle iniziative di formazione per sviluppare le “competenze di innovazione e sperimentazione didattica”;
  • Accompagnamento: istituzione del ruolo di un “animatore digitale” per ogni scuola con un budget di 1.000 euro all’anno per formazione e attività di coinvolgimento e innovazione; accordi territoriali con le reti di scuole; apertura ad attori esterni e collaborazioni con l’esterno (Stakeholders’ Club) come la piattaforma “Protocolli in rete”; un sito web per la raccolta di pratiche di esempuio sull’attuazione del PNSD; censimento e mappatura delle reti di scuole, per formare la “Rete per l’innovazione nella scuola”, con chiamata pubblica aperta a tutte quelle organizzazioni che fanno dell’innovazione e della scuola digitale la loro ragion d’essere; costituzione di un nuovo Osservatorio per la Scuola Digitale che sostituisce l’Osservatorio Tecnologico, e servirà per misurare il grado di innovazione digitale nella scuola; un comitato scientifico come “organo di garanzia” sull’attuazione del PNSD, con lo scopo di  proporre modifiche, e allineare l’azione del Miur alle pratiche internazionali nella sfera educativa; monitoraggio del PNSD da parte del Miur; un legame palese con il Piano Triennale per l’Offerta Formativa.

Al 10 dicembre 2016 è stato attivato circa il 65% delle azioni previste dal PNSD e a ottobre è stato pubblicato il Piano Nazionale della Formazione, che specifica anche i termini della formazione obbligatoria.

 

Per una panoramica completa dell'iter normativo dell'Agenda digitale italiana e dello sviluppo delle diverse linee di intervento leggi tutto l'articolo pubblicato sul sito Agenda digitale italiana.

 

Fonti: agendadigitale.eu, Agenzia per l'Italia Digitale

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