chevron-down chevron-left chevron-right chevron-up home circle comment double-caret-left double-caret-right like like2 twitter epale-arrow-up text-bubble cloud stop caret-down caret-up caret-left caret-right file-text

EPALE - Plataforma eletrónica para a educação de adultos na Europa

Blogue

Comunicazione e gruppi fragili: il compito della scuola degli adulti al tempo del coronavirus

06/04/2020
por Giorgio Rini
Idioma: IT

comunicazione

In questo periodo stiamo assistendo a delle forme di comunicazione che hanno tutte le caratteristiche dell’innovazione. Il web specialmente pullula di moltissime informazioni che riguardano l’epidemia di coronavirus. Lo stesso discorso vale anche per la televisione che, in ogni momento della giornata, ci tiene informati su numeri, statistiche, opinioni che arrivano da parte degli esperti.

Si tratta di informazioni che ci danno l’idea di un mondo sempre più globalizzato, in cui le notizie arrivano da una parte all’altra del globo terrestre passando per la rete con una rapidità che spesso si rivela sorprendente. Si tratta anche di informazioni che spesso vengono comunicate in un linguaggio molto specialistico, in un gergo prettamente tecnico.

Ecco perché non possiamo non pensare alla ricezione di queste informazioni da parte dei migranti che ancora non hanno familiarizzato bene con la lingua italiana. Li potremmo anche definire, da questo punto di vista, dei “gruppi fragili”, proprio perché la mancanza di conoscenza approfondita della lingua italiana li pone in una condizione di difficoltà ne recepire fino in fondo i messaggi che le moderne forme di comunicazione intendono veicolare.

Selezionare le fonti affidabili, comprendere ed interpretare i messaggi, cogliere le sottigliezze comunicative e recepire i concetti tramite un linguaggio specialistico: sono tutte operazioni che chi non parla e non comprende fino in fondo una lingua non è in grado di sostenere. E allora non si corre il rischio di precipitare in una “confusione comunicativa” che dà informazioni distorte e fuorvianti?

La scuola degli adulti è chiamata in questo periodo ad un compito molto importante. Si tratta di rivolgersi ai gruppi più deboli, per mettere loro in mano degli strumenti in grado di interpretare in maniera più precisa il caos comunicativo in cui si rischia di cadere. La scuola degli adulti che si rivolge ai migranti ha il compito di spiegare in maniera accessibile e semplice, per tutti più facilmente comprensibile, ciò che sta accadendo, anche per metterli nelle condizioni di poter badare alla salute individuale e collettiva.

Giorgio Rini

CPIA Terni

Ambasciatore EPALE Umbria

Share on Facebook Share on Twitter Epale SoundCloud Share on LinkedIn