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Nieuws

Continuano a distanza le attività del progetto Work VR

29/06/2020
door Francesca Costero
Taal: IT

A partire da settembre 2018 Enaip Piemonte ha iniziato a condividere le attività svolte per il progetto Work VR (piloting Virtual Reality for Language Learning in the Context of Employability) con i rappresentanti di Danimarca, Francia, Cipro e Germania.

Il progetto, finanziato tramite il programma Erasmus+, affronta il tema dell’inclusione sociale e dell’occupazione, utilizzando la tecnologia all’avanguardia della realtà virtuale, al fine di incrementare la qualità dei programmi di istruzione e formazione professionale per 265 migranti e rifugiati disoccupati. Il progetto affronta le questioni relative all’apprendimento di una seconda lingua e di una nuova cultura in un paese diverso dal proprio per usi, costumi e tradizioni.

Come per ogni progetto Erasmus, anche per Work VR sono stati previsti diversi meeting nei paesi partner; purtroppo, dopo quelli di Amburgo e Cipro, quello di quest’anno in programma a Pau, Francia, a causa dell’emergenza sanitaria è stato sostituito da un incontro online di due giornate.

Tuttavia, grazie al miglioramento continuo ed esponenziale in campo tecnologico, oggi è possibile “essere vicini pur rimanendo distanti”: il confronto tra i partner sullo sviluppo del progetto è stato comunque possibile.

Quella che è mancata è stata però la sensazione di condivisione di un’esperienza comune, così come la visita dei luoghi della città che avrebbe ospitato il meeting, l’approfondimento di costumi e tradizioni, il “sapore” di un patrimonio diverso ed il piacere di stare insieme, il tutto in un contesto davvero “europeo” dove ogni partner mantiene la propria identità, ma si arricchisce nello scambio con un’altra cultura. “Competenze linguistiche, specifiche, aspetti culturali e soprattutto condivisione e scambio sono veramente l’anima del progetto”, afferma infatti Simona Rondolini,di EnAIP Domodossola, che per Work VR si occupa di strutturare lezioni di italiano.

“Questo momento di emergenza ed il lockdown forzato non hanno modificato il mio modo di lavorare – commenta Elio Calosso, che gestisce il settore tecnico del progetto - ma mi hanno permesso di ampliare le mie conoscenze di programmi di collaboration, risultate utili e funzionali al supporto del corpo docenti esterni della nostra sede di Settimo Torinese per l’erogazione delle lezioni online verso i propri allievi. Possono cambiare le modalità di lavoro, ma non c’è virus che possa intaccare la passione e la voglia di mettersi a disposizione del gruppo ed in gioco su nuove attività.

Attualmente, a collaborare al progetto Work VR ci sono anche alcuni volontari del Servizio Civile: Greta, Edoardo e Roberta. Anche a loro il Covid-19 ha causato diversi cambiamenti di programma: dopo un periodo iniziale di sospensione del servizio, le loro attività sono ricominciate in smart-working e i loro percorsi rimodulati a seconda delle esigenze e delle competenze di ciascuno.

“Questa situazione ha permesso di mettermi in gioco in ambiti diversi e di ampliare ancora di più le mie conoscenze, al di là di ogni mia immaginazione” – ci racconta Roberta. “La pandemia ha comportato in qualche modo una riformulazione delle mie attività, dei miei programmi e delle mie abitudini che, in un primo momento, hanno dato luogo a sensazioni di disagio e disorientamento, ma che nel tempo sono diventate una sorta di abitudine” – aggiunge Greta.

A fronte di qualche difficoltà e seppur in una modalità inaspettata, lo sviluppo del progetto Work VR è continuato. La particolare situazione ha permesso inoltre di conoscere una forma di creazione e partecipazione a progetti in forma diversa, innovativa, ma comunque partecipativa, indagando e tastando orizzonti inaspettati per possibili sviluppi futuri, volti alla creazione di progetti digitali sempre più specifici per il contesto di interesse dell’utente.

 

 

 

 

 

Ambasciatrice EPALE Piemonte

 

 

 

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