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Lezione in classe multilingue: il valore della lingua madre

04/12/2019
door Giorgio Rini
Taal: IT

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La lingua è sempre portatrice di valori culturali che non sono affatto da sottovalutare in uno scambio comunicativo. Quest’ultimo, in una classe con studenti che parlano lingue differenti, è un processo molto complesso, che si realizza per gradi e che sa cogliere tutte le sfumature messe in atto per la sua promozione. Si tratta di uno scambio, di una conoscenza reciproca continua fra gli studenti, non solo relativamente a codici linguistici diversi, ma anche per ciò che concerne i modi di essere e di vedere di cui i codici linguistici stessi sono portatori.

Nell’ambito di una classe multilingue composta di studenti che imparano l’italiano, quest’ultima lingua, ad un certo punto del percorso comunicativo, diventa il tramite attraverso cui si trova un punto di riferimento comune.

Tuttavia, ancor prima che accada tutto ciò, appare davvero significativo il prendere coscienza di tanti codici comunicativi che sanno inserirsi nell’ottica della multiculturalità. Proprio per questo motivo, anche una semplice operazione che consiste nel far scrivere alla lavagna frasi, espressioni, parole nelle varie lingue denota un’osmosi di cui non si può tenere conto nell’ottica della promozione degli apprendimenti.

È sostanzialmente il valore della lingua madre, che non deve essere esclusa completamente, perché essa concorre a prendere consapevolezza che un incontro è possibile. Scambiarsi espressioni in lingua madre significa attivare comunque un processo di comunicazione, che è alla base fondante di ogni apprendimento.

Significa attivare un substrato linguistico che stimola a porsi sul piano della comunicazione in generale, per poi permettere l’innesto di espressioni linguistiche appartenenti ad una seconda lingua. Significa anche comprendere che il livello multiculturale è una ricchezza da valorizzare e non uno stato di fatto da “nascondere” nel senso di un appiattimento generale della comunicazione in se stessa.

Anzi, la multiculturalità deve necessariamente costituire un punto di forza da cui partire, affinché l’apprendimento dell’italiano come L2 possa avvenire con più facilità e con quella componente fondamentale rappresentata dall’entusiasmo di scoprire, insieme ad una lingua, un codice per entrare in una nuova civiltà.

 

Prof Giorgio Rini

CPIA Terni

Ambasciatore EPALE Umbria

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