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Blog

Learning is the discovery that everything is possible

12/05/2020
minn CPIA PALERMO 2
Lingwa: IT

Project Title:
SICILIA chiama EUROPA: lingue, nuove tecnologie, comunicazione interculturale e integrazione sociale di migranti nei CPIA.
Programma:
Erasmus+Key Action-KA1:LearnMobility of individuals-Action:mobility of learner   and staff-Action Type: Adulteducation staff mobility.
 

È grazie a questo progetto che abbiamo avuto la possibilità di frequentare il corso “Migrants’course: let’s use ICT in teaching and learning of newly-arrivedmigrants” svoltosi dal 12 al 18 Maggio 2019, organizzato da EUNEOS, (www.euneoscourses.eu), stimati ed efficienti partner di più progetti del CPIA Palermo2, presso il Vantaa Vocational College, Varia, centro di formazione Europeo all’avanguardia per la ricerca e lo studio delle buone pratiche di Insegnamento con sede in Finlandia. Al nostro arrivo ad Helsinki, siamo stati accolti dal responsabile Euneos, Ilpo Halonen e dalla sua efficiente assistente Jenny, i quali ci hanno dato un primo assaggio della cultura finlandese attraverso un tour guidato del centro di Helsinki, fornendoci utili informazioni storico-culturali della Finlandia e, per finire la

giornata, visitando la Helsinki Central Library Oodi. Una splendida biblioteca comunale adiacente alla stazione centrale ferroviaria, costruzione dallo stile Nordico Moderno Minimalista, grande e luminosa, ravvivata dalla presenza di tante famiglie con bambini che trascorrevano il loro tempo tra attività ludiche e tanti libri. Il Vantaa Vocational College, che ci ha accolto dal giorno successivo, è una scuola professionale che offre percorsi flessibili e personalizzati in un ambiente di apprendimento versatile ed accogliente ed in particolare,fornisce supporto agli immigrati relativamente all’accertamento delle competenze in entrata e all’acquisizione di nuove competenze e qualifiche certificate; propone inoltre corsi di Lingua Finlandese e una effettiva cooperazione con i servizi per l’impiego e con realtà lavorative a livello nazionale ed internazionale, grazie a specifici accordi e protocolli con il mondo del lavoro.

In poche parole, offre una reale possibilità di integrazione. La parola d’ordine della scuola è: “learning by doing” e ce ne rendiamo conto immediatamente facendo un tour della scuola e dei suoi tanti ed attrezzati laboratori che propongono l’attivazione di corsi che vanno dai diversi settori della ristorazione, al turismo, all’arte, alla sartoria, all’assistenza sociale e sanitaria, a settori delle tecnologie informatiche, meccaniche,aereonautiche, etc.

Incredibile e disarmante il portafoglio di scelta ed oppurtunità offerto.
Al termine dei percorsi della durata media di tre anni, gli studenti hanno la possibilità di entrare direttamente nel mondo del lavoro o proseguire studi più avanzati con masters o corsi universitari. 

La mission dell’istituto è quella di formare cittadini altamente specializzati e produttivi che possano contribuire allo sviluppo della comunità. In particolare gli immigrati vengono incoraggiati a “pensare e sentirsi a casa”, al fine di essere realmente integrati e produttivi nel nuovo ambiente in cui vivono in accordo con il paese che li ha accolti. 

Il corso ha avuto come oggetto principale la presentazione e l’applicazione di svariati strumenti digitali spendibili nell’insegnamento-apprendimento di una L2 o di qualsiasi altra disciplina. L’uso delle tecnologie digitali nella pratica didattica dell’insegnamento agli adulti stranieri, costituisce un valore aggiunto, in grado di modificare positivamente l’ambiente di apprendimento ed è già da tempo promosso ed auspicato da tutte le direttive Europee per lo sviluppo e la coesione sociale. 
Da ricerche condotte in questo ambito emerge il dato che questi strumenti costituiscono un forte supporto motivazionale sia per i docenti che per gli alunni; facilitano l’apprendimento mantenendo alto il livello di attenzione e partecipazione molto più che durante la lezione frontale tradizionale basata principalmente sul cartaceo, rivelandosi particolarmente utili per utenti non scolarizzati che apprendono per immagini.
Di particolare interesse è l’utilizzo didattico su dispositivi mobili ed in particolare il cellulare. Non tutte le nostre scuole sono dotate di strumenti digitali, Lim o connessione Internet e questo, insieme ad una formazione ancora inadeguata di noi docenti e scarsamente supportata nell’apprenderne l’uso e la pratica, può costituire un limite. Il cellulare è un dispositivo largamente diffuso tra gli immigrati e il suo uso didattico è un’opportunità di apprendimento della L2 che ha effetti positivisu altri fattori, favorendo anche altre dinamiche di integrazione, ad esempio l’utilizzo per la fruizione e l’accesso ai servizi on line.
In questa drammatica emergenza che stiamo vivendo abbiamo potuto sperimentare con i nostri alunni gli effetti positivi di un tale utilizzo poiché il cellulare è molto spesso l’unico ausilio a disposizione degli immigrati ma anche degli studenti italiani appartenenti a fasce più deboli a rischio di esclusione sociale. Lo sviluppo congiunto di competenze linguistiche e digitali aumenta la fiducia in sé stessi, costituisce uno stimolo all’integrazione ed alla crescita che va al di là di un corso di Lingua.
Nell’arco della settimana sono stati presentati svariati strumenti didattici digitali come per esempio: Thinglink, Quizlet, Kahoot, Camera pen, Powtoon, Book Creator, Piccolage, Seppo.io, Padlet. Il corso ha pertanto avuto un taglio pratico,con lavori individuali e di gruppo, ma non è mai mancato lo scambio continuo di esperienze con i colleghi ed i docenti del corso sulle problematiche che ci ritroviamo ad affrontare quotidianamente ognuno nelle nostre realtà.

Questo confronto, seppur nella diversità, ci ha fatto sentire parte di una stessa comunità di professionisti che accettano le sfide che una società’ complessa ed in continuo cambiamento ci pone. Molti dei docenti delle varie nazioni partecipanti, insegnano, come noi, ad adulti con scarso livello di istruzione e disagio socio-culturale e neo-immigrati; questa condivisione ha permesso di confrontarci e riflettere sulle varie problematiche connesse al come migliorare le nostre pratiche didattiche ma soprattutto sul come procedere per realizzare una reale comunicazione interculturale. Nella nostra società e nelle nostre classi sperimentiamo da anni la multiculturalità che per diventare interculturalità richiede un lavoro continuo e quotidiano,che si costruisce giorno dopo giorno, non privo di problematicità ma che rappresenta l’unica strada possibile e noi docenti abbiamo un compito fondamentale e delicato poiché solo attraverso l’istruzione e la formazione si può dare una risposta ai problemi dello sviluppo sociale ed economico di un paese.
In questa ottica ha assunto nuove visioni, l’assistere, al rientro dalla Finlandia, al seminario Costruire società interculturali in Europa”,  tenutosi il 21 febbraio 2020, parte integrante delle attività di progetto.
Ospite dell’evento è stata la dott.ssa Federica Mazzara docente di comunicazione interculturale alla Westminster University, che ci ha illustrato gli elementi chiave necessari perché avvenga uno scambio interculturale. Partendo dai concetti di cosa si intenda per cultura e diversità, dobbiamo infatti stabilire le condizioni essenziali della comunicazione: due soggetti partecipi al dialogo, il messaggio da trasferire, il codice comune (Lingua) ed infine la volontà di comunicare. Queste condizioni sono necessarie non soltanto in contesti multiculturali ma anche in gruppi sociali all’interno dei confini nazionali. Un approccio che non tiene presente questi presupposti essenziali, porta al pregiudizio ed alla stereotipizzazione che è una scorciatoia, una semplificazione sempre negativa che non tiene conto del valore positivo della diversità.
Entrare in una prospettiva interculturale non significa abbandonare i propri valori ma arricchirsi conoscendone altri, e come afferma Balboni,“fa scoprire che la comunicazione interculturale è certo complessa, crea problemi, rallenta le operazioni, ma che l’alternativa è una società omologata[…]fa scoprire, concludendo con la metafora informatica, che il mondo perfetto non è quello in cui tutti hanno Windows o Mackintosh o Unix, ma in cui ciascuno ha il sistema operativo che preferisce o che si è trovato nel suo computer e che questo non gli crea difficoltà nel collegarsi con gli altri” (Balboni).

Alla luce di queste riflessioni più ampie, ripensiamo alla nostra esperienza in Finlandia, riguardiamo le foto di una città dai tramonti struggenti, degli attrezzatissimi laboratori   della   scuola, dei colleghi conosciuti e la foto del cartellone posto  nell’atrio della scuola “Learning is the discovery that every  things is possible”.

È da noi docenti e dai sistemi di formazione ed istruzione in generale che deve continuare la sfida per una società interculturale che non lasci indietro nessuno, migrante o no, ma è altresì necessaria una sinergia ed un reale ed efficace coinvolgimento di tutti gli attori della società affinché “l’apprendimento diventi la scoperta che tutto è possibile”.

 

di Eleonora Campanella e Patrizia Amico

Docenti di Lingue Straniere CPIA Palermo 2
 

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