chevron-down chevron-left chevron-right chevron-up home circle comment double-caret-left double-caret-right like like2 twitter epale-arrow-up text-bubble cloud stop caret-down caret-up caret-left caret-right file-text

EPALE - Pjattaforma Elettronika għat-Tagħlim għall-Adulti fl-Ewropa

Blog

La misurazione dell’alfabetizzazione a un punto di svolta

28/07/2015
minn Aaron Rajania
Lingwa: IT
Document available also in: EN FR DE PL

Per essere efficaci, le strategie per l’alfabetizzazione degli adulti devono basarsi su dati concreti. Il confronto tra dati accurati e solidi non favorisce solo una maggiore responsabilizzazione ma fornisce anche informazioni fondamentali in base alle quali elaborare le politiche future. I principali responsabili delle politiche dell’UE hanno riconosciuto questi principi con il Piano d'azione in materia di educazione degli adulti, nel quale la Commissione Europea richiede agli stati membri di migliorare il monitoraggio sull’apprendimento degli adulti. La successiva Risoluzione del Consiglio sulla nuova agenda europea in questo ambito ha ampliato gli obiettivi del quadro strategico ET2020, con lo scopo di migliorare le iniziative di monitoraggio basate su dati concreti, considerate una priorità specifica del settore dell’apprendimento degli adulti.

Le complessità che s’incontrano nel raccogliere dati validi sui livelli e le dimensioni dell’alfabetizzazione sono tuttavia un esempio molto chiaro dei problemi connessi alle attività di misurazione e di monitoraggio che riguardano il settore dell’apprendimento degli adulti nel suo complesso. Come segnalato nel secondo Rapporto globale sull'apprendimento e l'istruzione degli adulti pubblicato recentemente dall'UNESCO, i tassi di alfabetizzazione si basano in larga misura su dati e metodi semplicistici e poco affidabili. Il rapporto afferma che 105 paesi del mondo basano le proprie informazioni su un’unica domanda posta durante i censimenti o le inchieste condotte sui nuclei familiari. Il quesito, generalmente, è formulato in termini molto semplici, ad esempio "Sa leggere e scrivere?" e le risposte dipendono da ciò che ogni persona ritiene essere “leggere” e “scrivere”, senza che le differenze di questa interpretazione vengano rilevate.

Di fronte a questo problema, varie inchieste internazionali hanno iniziato a sviluppare una serie più articolata di indicatori e di opportunità che consentano di eseguire confronti tra paesi diversi. Tra di esse vi sono:

  • L’Indagine sull'alfabetizzazione della popolazione adulta e abilità per la vita (Adult Literacy and Life-skills Survey, ALL);
  • la Ricerca internazionale sulle competenze alfabetiche della popolazione adulta (International Adult Literacy Survey, IALS);
  • il Programma di valutazione internazionale delle competenze degli adulti dell’OCSE (Programme for the International Assessment of Adult Competencies, PIAAC);
  • il Programma di monitoraggio e valutazione dell’alfabetizzazione (Literacy Assessment and Monitoring Programme, LAMP) e la Ricerca-azione sulla misurazione dei risultati di apprendimento dei partecipanti ai programmi di alfabetizzazione (Action research on measuring literacy programme participants’ learning outcomes, RAMAA) dell’Istituto di statistica dell'UNESCO, dei quali RAMAA, in particolare, ha l’obiettivo di verificare l’efficacia e l’impatto dei diversi programmi di alfabetizzazione sui destinatari.

Questo tipo di indagini non solo contribuisce a chiarire le carenze dell’alfabetizzazione funzionale tra gli adulti, ma permette anche di verificare lo “stato di salute” di questo tipo di insegnamento a livello di un singolo paese. Gli stati membri dell’UE possono trarre grandi vantaggi dai risultati raccolti da queste inchieste che offrono informazioni non facilmente ottenibili dai vari paesi individualmente. La cooperazione all’interno dell’UE, supportata finanziariamente dai programmi comunitari, svolge quindi un ruolo essenziale per potenziare le politiche più appropriate basate su fatti concreti volte a colmare le lacune dell’alfabetizzazione. Da solo, tuttavia, il supporto internazionale non è sufficiente. Il crescente ricorso ai test diretti a livello nazionale è un segnale di progresso, ma non bisogna dimenticare che questi approcci richiedono maggiori risorse in termini sia tecnici sia finanziari.

È precisamente a questo proposito che sorge il dilemma per i governi nazionali, che se scelgono di assegnare fondi per ottenere dati affidabili devono accettare una riduzione dei finanziamenti complessivi destinati alla realizzazione dei programmi. Questo pone evidentemente un problema. Ciononostante, a lungo termine i governi dovranno investire nella misurazione dell’alfabetizzazione e devolvere risorse finanziarie e professionali sufficienti per consentire la gestione di iniziative affidabili di test e di misurazione dell’alfabetizzazione. Questi investimenti, infatti, sono indispensabili per poter adottare politiche informate a tutti i livelli. Non bisogna dimenticare, inoltre, che l’evidenza può presentarsi in molte forme e che le indagini e gli strumenti di verifica quantitativi non costituiscono le uniche opzioni. Nel cercare di comprendere i modi in cui l’alfabetizzazione è sviluppata, sostenuta e utilizzata, è infatti possibile avvalersi di un gran numero di fonti di dati complementari, tra cui etnografie, studi di ricerca-azione e altre indagini di autovalutazione meno costose dal punto di vista economico.

In conclusione, vi invito a farci sapere che cosa pensate a questo proposito: qual è l’impatto e l’uso pratico di queste indagini, test e ricerche aggiuntive sullo sviluppo delle politiche di alfabetizzazione degli adulti nel vostro paese? Le politiche internazionali come il PIACC possono esercitare una sorta di “effetto d’urto” sulle politiche e favorire i necessari cambiamenti volti a migliorare i livelli di alfabetizzazione degli adulti del vostro paese? Avete esempi concreti a questo proposito?

Aaron Rajania è consulente di ricerca senior in Ecorys UK e si dedica in particolare al lavoro di ricerca e alle politiche sull’istruzione e l’occupazione. Tra le sue aree di ricerca specifiche ci sono i sistemi di formazione degli insegnanti, i percorsi di apprendimento, le strutture di assicurazione della qualità e lo sviluppo delle competenze in ambiente di lavoro. Ha vissuto e lavorato in numerosi paesi europei, tra cui Belgio, Germania, Ungheria e Regno Unito.

Share on Facebook Share on Twitter Epale SoundCloud Share on LinkedIn Share on email