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Il progetto PiantiAMOla al CPIA di Terni: un percorso formativo che privilegia l'aspetto umano

03/07/2019
by Giorgio Rini
Valoda: IT

Il CPIA di Terni ha messo a punto, presso la casa circondariale di Terni, il progetto PiantiAMOla. Si è trattato di un’attività di grande valore che ha puntato direttamente alla formazione dei detenuti, unendo il carattere pratico con l’aspetto teorico. Sono stati coinvolti nel progetto 12 detenuti protetti, che sono stati impegnati nella realizzazione di coltivazioni in serra all’interno della stessa struttura detentiva.
Si è trattato di un progetto che ha previsto la riqualificazione di una serra già presente all’interno del perimetro della casa circondariale, per dare la possibilità agli studenti di ricevere in carcere una specifica formazione, potendo contare anche sulle competenze nel settore che già alcuni di loro possedevano.


 

L'articolazione del progetto PiantiAMola

Il progetto PiantiAMOla del CPIA di Terni si è articolato attraverso la realizzazione di tre laboratori. Nel primo corso gli studenti hanno avuto modo di studiare alcuni temi fondamentali per la coltivazione: la fertilità del terreno, il compostaggio, i concimi naturali, le cure rivolte alle piantine aromatiche.

Nel secondo corso si è trattato di imparare alcuni temi specifici, come, per esempio, quelli che riguardano la semina, il trapianto, le erbe infestanti e la difesa dai parassiti, le necessità idriche delle piante e i loro elementi nutritivi.

Nel terzo corso si è trattato di progettare un orto biologico, con la vera e propria pianificazione degli interventi da apportare grazie allo studio dei cicli biologici. Si è toccato anche l’aspetto normativo che riguarda l’argomento.

 

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L'aspetto umano e motivazionale

Attraverso la realizzazione del progetto PiantiAMOla, si è puntato su un aspetto umano e motivazionale. I detenuti sono stati il più possibile coinvolti sia nella formazione teorica che, soprattutto, nella realizzazione pratica dell’orto biologico.

L’obiettivo principale è stato quello di riuscire ad instaurare con loro un rapporto di fiducia. Tutto ciò ha portato all’interiorizzazione di regole fondamentali per la convivenza civile e per la cooperazione, che si è configurata come un vero e proprio percorso di cittadinanza attiva.

Il progetto ha avuto numerosi risvolti da questo punto di vista, infatti, attraverso la partecipazione a PiantiAMOla, gli studenti hanno avviato anche un percorso di miglioramento personale, rafforzando l’autostima e tutti gli aspetti connessi con la sicurezza di sé.

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Attraverso il recupero e la valorizzazione della struttura presente all’interno della casa circondariale, i detenuti hanno potuto sperimentare anche dei cambiamenti che hanno riguardato la loro alimentazione, con la possibilità di vendere le eccedenze dei prodotti ricavati dalla coltivazione.

Inoltre hanno ricevuto una specifica formazione nella messa a punto di coltivazioni biologiche, che potrebbero sfruttare anche una volta terminata la loro permanenza all’interno della struttura detentiva, come opportunità di lavoro.

 

La natura e la forza ri-creativa

La durezza della struttura circostante e la condizione psicologica dei detenuti hanno potuto trovare degli stimoli in senso prettamente positivo. Attraverso il progetto PiantiAMOla, i docenti del CPIA di Terni hanno voluto puntare sulla forza ri-creativa che può avere la natura, come elemento di bellezza, capace di dare benessere psicofisico, sulla sua forza capace di ri-svegliare motivazioni personali improntate alla progettualità per il futuro.

Come dice lo stesso termine “PiantiAMOla”, che si afferma sulla parola “amore”, nel senso di un sentimento di profonda interiorizzazione dei concetti positivi di forza e di autostima, un vero e proprio percorso che ha puntato a ri-creare un senso educativo, per risvegliare forza interiore, energie positive, desiderio di progettare, che all’interno della struttura detentiva si configurano come sentimenti molto importanti.

 

Prof. Giorgio Rini

CPIA Terni

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