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"Violenza invisibile". Abusi culturali e fisici sulle donne. Documentario Formativo

Lingua: IT

Inviato da Silvia Lelli

Il documentario "Violenza invisibile", di Silvia Lelli e Matilde Gagliardo, tratta di varie forme di violenza agite sulle donne, focalizzandosi su quelle  meno visibili - strutturali, culturali, domestiche, psicologiche, simboliche - immerse nel contesto socioculturale europeo attuale. Queste forme di violenza sono ‘Invisibili’ perché nascoste tra le pareti delle case, nell’omertà culturale, nelle abitudini quotidiane, considerata 'privata' sebbene sia molto comune, celata nella discriminazione di genere assunta come ‘normalità’... tutti elementi che costituiscono il terreno fertile in cui le forme di violenza più eclatanti – violenze fisiche, femminicidi – affondano le radici.

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‘Invisibile’ anche perché si tratta di una violenza che la società non vuole vedere, difficile da riconoscere anche per chi la subisce, difficile da ammettere per chi la compie, costruita in forme sottili, inizialmente verbali o simboliche, e non per questo meno distruttive della violenza fisica.

La “Violenza invisibile” è un argomento ‘maltrattato’ dai media, nascosto da visioni populiste, sensazionaliste e vittimistiche che si occupano solo di episodi isolati di violenza fisica estrema, sfruttandoli come fatti di cronaca senza approfondire i processi socioculturali che le producono, in pratica vendendo il sangue che dicono di denunciare.

Il documentario invece, attraverso le storie di donne uscite da percorsi di violenza, uomini maltrattanti, e operatrici-operatori mostra il terreno sociale e culturale, i segnali e le dinamiche relazionali che preludono a questi eventi per renderli visibili e riconoscibili prima del manifestarsi di atti estremi.

L’immagine della donna risulta dignitosa, consapevole, capace di rispondere a situazioni drammatiche e trovare vie d’uscita personali, sociali e politiche.

Violenza invisibile è uno strumento di formazione socioculturale, di empowerment e di prevenzione, che permette di approfondire la conoscenza di questi processi sociali e personali, privati ma con risvolti pubblici, di cui fino ad oggi appare difficile parlare anche in contesti educativi. E' uno strumento socioeducativo, fruibile in quanto film, ma anche maieutico, stimolatore di ulteriori riflessioni e narrazioni personali in ambito psicologico, e di dibattiti e approfondimenti in ambito socio-politico. E' adatto ad un pubblico ampio e alla diffusione, anche accompagnata da interventi nostri e di specialiste-i in scuole superiori, università, associazioni, convegni ed altri luoghi di sensibilizzazione e formazione, ma anche proiettabile in luoghi pubblici 'imprevisti', quali shopping centers, centri commerciali, piazze pubbliche, mostre. 

La durata complessiva del film è di 2 ore, ma è diviso in 4 capitoli (Pensieri Comuni, Donne, Uomini, Pratiche e Politiche) ed è fruibile anche in parti separate, adattabile a diverse occasioni sociali, politiche, culturali, educative, formative, secondo interessi, focus, tipi di iniziative, selezionando uno o più aspetti in particolare.

Il documentario guida all'interno della situazione attuale della violenza di genere, attraverso ‘dati e passioni’ raccolti sul campo, in Laboratori e Workshop svolti in modalità partecipativa, seguendo psicologhe e psicologi che lavorano sia con le vittime che con gli abusers.
"Violenza invisibile" è dunque uno strumento culturale, che svela aspetti ancora poco noti della violenza di genere, dalla discriminazione alla violenza psicologica, fisica, allo stupro, all’incesto pedofilo. Mostra come esperienze finora considerate ‘private’, siano in realtà problemi sociali, culturali, economici, politici. Un viaggio per giovani e adulti che passo dopo passo decostruisce e dirime i tabù, le paure che impediscono di parlarne, gli aspetti ‘inguardabili e indicibili’, finora nascosti nel silenzio, nell’omertà talvolta inconsapevole, rendendo comprensibili, trasparenti, transitabili, pensabili e dicibili queste difficoltà.

Dal punto di vista cinematografico sono da segnalare:

– la modalità partecipativa di raccolta di interpreti e informazioni attraverso Laboratori e Cantieri Aperti sul tema
– la modalità etnografica di ripresa, senza modificazione dei contesti reali
– per la prima volta donne e uomini parlano apertamente, pubblicamente e in maniera approfondita, di situazioni che ancora oggi la società, le donne e gli uomini stessi non vogliono vedere, ammettere, discutere. 

Da qui, oltre al titolo, nasce la sfida documentaristica: “è possibile rendere visibile l’invisibile”? Far vedere qualcosa che né i protagonisti, né la società vuole vedere? Riusciamo a svelarlo,  senza ri-vittimizzare i soggetti reali, mostrando la forza e la dignità delle donne attraverso il documentario, senza l’ausilio della fiction? Questa domanda è ora rivolta al pubblico come strumento di dibattito.

Il film ha origine dal Progetto Europeo VAVME (progetto di scambio volontari senior Grundtvig - realizzato nel 2010 da Laboratorio Immagine Donna), a cui Silvia Lelli ha partecipato realizzando le prime video-conversazioni sul tema in Italia e in Portogallo; è inoltre vincitore del Premio CoReCom Regione Toscana 2014 per gli spot televisivo e radiofonico sulla comunicazione sociale; ha anche ottenuto il contributo su Bando Incoming della Regione Toscana e sostenuto da Toscana Film Commission.

 

Associazione AntropoLogiche

Autore/i della risorsa: 
Silvia Lelli, Matile Gagliardo
Data di pubblicazione:
Mercoledì, 28 Ottobre, 2015
Tipo di risorsa: 
Altro
Paese:
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