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RISORSA

I costi economici e sociali degli adulti con scarse competenze

Negli ultimi decenni i livelli di istruzione in Europa sono aumentati sensibilmente, soprattutto tra le generazioni più giovani. Nel 2015 il numero degli adulti con basse qualifiche è sceso al 23,5% e la previsione del Cedefop e che questa percentuale si abbasserà ulteriormente entro il 2025 quando si attesterà attorno al 14,7%

Ciò significa che, nonostante questa tendenza e previsione a lungo termine, nel 2015 un adulto europeo di età compresa tra i 25 ei 64 anni (circa 64 milioni di adulti) su quattro ha continuato ad avere qualifiche molto basse. I dati PIAAC mostrano inoltre che la quota di popolazione adulta con scarso livello di alfabetizzazione e competenze di calcolo è rispettivamente del 18% e 20%

In letteratura c'è ampio consenso sull'effetto positivo dell'istruzione per l'entrata e la permanenza nel mercato del lavoro. Chi è in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore ha maggiori possibilità di impiego e di ricevere un salario più elevato rispetto a chi ha conseguito solo il livello di istruzione inferiore.

I dati di Eurostat, poi, suggeriscono che gli adulti con bassa scolarizzazione sono più inclini a scoraggiarsi nella ricerca del lavoro rispetto ai coetanei più istruiti, con conseguente disimpegno e esclusione sociale.

Un capitale umano competente è, quindi, fondamentale per lo sviluppo economico e sociale di ogni paese ed è per questo motivo che i cosiddetti low-skilled sono in cima alle priorità dell’agenda politica europea: New skills Agenda for Europe include un’azione specifica denominata Upskilling Pathways: New Opportunities for Adults che mira a supportare gli Stati membri ad assicurare che ogni cittadino acquisisca un livello minimo di competenze necessaria a realizzare il proprio potenziale e talento

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La recente pubblicazione del Cedefop che qui vi proponiamo Investing in skills pays off: the economic and social cost of low-skilled adults in the EU indaga su caratteristiche, volume e costi economici e sociali delle persone con basse qualifiche partendo proprio da una riflessione sulla definizione stessa del termine low-skilled. Una definizione che non può essere limitata a una bassa scolarizzazione al di sotto dei livelli 0-2 e 3, secondo la classificazione ISCED ma che deve tenere conto dei molti e diversi fattori che possono determinare livelli bassi di qualifica. Ad esempio una disoccupazione di lunga durata, l’obsolescenza delle competenze a seguito dell’avanzare dell’età, della trasformazione tecnologica, dei cambiamenti nei processi produttivi e / o nell'organizzazione del lavoro, le lacune tra competenze individuali possedute e competenze richieste da mercato del lavoro etc.

Quali sono i costi sul piano economico e sociale di un adulto con scarse competenze? E quali soluzioni adottano gli Stati membri per contrastare il problema? E qual è l'impegno assunto dalla della Commissione Europea?

Leggi qui la versione integrale del documento e quella di sintesi

 

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Cedefop
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