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Disabilità: strumenti e politiche di integrazione attiva. Dal progetto DiveActive, alcuni spunti di riflessione per i decision makers

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Questo breve studio intende dare evidenza di alcuni dati che hanno fatto da cornice al lavoro portato a termine con il progetto DiveActive, un progetto finanziato dal Fondo Sociale Europeo attraverso il PO 2007-2013 della Regione Siciliana[1]. La logica che ha guidato il presente studio è stata l’individuazione di alcuni settori chiave nei quali (e attraverso i quali) la condizione del disabile può e deve essere migliorata, perché da ciò dipende la percezione del suo livello di qualità di vita. In questo senso il percorso di analisi che seguirà nei capitoli successivi punterà ad individuare, attraverso analisi desk e indagini onfield, le condizioni che limitano il coinvolgimento delle persone disabili nella vita quotidiana, tentando di sottoporre all’attenzione dei policy makers delle linee guida che supportino lo sviluppo dei settori individuati, tenendo in conto le esigenze di questa rilevante fetta di popolazione.

I settori analizzati sono stati Lavoro, Sport, Turismo. La scelta – direttamente derivante dalle tre direttrici ricomprese nell’azione progettuale – si ritiene possa considerarsi efficace nel descrivere tre tra gli ambiti di maggiore importanza nella vita delle persone in generale e, dunque, anche delle persone diversoabili.

Analizzando l’ultima rilevazione ISTAT disponibile sull’uso del tempo, si rileva che la in media i cittadini dedicano difatti il 47% alla cura della persona (ivi comprese le ore di sonno), mentre dedicano al lavoro retribuito l’11,2% del proprio tempo e il 19,4% allo svago, con attività che comprendono le attività culturali (6,7%) e lo sport (2,1%)[1]. E’ abbastanza evidente dunque che i tre ambiti individuati sono in grado di coprire una gran parte del tempo impiegato da ciascuno nell’arco delle ore di veglia.

Senza avere la pretesa di essere esaustivi e con la consapevolezza che il lavoro di indagine effettuato, per quanto scrupoloso e scientificamente corretto, è pur sempre rappresentazione di un campione territorializzato, con il presente saggio si ritiene si possano dare delle indicazioni utili allo shaping della futura politica regionale e alla programmazione dei dispositivi attuativi finanziati dagli stessi fondi strutturali, in particolare con riferimento al tema del coinvolgimento dei soggetti diversoabili nei processi decisionali, nella gestione della cosa pubblica, nel miglioramento dell’approccio politico al tema della disabilità in generale.

L’analisi prende spunto dalla normativa in vigore sul lavoro per poi analizzare il punto di vista dei diversamente abili rispetto alle difficoltà di integrazione che essi rilevano nel quotidiano; analizza poi l’ambito dello sport, evidenziando come spesso il tema della disabilità sia percepito solo dalle società e dalle associazioni nate per promuovere lo sport per disabili e, al contempo, come tale strumento possa risultare incredibilmente importante per lo sviluppo fisico e psichico del disabile; proporrà di seguito uno studio relativo al settore turistico, che avrà il compito di evidenziare quali siano gli attuali shortcomings del sistema di sviluppo locale che caratterizza la regione Sicilia.

Nel corso dell’indagine ci siamo più volte imbattuti, poi, in quelle che ci è piaciuto definire “storie di successo”: piccoli diamanti grezzi che danno l’idea di come possa esser facile creare economia, lavoro, emozioni da piccoli e grandi progetti capaci di guardare lontano. Queste storie sono state sempre riportate nelle nostre indagini con l’obiettivo di offrire al lettore uno scorcio di luce in una situazione generalmente migliorabile.

Lo studio si conclude con quella che ci permettiamo di definire, se non la più bella esperienza, quanto meno una delle più belle esperienze in tema di disabilità, un’esperienza che prima ancora di esser conclusa è stata riconosciuta come best practice dal Ministero del Turismo, che ha conferito al progetto la menzione d’onore “per il coraggio e l’innovatività della proposta” al prestigioso Premio Europeo di Eccellenza per il Turismo accessibile: il progetto DiveActive. Racconteremo la nostra esperienza diretta, provando a trasmettere le nostre piccole insicurezze, che sono state – come sempre accade – il motore del cambiamento.

 

Titolo: Disabilità: strumenti e politiche di integrazione attiva. Dal progetto DiveActive, alcuni spunti di riflessione per i decision makers

Data pubblicazione: 2014

n. pagine: 145

Editore: Franco Angeli

Intervento finanziato dall'Unione Europea e dalla Regione Sicilia - F.O. FSE Sicilia 2007-2013

 

Per approfondire:

Disabilità e sport. Come nasce un'avventura ambiziosa, articolo di descrizione del progetto

 

 


[1]Istat, 2009, Ultimi dati disponibili, http://www.istat.it/it/archivio/52079 (22 gennaio 2015)

 

[1] Il Progetto DiveActive è stato finanziato dalla Regione Siciliana, Assessorato alla Famiglia al Lavoro e alle Politiche Sociali, a valere sull’Avviso Pubblico n. 1/2011 concernente la “Realizzazione di progetti volti all’inclusione socio-lavorativa di soggetti in condizione di disagio ed esclusione sociale”, Programma Operativo FSE Sicilia - Obiettivo Convergenza 2007-2013 Priorità A Disabilità Psichica e Fisica, CIP 2007.IT.051.PO.003/III/G/F/6.2.1/0140, CUP G45E12000140009. Il progetto, classificandosi al primo posto in graduatoria sulla linea di riferimento, è stato finanziato per un ammontare di 607.000 euro, ha avuto inizio nel gennaio 2013 per terminare nel gennaio 2015. La presente pubblicazione ne costituisce l’atto finale.

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ISBN
ISSN 978-88-917-2508-0
Resource author
Lorenzo Mari (a cura di)
Tipo di risorsa
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