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L'U.E. può imparare anche dai CPIA

04/11/2017
di Susanna Cristof...
Lingua: IT

Il CPIA di Padova (www.cpiapadova.it) sta collaborando, nell’ambito del progetto Erasmus+ “BIC”, alla stesura di un Documento che sintetizzi i passi significativi da fare in ambito educativo per favorire l’Inclusione dei nuovi immigrati che sarà consegnato al Parlamento Europeo il 29 novembre 2018.

CPIA (Centri Territoriali per l’Educazione degli Adulti), a cui ogni cittadino adulto italiano o straniero può rivolgersi, pongono tra i loro compiti la ricezione e la lettura della domanda di formazione proveniente dal territorio e particolare attenzione  alle attività formative finalizzate all’inserimento e all’inclusione dei cittadini immigrati e alla collaborazione con gli enti locali, le istituzioni scolastiche, le associazioni e gli altri soggetti della realtà territoriale.

Il documento D.R.E.S.F.I. (Definition of Relevant Educational Steps to Facilitate Inclusion) elaborato nell’ambito del progetto sarà condiviso e rivisto a livello locale anche in occasione di una giornata dedicata alla formazione accogliente in via di organizzazione e sarà presentato al Parlamento Europeo a Bruxelles il 29 novembre 2018, a conclusione del progetto, insieme ad una sciarpa gigante, creata in questi mesi assemblando tanti quadrati fatti a maglia o all’uncinetto dagli studenti e dagli insegnanti delle quattro istituzioni che partecipano al progetto in Italia, Spagna Germania e Francia.

La sciarpa gigante viaggerà fino a Bruxelles, dove verrà srotolata al momento della consegna del Documento come simbolo dell’intrecciarsi del lavoro solidale, di reti territoriali ma anche internazionali, necessario nell’accoglienza e nella formazione per favorire l’inclusione.

Uno degli obiettivi del progetto è quello  di riuscire a coinvolgere i parlamentari europei che rappresentano i territori in cui le istituzioni partecipanti al progetto operano.

A fine ottobre gli insegnanti dei quattro paesi partecipanti al progetto sono stati ricevuti da Victoria Soto, assessore alla cultura della città di Valladolid in Spagna, dove hanno collaborato alla prima stesura di un Documento.

Il CPIA  di Padova partecipa al progetto Erasmus Plus “BIC – Boosting Individual Competences”  -insieme alla Volshochschule (VHS) di Olching in Germania, alla Federación de Colectivos de Educación de Personas Adultas de Valladolid (FeCEAV) in Spagna e alla Greta du Velay Lycee Charles et Adrien Dupuy di Le Puy en Velay in Francia. Oltre all'elaborazione del Documento DRESFI i paesi partner stanno lavorando anche all'ultizzo dell'approccio CLIL nell'insegnamento dell'L2 nell'insegnamento agli adulti.

Visita il sito del progetto:

www.bic-project.eu

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  • Ritratto di Simona Serusi
    Complimenti per il progetto,molto interessante, speriamo dia i suoi frutti presto!i CPIA come sappiamo son spesso ignorati, o perlopiù proprio sconosciuti, invece io credo che proprio nei CPIA si porta avanti la ricerca su didattica e inclusione, grazie alla forte spinta anche dei migranti, ma non solo. Noi per esempio stiamo portanto avanti un porgetto per migliorare la comunicazione sia coi migranti che con gli altri utenti, puntanto sul miglioramento della lingua inglese e della metodolgia CLIL, ma non solo, e tutto per stare al passo coi tempi e mantenere legami col mondo del lavoro.
  • Ritratto di Filomena Montella
    Nella mia classe quarta di un istituto alberghiero sono presenti due studenti immigrati che desiderano conseguire il diploma della scuola superiore di II grado (secondo livello CPIA).
    Bene. Mi sono interrogata sull'insegnamento dell'italiano non solo come L2, ma anche come letteratura italiana, patrimonio della nostra cultura. Come poter trasmettere questi valori ad un ragazzo indiano e ad un ragazzo del Niger? Ho pensato ad un percorso di letteratura comparata: ad esempio il genere epico nella letteratura italiana confrontato con quello indiano e con quello dei Tuareg.
    E' un percorso non facile, ma sto puntando sul valore universale della letteratura, come strumento di conoscenza come afferma I. Calvino: «I classici sono libri che esercitano un’influenza particolare sia quando s’impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale. [...] I classici sono quei libri che ci arrivano portando su di sé la traccia delle letture che hanno preceduto la nostra e dietro di sé la traccia che hanno lasciato nella cultura o nelle culture che hanno attraversato (o più semplicemente nel linguaggio e nel costume). [...] D’un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima. [...] I classici servono a capire chi siamo e dove siamo arrivati e perciò gli italiani sono indispensabili proprio per confrontarli agli stranieri, e gli stranieri sono indispensabili per confrontarli agli italiani»[1].

    Spiego loro, come afferma il prof. Corrado Bologna, che la letteratura, certo, non riesce mai a rispondere a quell’esigenza radicale che Carlo Emilio Gadda definiva come urgenza di «mettere in ordine il mondo»[2]. Non metterà mai veramente “in ordine” il mondo, non riuscirà mai a realizzare un paese migliore. Confesso loro con le parole del prof. Bologna che «la letteratura si offre, invece, quale perfetto dispositivo di accoglienza, entro un sistema coerente di significato, dell'infinita molteplicità di dettagli irrilevanti che si disseminano nella “liquida” vita quotidiana. Essa riesce a dare parola al bisogno di ordine nella visione della realtà proprio portando alla luce la grande disarmonia che vi domina, offrendo una voce consistente, coerente, all’incoerenza e al caos della vita, mostrando come cose infinitamente diverse possono convivere ed entrare in contatto senza mai rinunciare alla propria specificità, nella complessità del sistema»[3].



    [1]  Id., Perché leggere i classici (1981), in Id., Perché leggere i classici, Milano, Mondadori, 1991, pp. 11-19 (alle pp. 13- 14, 15 e 19), poi in Id., Saggi 1945-1985 cit., pp. 1816-1824 (alle pp. 1818-1819, 1824).

    [2] C. E. Gadda, Meditazione milanese, a cura di G. C. Roscioni, Torino, Einaudi, 1974, p. 172, I stesura, cap. XIII, La categoria, rr. 157-158; poi in Id., Scritti vari e postumi, a cura di A. Silvestri, C. Vela, D. Isella, P. Italia, G. Pinotti (“Opere di Carlo Emilio Gadda” ed. diretta da D. Isella), V*, Milano, Garzanti 1993, p. 735.

    [3] Corrado Bologna, La letteratura come visione del mondo (Napoli, 25-27 ottobre, Convegno sul tema: Insegnare Lingua e Letteratura italiana nei nuovi Licei e Istituti superiori).