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EPALE - Piattaforma elettronica per l'apprendimento degli adulti in Europa

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Quale impatto possono avere le ICT nella formazione dei migranti?

21/12/2015
di Alessandra Cecc...
Lingua: IT

Nel corso del seminario nazionale EPALE sul tema "migranti e formazione" uno dei gruppi di lavoro ha svolto una discussione attiva ed efficace sul tema "Uso delle tecnologie e alfabetizzazione digitale". La diversa provenienza dei partecipanti comprendeva tutti gli ambiti dell’educazione (formale e non formale, CPIA, associazioni, Enti locali, scuola…), nonché diverse funzioni (Insegnanti, dirigenti, amministratori pubblici, studenti di Scienze dell’Educazione…) e differenti provenienze geografiche. Ciò ha portato una ricchezza di prospettive e contributi, ma anche di disomogeneità di esperienze.

I lavori sono stati guidati da tre domande:

1. Quale impatto possono avere gli strumenti ICT nella formazione dei migranti?

L’utilizzo degli strumenti ICT può essere molto importante per la formazione dei migranti, specie nello studio della L2 (come ben dimostrato dal progetto ICAM Marche http://www.ctpreteicam.it ).

Spesso sottovalutiamo la capacità dei migranti nell’utilizzo di queste tecnologie, anche se dobbiamo considerare che c’è una grande differenza nella capacità e pratica nell’utilizzo degli strumenti digitali da parte dei migranti (es. movimenti giovanili nord africa, in cui i social network ha avuto una grande importanza….);

Le potenzialità di questi mezzi sono molte e diverse.

  • Pensiamo all’uso delle piattaforme a distanza, per sopperire alla difficoltà di seguire i corsi in presenza, utili ad esempio in quelle situazioni in cui i centri di accoglienza si trovano in zone decentrate, sparsi nel territorio,  e non è facile organizzare dei corsi, ecc..
  • Pensiamo ovviamente a come questi strumenti possano facilitare i processi di apprendimento agendo su aspetti quali la personalizzazione dei contenuti alle esigenze della vita di tutti i giorni, il piacere di usare mezzi creativi, la possibilità di accedere a materiali multimediali (es. il progetto Tabula), ecc.
  • L’alfabetizzazione alle ICT, di per sé, è poi un valore ineludibile.

L’uso degli strumenti ICT si presta bene a supportare processi educativi che uniscono altri aspetti all’apprendimento di contenuti specifici, come la possibilità di relazionarsi al contesto sociale, di aumentare le competenze relazionali e interculturali nel mentre si studia una lingua, ecc.

Pensiamo all’Importanza di educare all’uso consapevole di internet nelle famiglie immigrate, cioè a come un genitore può supportare i figli nel rapporto con le tecnologie, colmando almeno in parte un inevitabile conflitto intergenerazionale…..

Infine, importante sottolineare il ruolo delle istituzioni nella creazione delle policy che incrementino l’utilizzo delle ICT nella formazione rivolta ai migranti.

 

2. In che modo i sistemi di educazione degli adulti si stanno adattando nel far fronte alle sfide poste dalla presenza dei migranti?

Così come per gli allievi migranti, anche sul versante degli operatori ci sono molte differenze nelle abilità pregresse, attitudini e propensione nell’utilizzo degli strumenti ICT.

Spesso ci si trova a dover vincere la resistenza degli operatori nell’utilizzo di questi strumenti .

Nonostante le resistenze, e la mancanza – nella maggior parte dei casi – di strumentazioni, osserviamo come nel regolamento del CPIA si prevede La realizzazione di percorsi a distanza mediante l’attivazione di aule AGORA’ (Ambiente interattivo per la Gestione dell’Offerta Formativa Rivolta agli Adulti) da qui un esempio:

http://www.istruzione.lombardia.gov.it/wp-content/uploads/2010/04/Linee_guida_strumenti_flessibilita.pdf

 

Sarebbe importante a tal proposito pensare ad una figura di “Facilitatore digitale interculturale. Esiste già la figura prevista dal Miur di “Animatore digitale “; questa funzione, molto utile, dovrebbe essere attivata nei centri di educazione, ma solo il tempo necessario a che i docenti imparino ad usare queste tecnologie.

L’uso di questi strumenti non ha solo una funzione didattica, ma anche di mettere maggiormente in relazione i providers di educazione; ad esempio è l’esigenza di molti CPIA, che essendo distribuiti sul territorio, hanno bisogno di aumentare al capacità di fare rete.

Il tema è in generale favorire la cooperazione tra organizzazioni diverse a diversi livelli, il maggior raccordo tra scuole, associazioni, università, sia sul piano organizzativo, che didattico, che di condivisione materiali open source.

Una buona pratica è quella portata da un  partecipante al gruppo, che racconta come la sua organizzazione abbia effettuato un Erasmus Plus Azione 1 in Inghilterra, focalizzato sull’uso delle tecnologie ICT nell’insegnamento. Un elemento di difficoltà emerso è quello di come far riconoscere le ore svolte on line ai fini della certificazione (anche se l’apprendimento a distanza è solo uno degli aspetti dell’uso delle tecnologie).

 

3. Quali sono le competenze e conoscenze necessarie oggi agli operatori?

Si evidenzia innanzitutto la necessità di approcci diversi nei diversi contesti di lavoro coi migranti. Da questo punto di vista molti operatori, che spesso si trovano ad insegnare ai migranti senza una previa  preparazione, si scoprono altamente bisognosi di formazione: come lavorare con i  minori non accompagnati? Con i richiedenti asilo? Con le donne migranti? Quali le differenze culturali tra le diverse culture di provenienza? Nello stesso tempo ci sono docenti che hanno “resistenza” e difficoltà  a formarsi. Tutto ciò avviene in un contesto di scarse opportunità formative.

Le competenze necessarie agli operatori-insegnanti che insegnano a migranti e rifugiati sono varie e complesse:

  • oltre alla conoscenza della materia, decisiva la conoscenza e padronanza di metodologie di insegnamento adeguate;
  • importante la conoscenza di una lingua straniera come “lingua di scambio”;
  • ci sono poi le competenze nell’uso delle ICT (come già descritto);
  • imprescindibili le competenze nell’ambito relazionale, psicologico e della comunicazione.

 

A cura di Gianna Prapotnich e Andrea Ciantar,

con il supporto di Anna Lodeserto e Franco Cima

 

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Gruppo di lavoro Catania - Seminario EPALE sui migranti

 

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Seminario EPALE "Migranti: nuovi bisogni formativi degli educatori", Catania 20 novembre 2015

Gruppo 1.  Uso delle tecnologie e alfabetizzazione digitale

Discussione sull’uso delle tecnologie digitali nella formazione e l’accesso a Internet da parte dei migranti con illustrazione e analisi delle esperienze svolte in questo ambito, moduli formativi in atto ruolo e importanza delle conoscenze informatiche per l’inclusione sociale.

Coordinatrice: Gianna Prapotnich;  con il supporto degli ambasciatori Epale Andrea Ciantar (rapporteur), Anna Lodeserto e Franco Cima.

 

 

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