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Per una cultura dell’uguaglianza e delle pari opportunità: percorsi educativi per la libertà e la consapevolezza dei diritti delle donne

14/10/2015
di Martina Blasi
Lingua: IT

«Credo che il puro fatto di esistere implichi una certa responsabilità verso il futuro, verso ciò che esisterà dopo di noi»

Gioconda Belli, La donna abitata

Le parole della scrittrice nicaraguense Gioconda Belli ci ricordano ancora una volta uno dei concetti chiave dell’educazione: la responsabilità verso il futuro, le radici di oggi sono la base per la società di domani.

A Roma in occasione del Seminario nazionale Epale Per una cultura dell’uguaglianza e delle pari opportunità: percorsi educativi per la libertà e la consapevolezza dei diritti delle donne si è discusso di quali percorsi educativi, interventi di informazione e formazione sui temi della violenza di genere e della discriminazione etnico raziale devono essere attuati al fine di contribuire alla costruzione di una cultura delle pari opportunità dove la società si assume la responsabilità rispetto al fenomeno della violenza.

Le associazioni presenti hanno testimoniato il loro lavoro quotidiano di soccorso, tutela e assistenza delle donne vittime di violenza, le azioni di prevenzione, il collegamento con i servizi e le istituzioni che operano   sul territorio, la formazione per i volontari, gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, gli insegnanti e i genitori nelle scuole di ogni ordine e grado.

 

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Elodie Migliorini di Artemisia onlus, e Cotrina Madaghiele, Presidente di Genere Femminile, hanno documentato il percorso che svolgono le associazioni per le quali operano: dalla raccolta delle segnalazioni e valutazione del rischio, all’accoglienza nei centri antiviolenza e le case di rifugio, alle attività di sensibilizzazione e formazione. Molte evidenze dimostrano come chi assiste alle violenze e ad atti di discriminazione è più portato in futuro a replicare certi comportamenti.

Grazie ad Oxfam Italia, rappresentata da Giovanna Tizzi, e alle Donne di NosotrasElena BaragliMariam Mo’hed e Hafida Bouchida, il tema si è aperto al dialogo interculturale e ai percorsi personalizzati di empowerment per donne migranti, affinchè la loro inclusione sociale passi dall’affermazione della loro autonomia personale e professionale.

Il dibattito moderato da Elisabetta Canova, Ambasciatrice Epale, ha offerto numerosi spunti di riflessione e dibattito che saranno riportati nella piattaforma EPALE affinchè i risultati del seminario possano essere ulteriormente valorizzati e resi disponibili anche a chi non era presente.

Nel pomeriggio i gruppi di lavoro hanno individuato buone prassi da valorizzare e tematiche da approfondire tramite la piattaforma, oltre a collaborazioni e idee per dare vita a futuri progetti europei nell’ambito del Programma Erasmus+

Tra i partecipanti numerosi operatori e responsabili di centri antiviolenza, di associazioni di volontariato sociale, docenti delle scuole e dei centri provinciali di istruzione degli adulti, rappresentanti dei comuni e delle provincie: una ricca varietà di esperienze, di realtà e di conoscenze unite da un solo obiettivo comune: educare al rispetto tra i generi e al valore della diversità.

                                                           

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