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Trasformare il dolore in arte. Il cantautore napoletano Maldestro si racconta al seminario EPALE di Napoli

30/05/2019
Lingua: IT

Maldestro, cantautore napoletano nato a Scampia, sarà presente al seminario interregionale EPALE Potenziare le soft skills attraverso attività artistiche e artigianali” in programma a Napoli il 18 giugno 2019.

L’artista è un autore raffinato dalla voce graffiante che racconta nelle sue canzoni la rabbia, la speranza, il disagio e la disperata voglia di vivere di chi ha avuto un’infanzia difficile ed è nato in un quartiere in cui è facile cadere nelle mani della malavita, per questo la sua storia personale rispecchia ed interpreta i valori e gli obiettivi del seminario, ovvero il riscatto sociale tramite la creatività artistica, in questo caso poetica e musicale.

Maldestro esordisce nel 2013 con le canzoni "Sopra al tetto del comune" e "Dimmi come ti posso amare", brani che gli faranno vincere tra il 2013 e il 2014 numerosi premi tra i quali il Premio Ciampi, e il premio De André e che saranno poi contenuti nel suo primo album Non trovo le parole, pubblicato il 14 aprile 2015 con il quale è arrivato secondo alla Targa Tenco come miglior album d’esordio.

Nel 2017 partecipa al Festival di Sanremo con il brano Canzone per Federica, classificandosi al secondo posto fra le "Nuove Proposte" e vincendo il Premio della Critica del Festival della canzone italiana "Mia Martini" relativo a tale sezione.

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Il cantautore collabora con l’Associazione “Bambini senza sbarre” di cui è testimonial e con la quale ha dato vita ad uno spazio giallo nelle carceri per tutelare il diritto dei figli di detenuti al legame continuativo ed affettivo con i propri genitori. Di questa esperienza racconta: «Sostengo Bambini senza sbarre perché io sono stato un bambino con le sbarre, emarginato. Mi ha salvato mia madre. Da poco ho ritrovato una mia foto da bambino e ci ho scritto dietro “Sono stato anche io un bambino, ma allora non lo sapevo”. Sostengo questo progetto perché i bambini che oggi sono in questa stessa situazione possano essere bambini e bambini senza sbarre».

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