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Seminario Epale "Attivarci per sostenerci". Abstract degli interventi

Il seminario Epale "Attivarci per sostenerci", che si svolgerà online il 27 gennaio prossimo venturo, intende esplorare i temi, le sfide, le esperienze legate all'inclusione attiva nel mondo educativo, e sotto diversi punti di vista. L'obiettivo più ampio del seminario è anche quello di poter definire meglio di cosa parliamo concretamente quando parliamo di "inclusione sociale". Presentiamo qui tre delle relazioni in programma.

 

ferrante.

Inclusione sociale e lavoro educativo: connessioni, prospettive, criticità

Che connessioni si possono individuare tra l’inclusione sociale e l’educazione? Che cosa significa pensare e agire l’inclusione da un punto di vista pedagogico? A partire da tali quesiti, l’intervento intende presentare una possibile prospettiva interpretativa per riflettere - anche in termini critici e problematizzanti - sul rapporto tra educazione e inclusione, facendo particolare riferimento all’ambito del lavoro educativo (dunque dell’educazione professionale, formale e non formale) e della “formazione dei formatori”. Nello specifico, si sosterrà che il terreno di incontro tra educazione e inclusione si articoli intorno a due fondamentali dimensioni: la valorizzazione delle differenze e la trasformazione dei contesti.

Alessandro Ferrante. Università degli Studi di Milano-Bicocca. Pedagogista, Ph.D., Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove insegna Pedagogia dell’Inclusione Sociale. Tra le sue pubblicazioni: Che cos’è un dispositivo pedagogico? (FrancoAngeli, 2017), Materialità e azione educativa (FrancoAngeli, 2016), Pedagogia e orizzonte post-umanista (LED, 2014), L’educazione e i margini. Temi, esperienze e prospettive per una pedagogia dell'inclusione sociale (a cura di, con M.B. Gambacorti-Passerini e C. Palmieri, Guerini, 2020).

 

florenzano.

 

Sentimenti ed emozioni nell’apprendimento permanente Il ruolo predominante del “non formale” per lo sviluppo sostenibile della persona  

Il XXI secolo è caratterizzato dalla solitudine e dall’isolamento sociale. Il Covid-19 ha certificato il distanziamento interpersonale come difesa dal virus, innescando un percorso di abbandono della socialità e della formazione in presenza, entrambi capisaldi dell’educazione permanente degli adulti. L’Istat nel 2018 ha accertato che per ogni 8 persone ben 7 fanno le attività di apprendimento “non formale e informale”, fenomeno registrato in tutte le classi di età ed in ogni parte d’Italia. Il contesto del “non formale” include le Università degli adulti (oltre 1000 sedi in Italia con una frequenza di circa 500.000 unità), le biblioteche pubbliche (circa 8.000) e le migliaia di associazioni di promozione sociale o di volontariato che promuovono corsi di teatro, storia, filosofia, disegno, ecc. Il contesto “informale” si posiziona sempre di più sul web (decine di migliaia di video-lezioni, tutorial per imparare a cucinare, riparare un PC, fare ginnastica, ecc. permettendo una partecipazione on demand, libera e consona agli interessi delle persone, causando però condizioni di isolamento sociale (troppo spesso si è lettori, spettatori passivi) che a lungo andare sfociano in individualismi e solitudine. Le emozioni e i sentimenti non hanno più alcun riscontro sociale (essendo inesistente il contatto psicologico tra i partecipanti e di docenti), riducendo l’apprendimento ad un mero processo nozionistico che aumenta le informazioni (spesso non verificate) riducendo però l’opportunità delle relazioni così necessarie e distintive nel dare passione e valore ad ogni forma di apprendimento. 

Francesco Florenzano. Presidente dell’Unione Italiana di Educazione degli adulti (Unieda) e portavoce di Italia Educativa (Rete associativa nazionale). Psicologo e gerontologo, autore di saggi, studi e ricerche sull’educazione degli adulti. Ultimo volume pubblicato La manutenzione del sapere, Edup Roma 2018.  

grimaldi

Inclusione sociale: dalla definizione alle misure di intervento

Perché si parla tanto di inclusione sociale? Cosa significa nel concreto e quali sono le dimensioni in cui si declina l'inclusione sociale? Cosa bisogna fare per includere veramente? Sarà utile ripercorre velocemente le definizioni di inclusione sociale per arrivare a dire cosa si deve fare per includere veramente, delineare meglio i target a rischio di esclusione - molto diversi dal passato - e stabilire infine le misure di intervento che possono essere attivate in ambito sociale, occupazionale, formativo.

Anna GrimaldiDirigente di ricerca dell’INAPP per cui è responsabile della Struttura inclusione Sociale. Dottore di ricerca in psicologia, si è sempre occupata di tematiche legate all’orientamento, all’occupabilità e alle soft skills. Autrice di oltre 150 pubblicazioni.

 


Alessandro Ferrante, Francesco Florenzano, Anna Grimaldi interverranno al seminario Epale "Attivarci per sostenerci. Politiche e pratiche di inclusione sociale ed equità" in programma il 27 gennaio 2022 dalle ore 9.30 alle ore 16.30. 

 

Programma Seminario EPALE inclusione_.pdf
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