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A Reggio Emilia un convegno dove “Stare insieme contrasta il razzismo”

Nella mattinata del 14 aprile presso la splendida  sala medioevale  del Capitano del Popolo si è svolto il convegno "Lavoriamo per arrivare a tutti: immigrazione, accoglienza, salute" organizzato dalla Fondazione Franzini con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, Provincia di Reggio Emilia, Reggio Città delle persone - Comune di Reggio Emilia, Ordine dei Medici. Tra gli intervenuti l’europarlamentare On. Cécilie Kyenge anche in rappresentanza di ARDI (Anti Racism and Diversity Intergroup), il prof. Nadan Petrovic esperto di diritti di asilo, la dott.ssa Sonia Vitale psicologa dell’INMP (Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti). Tra questi la dott.ssa Kindi Taila, medico e rappresentante dell’associazione DEADE,  ha illustrato la posizione di salute e valore delle donne nel percorso migratorio, con particolare riguardo alla condizione di vulnerabilità delle donne rifugiate. Lo status giuridico indefinito contraddistingue una situazione di difficolta di accesso ai servizi, di isolamento sociale e marginalizzazione. Il tema del “viaggio migratorio” come ricerca di  una accoglienza reale, spinge le donne delle associazioni territoriali e gli attori delle comunità di riferimento a lavorare e lottare per il diritto all’autodeterminazione anche in situazioni critiche, quali il periodo di vulnerabilità sociale del rifugiato. Il valore della narrazione come attività di istruzione, educazione e valorizzazione delle differenze culturali, sia dei minori che degli adulti, è  affidato ad un video realizzato con gli studenti liceali alle prese con le "lingue del Mondo", nell'ottica di una multiculturalità di sistema, applicata e reale. Dal palco dei relatori dunque arriva forte un appello alla cittadinanza “stare insieme è bello, stare insieme è salute, stare insieme contrasta il razzismo”. Sembra uno slogan, ma non lo è. Si tratta piuttosto un appello contro il razzismo istituzionale peraltro pienamente raccolto dal pubblico in sala: studenti e studentesse, medici, operatori del terzo settore, docenti, amministratori, volontari, enti,  associazioni  e politici, tutti insieme a dire la propria, con linguaggi differenti ma visioni coincidenti, per dare speranza e valore al futuro che abbraccia la diversità come ragione d’essere di una comunità che vuole unire e non dividere.

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