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Le sfide dell’educazione in carcere. I risultati del seminario di Napoli

 

"Liberi di apprendere. L’educazione degli adulti in carcere", il seminario nazionale Erasmus+ in collaborazione con EPALE svoltosi a Napoli il 4 e 5 aprile ha affrontato il tema dell’educazione e la formazione in un contesto di privazione della libertà personale quale quello del carcere.

Numerosi i temi affrontati: dal senso della detenzione, al rispetto dei diritti costituzionali, dai percorsi di educazione e formazione istituzionali a quelli di tipo informale, come il teatro, la musica, i laboratori di scrittura.

Molte le adesioni, oltre 160 partecipanti da tutte le realtà penitenziarie d’Italia, a testimonianza di un mondo che raramente ha la possibilità di incontrarsi, condividere e non disperdere l’enorme patrimonio rappresentato dalle singole esperienze.

Luisa Franzese, Direttrice dell’Ufficio Scolastico della Campania che ha collaborato attivamente nell’organizzazione delle due giornate, ha dato inizio al seminario, seguita da Laura Nava dell’Agenzia Erasmus+ e Lorenza Venturi, capo unità EPALE, che hanno ricordato l’impegno dei programmi di istruzione e formazione europei nei confronti delle tematiche inerenti al carcere.

Le cifre del Ministero della Giustiza sono state il dato concreto da cui partire. In particolare il numero dei detenuti nelle carceri italiane impegnati in corsi volti ad ottenere un diploma di scuola secondaria di secondo grado (ca 7000), abilitanti all’esame di licenza media (ca 5000) ed elementare (ca 2500). In una nota inviata al seminario, il sottosegretario Gennaro Migliore ha indicato nell’alfabetizzazione per stranieri, la formazione a distanza e lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione in carcere, i futuri e principali ambiti di intervento.

La prima fase dei lavori, aperta da un messaggio di Mario Palma, Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, e proseguiti con gli interventi di Rossella Giazzi, del Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria della Toscana, Giuseppe Centomani, Dirigente Centro Giustizia Minorile Campania, Toscana e Umbria, Riccardo Polidoro e Gabriele Terranova, dell’Osservatorio Carcere dell’Unione nazionale Camere Penali italiane, ha affrontato la questione dell’applicazione di un nuovo modello di esecuzione penale e una migliore fisionomia del carcere, più dignitosa per chi vi lavora e per chi è ristretto.

La necessità di linee guida per la diffusione di un nuovo modello detentivo dove i percorsi di educazione e formazione si inseriscano all’interno di un progetto coerente e complessivo è stata oggetto della recente consultazione denominata "Stati Generali dell'Esecuzione penale", le cui raccomandazioni finali sono state riportate nell’intervento di Mauro Palma e affidate alla discussione del seminario.

Il problema del contesto fisico organizzativo, ovvero la funzione dello spazio deputato allo sviluppo della conoscenza, è stato affrontato da Giuseppe Centomani che ha parlato di “riconoscibilità dello spazio e del luogo dove si fa educazione, riconoscibilità del metodo e dei contenuti” e ancora “certezza del contesto” e “sintonia tra gli operatori del sistema, ovvero adeguamento tra le risorse umane e professionali che garantiscono i processi”. Riconoscibilità, certezza, sintonia e connessione tra le due dimensioni in gioco: quella fisica dello spazio e quella delle risorse umane e dell’offerta formativa.  (Leggi una sintesi dell'intervento di Centomani).

Umanizzazione e apertura nelle esperienze della Toscana riportate da Rossella Giazzi, ma le criticità sono ancora numerose ed emergono dalle parole di Riccardo Polidoro, Responsabile dell’Osservatorio Carcere: “La situazione nelle carceri è ancora grave e in molti istituti si riscontra la mancata applicazione della legge del ’75 (Riforma dell’Ordinamento penitenziario)”. Polidoro denuncia carenze organizzative, strutturali e normative, pur riconoscendo i miglioramenti fatti dall’Italia in seguito alla sentenza Torreggiani e l’importante esperienza degli Stati Generali da parte del Ministero della Giustizia. Altro aspetto trattato quello dell’opinione pubblica che deve essere avvicinata alle problematiche del carcere. Una vera e propria attività di “rieducazione” non solo per i detenuti, ma anche per i cittadini liberi che possa far condividere principi base di civiltà giuridica.

Gli interventi di Alan Smith, fondatore del Programma europeo Grundtvig per l’educazione degli adulti, e Annet Bakker, direttrice di EPEA - European Prison Education Association, hanno concluso la prima giornata di lavori con una prospettiva europea. Alan Smith ha ricordato le politiche europee a favore dell’educazione degli adulti in cui si inserisce l’educazione in carcere, i programmi di istruzione e formazione (Erasmus+ e i programmi precedenti, EPALE, il Fondo Sociale Europeo, il Programma Giustizia, Horizon 2020 e Creative Europe), i bisogni e le sfide comuni a tutti i paesi. Ha inoltre ricordato il Programma Grundtvig che ha sostenuto i reclusi, gli insegnanti e lo staff carcerario e le diverse iniziative UE per promuovere e sostenere la cooperazione europea in questo specifico ambito.

Annet Bakker ha presentato EPEA, organizzazione che dirige formata da educatori carcerari, amministratori, governatori, ricercatori e altri professionisti, i cui interessi sono promuovere e sviluppare l'educazione e le attività connesse nelle carceri di tutta Europa in conformità con le raccomandazioni del Consiglio d'Europa. Tra gli obiettivi di EPEA anche fare rete e supportare la ricerca.

Nell'articolo Apprendimento in carcere: il contributo della Commissione europea è disponibile una sintesi dei due interventi.


 

La seconda giornata di lavori si è aperta con la presentazione del Programma Erasmus+ e l’esperienza del progetto in corso "SKILLS FOR FREEDOM – Artistic paths to develop the professional skills of prisoners" per la valorizzazione delle professionalità acquisibili dai detenuti. Il progetto è stato presentato da Francesco Ferrari, fondatore dell’Équipe di Formatori Associati.

A seguire la presentazione della nuova piattaforma elettronica EPALE dedicata all’apprendimento degli adulti e presentata da Daniela Ermini di Indire-Unità EPALE che gestisce il progetto per l’Italia. La settimana EPALE dell'educazione in carcere dedicata al tema, a fine gennaio scorso, rientra nell’impegno dell’UE in materia di istruzione e formazione in ambiente penitenziario, così come sottolineato da Alan Smith.

Francesca Torlone dell’Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Scienze della Formazione, ha introdotto le nuove sfide dell’educazione non formale, seguita dalle esperienze dei protagonisti: dal teatro, alla formazione professionale, la salute e i laboratori didattici. La dimensione pedagogica del principio “rieducativo” della pena ha come obiettivo di “rieducare il singolo detenuto all’essere cittadino in ogni sua dimensione attraverso pratiche riflessive e transformative”. Il contesto penitenziario stesso dovrebbe essere rieducativo, con attenzione alla socializzazione, al rapporto tra pari, con i docenti e gli agenti. Tutti gli operatori che lavorano in carcere infatti devono assumere funzioni educative nei confronti dei detenuti in quanto: “Nel carcere trattamentale ci si educa/diseduca sempre ovunque, facendo qualsiasi cosa/attività, in contatto con chiunque - anche inconsapevolmente”, ha sottolineato la dott.ssa Torlone.

Questo principio è stato esplicitato dagli interventi successivi che hanno raccontato il teatro in carcere - dalle esperienze di Horacio Czertok, direttore dei Teatro Nucleo di Ferrara, e Giorgio Flamini regista e attore teatrale, qui in veste di direttore artistico della Compagnia #SIneNOmine, formata prevalentemente dagli allievi iscritti al Liceo artistico sezione nel carcere dell'IIS Sansi Leonardi Volta di Spoleto - la didattica laboratoriale, dalle parole di Fausta Minale docente della Casa Circondariale femminile di Pozzuoli, la formazione professionale illustrata da Giacomo Sarti e Stefano Cuppini del Consorzio O.P.E.N. di Bologna e l’educazione alla salute nell’esperienza del progetto portato avanti nella Sezione femminile del carcere Dozza di Bologna e illustrato da Patrizia Stefani, MEG - Medicina Europea di Genere.

In tutte le esperienze emerge la centralità dell’individuo-detenuto e un modello educativo che umanizza la pena, favorisce la consapevolezza, orienta e riorienta. In sintesi quella “scuola-valore”, rievocata da Fausta Minale che, secondo un pensiero comune a tutti i presenti, ha ricordato come “non possiamo permettere che le persone escano peggio di come sono entrate”.

Le due giornate si sono concluse con i lavori di gruppo sui temi trattati. I risultati dei singoli gruppi saranno riportati in EPALE, gli spunti di riflessione saranno ancora una volta ricchi e variegati.

 

 

di Martina Blasi,

Unità EPALE Italia

 

Consulta le slide e contenuti dei relatori:

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minale_relazione_epale_seminario_napoli-3.pdf
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progetto_skills_4_freedom_epale_napoli.pdf
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educazione_salute_carcere_meg_epal-_napoli.pdf
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presentazione_erasmus_napoli_5_aprile.pdf
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VIDEO dello spettacolo "Miracolo a Maiano", Compagnia #SIneNOmine, Giorgio Flamini

 

Slide intervento Francesca Torlone, Unifi (presto disponibili)

 

Per approfondire l'argomento in EPALE:

- Quale educazione per quale adulto?, sintesi intervento di Giuseppe Centomani

- “Ogni euro investito nell’istruzione in ambiente penitenziario rende generosamente”, intervista a Alan Smith

- Annet Bakker parla delle principali difficoltà dell’istruzione nelle carceri, Intervista alla direttrice dell'EPEA

- Settimana EPALE dell’educazione in carcere (25-29 gennaio), risorse dall'Europa

- Dall’arte di leggere all’arte di essere, rifessione sul teatro in carcere di Horacio Czertok

Il valore della scuola in carcere che evoca talenti, Intervista a Fausta Minale

- Non solo mimosa. Progetto pedagogico, a cura di MEG, CC della Dozza, Bologna

 

Altre risorse:

- Spettacolo Waiting for... Pulecenella nel carcere di Spoleto, 15 aprile - Compagnia #SIneNOmine

- Dignità e carcere. Perché ne parleremo a Napoli, articolo di presentazione del seminario

 

 

 

 

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