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EPALE presente al convegno “Il mio campo libero” esperienze di agricoltura sociale nelle carceri italiane

03/12/2015
Lingua: IT

Si è svolto a Firenze Venerdì 27 novembre 2015 il convegno dal titolo “ll mio campo libero, esperienze di agricoltura sociale nelle carceri italiane” presso l’Auditorium Ente CRF.

La giornata, organizzata dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Firenze, ha visto la partecipazione di circa 50 persone, tra le quali una delegazione dell’Unità Nazionale Italiana EPALE e l’Ambasciatrice Manuela Sebeglia, che hanno potuto assistere ad una serie di interventi “esperienziali” sul tema dell’agricoltura sociale nel contesto carcerario italiano.

Il primo intervento, da parte della Dott.ssa Michelini, Direttore della Casa Circondariale Mario Gozzini di Firenze, ha mostrato come lo spazio verde e le attività agricole in carcere siano di vitale importanza per i detenuti nell’ottica di un percorso di recupero, formazione e di interiorizzazione delle regole.

Non solo rispetto di regole e tempistiche, ma anche di responsabilizzazione verso l’uso di materiali, pulizia e prodotti per coltivare la terra, facendo percepire le attività agricole svolte nelle carceri come una vera e propria occupazione per i detenuti, riconoscendo loro attestati e voucher lavorativi convertiti grazie alle donazioni dei gruppi solidali fiorentini. Questa è l’esperienza del progetto “Oltre il giardino”, presentato da Silvia Martelli, Presidente dell’Associazione Culturale Radici Quadrate. Il progetto, finanziato dalla Cassa di Risparmio di Firenze, è al termine del terzo anno di vita e si è incentrato sulla coltivazione di erbe aromatiche all’interno del carcere di Solliccianino. Ai detenuti è stato fatto fare un corso di formazione   sulle erbe aromatiche e sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, aperto anche a persone esterne al carcere interessate al tema e nel primo anno è stato svolto un lavoro di organizzazione e riordino di spazi e dei materiali, mentre nel secondo è iniziata la produzione e il primo raccolto ha portato circa 980 kg di erbe aromatiche. L’impianto di irrigazione è stato il completamento delle attività del progetto durante il terzo anno, un anno importante per l’Associazione Radici Quadrate che li ha portati, grazie a questa esperienza, fino ad Expo 2015 e la preparazione dei materiali per l’allestimento dello stand è stato fatto proprio dai detenuti.

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Grazie all’agricoltura i detenuti arrivano quindi ad imparare un mestiere, quello del giardiniere, che dà un senso alla loro pena finché sono dentro e una chance al loro futuro di persone libere. Perché imparare un lavoro in carcere è un buon modo per non tornarci più, come ha spiegato Susanna Magistretti della Coop. Sociale Cascina Bollate Onlus di Milano. All’interno del carcere di Bollate vengono organizzate anche visite guidate e vi è la possibilità di acquistare diverse tipologie di piante.

Occupazione in carcere ma anche al di fuori una volta usciti, come spiega Claudio Maestrini, Direttore Tecnico della Coop. Sociale “Samarcanda”, che svolge attività formative e lavorative che portano queste persone ad essere una ricchezza per loro stesse, per la cooperativa e per la società. Al giorno d’oggi infatti è importante la formazione di un lavoratore all’interno di un carcere, proprio perché l’80% delle persone che vi entrano non hanno mai lavorato ed è importante creare in loro un senso di identità e collettività, dando spazio alla creatività, come afferma Carlo Mazzerbo, Direttore della Casa Circondariale di Massa Marittima, portando l’esperienza di agricoltura sociale nelle carceri di Porto Azzurro, Massa Marittima e Gorgona. In quest’ultima struttura la Tenuta Frescobaldi, come ha spiegato Michele Brandi, ha impiantato a Gorgona una fiorente vigna, gestita da detenuti stipendiati dall’azienda e svolge ogni anno attività di formazione teorica e pratica e si dà la possibilità nello stesso giorno ad un detenuto di mettere in pratica le cose apprese durante le lezioni di formazione.

L’Ambasciatrice EPALE Manuela Sebeglia, nel suo intervento durante il dibattito finale, ha ribadito ancor di più di come siano importanti tutte queste attività di Educazione degli adulti e di come ricoprono anche in carcere un ruolo fondamentale. Grazie al lavoro di queste Associazioni, in questo caso in ambito agricolo, si offre la possibilità concreta di formare le persone insegnando loro un mestiere, di stimolare interesse e alimentare speranza per il loro futuro. E’ stato inoltre ricordato a tutti i presenti che l’Unità Nazionale EPALE promuove con professionalità a livello nazionale nazionale la nuova piattaforma informatica per l’Educazione degli adulti e organizzerà a Napoli nel febbraio 2016 il Seminario Tematico proprio sull’Educazione in carcere.

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