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Convegno "Cittadinanza e analfabetismo", contrastare l'esclusione si può

17/04/2019
Lingua: IT

L'appuntamento annuale di Reggio Emilia, dedicato alle politiche e pratiche sul contrasto all'analfabetismo, ha avuto quest'anno toni molto intensi. Le disuguaglianze in aumento, la situazione già complessa e ulteriormente aggravata dalle recenti decisioni politiche, con ricadute significative sulle scuole e sui centri di formazione che hanno tra i loro studenti i migranti e i richiedenti protezione internazionale non potevano non avere ripercussioni anche sul mondo educativo, presente in misura rilevante a convegno con oltre 200 partecipanti tra insegnanti, dirigenti, educatori e rappresentanti istituzionali.

Il convegno "Cittadinanza e Analfabetismo" svoltosi presso l'aula magna dell'Università di Modena e Reggio Emilia il 1-2 marzo scorsi, ha avuto come sotto tema della sua quarta edizione "Politiche, Esperienze e sguardi d’Europa".

Ogni anno il convegno propone a educatori e ricercatori di confrontarsi tra loro sia sul piano nazionale che con esperienze internazionali, proponendo riflessioni utili ad adottare nuove soluzioni per risolvere gli ostacoli che si oppongono all'inclusione, presenti talvolta anche all'interno delle pratiche inclusive in atto.

Proprio su questo ha puntato la lectio magistralis del Prof. Piet Van Avermaet, direttore del centro per la diversità e l'apprendimento presso il dipartimento di linguistica dell'Università di Gand in Belgio, che ha aperto la sessione della prima giornata.

La sua competenza e gli interessi di ricerca riguardano il multilinguismo, la diseguaglianza sociale, la politica linguistica e pratica in contesti di inclusione sociale. L’intervento “Gated globalization. Social injustice in European citizenship and literacy policies - Le grate della globalizzazione. Ingiustizia sociale nelle politiche europee di cittadinanza e alfabetizzazione”, ha sottolineato diverse ingiustizie sociali a cui sono soggetti gli apprendenti di una seconda lingua, in particolare le persone poco alfabetizzate.

In particolare Van Avermaet ha dedicato una parte importante alle differenze di apprendimento che caratterizzano "les initiés", coloro che per esperienze maturate, relazioni personali e retroterra culturale hanno una qualche familiarità con i percorsi educativi e pertanto godono di una posizione privilegiata pur essendo "analfabeti". Solo per loro sono spesso utili i test e le risorse messe a disposizione dalle amministrazioni locali e nazionali che incentivano la pratica della lingua in contesti reali, che non tengono nella dovuta considerazione invece l'isolamento in cui i soggetti appena sbarcati o appartenenti a comunità chiuse, o ancora non scolarizzati nel loro paese, si trovano. Le slide dell'intervento di Van Avermaet contengono dati e riflessioni dell'intervento.

La sintesi dell'agenzia Ernst Young sullo stato attuale del sistema di accoglienza, presentata da Enrico Cesarini, responsabile immigrazione EY, ha posto in primo piano l’impatto delle nuove normative e ha lanciato alcune idee innovative e propositive per la gestione futura del fenomeno.

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Con l'immagine delle orme in un deserto si è aperta l'analisi di EY dei dati sui fondi ricevuti e spesi per la gestione dell'accoglienza in Italia, la provenienza dei fondi, i dati ufficiali degli sbarchi (crollati nel 2017) e delle presenze sul territorio (che invece resta elevata). Il dato mancante invece riguarda il monitoraggio e la valutazione dell'impatto sui risultati ottenuti: "Per quanto concerne la gestione della spesa la Corte dei conti [deliberazione 2016, ndr] ha rilevato che né i servizi, né i risultati sembrano essere adeguatamente monitorati".

"I costi per i servizi di istruzione dei migranti nel 2017 sono stati pari 310 milioni, pari al 7% della spesa complessiva per l’accoglienza. Tuttavia mancano analisi valutative sugli esiti  della  spesa: merita di essere analizzata non solo la quantità di finanziamenti nelle varie aree di costo ma anche la qualità, i risultati e l’impatto di questi investimenti."

Cosa si può fare in concreto per ottimizzare l'uso dei fondi per l'immigrazione? Le tecnologie digitali consentono oggi di creare una riorganizzazione efficente e una revisione della governance. dei processi di lavoro e una visione più ampia dei modelli di business per ripensare le funzioni dei servizi pubblici. 

Leggi tutta l'analisi e le proposte di Ernst Young

Nel suo interrvento Lorenzo Rocca, Università per stranieri di Perugia, ha analizzato le responsabilità istituzionali e sociali che hanno portato alla condizione attuale della gestione del delicato tema dell’inclusione e dei percorsi formativi per i migranti.

La seconda giornata ha dato spazio alle esperienze didattiche e alle riflessioni correlate: il valore del plurilnguismo e delle aspettative degli apprendenti nell'apprendimento della lingua, l'importanza delle biografie di apprendimento e della scuola, su tutto, come luogo della trasformazione. Coordinati da Carla Bagna, Università per Stranieri di Siena, gli interventi sono stati curati dal gruppo docenti del Cpia di Torino (con il maestro Rocco de Paolis), da Edith Cognini Università di Macerata, e Marco Triulzi.

Le conclusioni delle due giornate sono state curate rispettivamente da Fiorella Farinelli (Osservatorio nazionale per l'Intercultura, Miur) e Vittoria Gallina (esperta nazionale PIAAC).

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Sul sito del Comune di Reggio Emilia che attraverso la Rete Diritto di parola organizza il convegno, sono disponibili tutti i materali del convegno, inclusa l'audio registrazione integrale delle diverse sessioni del convegno.

Leggi e scarica i materiali:

Convegno "Cittadinanza e analfabetismo" 2019 (Reggio Emilia, 1-2 marzo)

di Alessandra Ceccherelli

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