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Chi fa formazione nelle piccole e medie imprese?

L'apprendimento sul posto di lavoro può avvenire in modi diversi: può essere avviato autonomamente o acquisito con la pratica. Ma nelle PMI ci sono anche approcci all'apprendimento più strutturati che coinvolgono formatori in servizio. Ma... chi sono questi formatori?

Nel 2013, il 99,8 % di tutte le aziende sono piccole e medie imprese (PMI) che danno lavoro a circa tre quarti della forza lavoro totale. Dal momento che gli adulti passano una buona parte del loro tempo sul posto di lavoro, quest'ultimo è considerato un importante ambiente di apprendimento. Ciò è enfatizzato da molti documenti a livello europeo (come la Dichiarazione di Riga). Il posto di lavoro è il luogo in cui non solo si sviluppano capacità relative al lavoro ma anche competenze trasversali che rendono le persone più adattabili ai cambiamenti nella carriera lavorativa e nella vita.

L'apprendimento sul posto di lavoro può avvenire in modi diversi: può essere avviato autonomamente o acquisito con la pratica. Ma nelle PMI ci sono anche approcci all'apprendimento più strutturati che coinvolgono formatori in servizio. Ma... chi sono questi formatori?

Recentemente è stato pubblicato uno studio interessante di Cedefop – Chi si occupa di formazione nelle piccole e medie imprese: caratteristiche, necessità e modalità di supporto. Lo studio fa luce sulla base di conoscenze relativa a formazione e apprendimento nelle imprese, patrimonio di informazioni ancora frammentato ma in fase di evoluzione. Lo studio consisteva in un'analisi di politiche e pratiche in tutti gli stati membri e in un sondaggio che raccoglieva risposte da 254 PMI da otto paesi (Belgio-Fiandre, Bulgaria, Danimarca, Germania, Spagna, Lituania, Polonia e Portogallo) in quattro settori (automobilistico, edilizia, servizi informatici, hotel e ristoranti).

 

Chi sono i formatori in servizio?

Ai fini di questo studio i formatori nelle aziende sono definiti come:

formatori interni (assunti dall'azienda) che forniscono formazione interna (formazione organizzata ed eseguita nella e/o dalla azienda per il proprio personale) e facilitano l'apprendimento degli adulti (CVET) in ambienti di apprendimento informali e non formali all'interno dell'azienda. (Fonte: CEDEFOP (SME) 2015, Europe)

Lo studio propone i seguenti gruppi di formatori in azienda:

  1. i formatori in azienda in senso più stretto svolgono normalmente un'ampia gamma di attività, incluse attività organizzative associate alla formazione (per esempio progettazione e pianificazione, supervisione, organizzazione o valutazione della formazione);
  2. gli impiegati con funzioni formative si concentrano soprattutto sull'insegnamento individuale e sulla facilitazione della formazione in piccoli gruppi senza essere coinvolti nei compiti di gestione della formazione;
  3. i manager con funzioni formative svolgono un'ampia gamma di attività associate alla formazione; oltre ai loro compiti gestionali passano meno tempo a fornire formazione in piccoli gruppi.

Quanto più alto è il livello di competenze (in termini di profili ISCO di competenze professionali) tanto maggiore è la probabilità di essere impegnati nella facilitazione dell'apprendimento e nella formazione: manager o supervisori hanno maggiori probabilità di ricoprire funzioni formative rispetto a professionisti o lavoratori specializzati, mentre solo una piccola quantità di lavoratori non specializzati ricopre questi ruoli.

 

Che tipo di formazione forniscono?

I formatori in azienda si differenziano in termini di profilo, caratteristiche socio-demografiche e tempo dedicato alla formazione in servizio. Esistono inoltre differenze relative al tipo di attività che svolgono rispetto alla formazione in servizio, che si concentra su:

  • Addestramento di neo-assunti, prevalentemente organizzato come formazione sul lavoro o in situazioni one-to-one.
  • Brevi incontri informativi o sessioni formative su salute e sicurezza
  • Formazioni tecniche brevi di durata compresa tra qualche ora e uno-due giorni

Nello studio, fornire feedback e consulenza ad altri nel processo di lavoro, e la formazione o le dimostrazioni individuali, sono stati identificati come le attività formative più frequentemente svolte dai formatori in azienda.

 

Perché sono diventati formatori in servizio?

Lo studio evidenzia anche che la volontà di formare e condividere le proprie conoscenze e competenze con altri è più importante di aspetti strumentali come l'aspettativa di benefici economici. Un formatore su cinque assumeva responsabilità di supporto all'apprendimento di propria iniziativa (seguita dalla nomina da parte del datore di lavoro). Il potenziale di avanzamento professionale ha comunque un ruolo importante. La maggior parte dei formatori in azienda considera interessante il proprio lavoro di formatore.

 

Come sviluppano le loro competenze?

Gli stessi formatori in servizio indicano di aver ricevuto molta formazione nel corso della loro carriera. Allo stesso tempo solo un terzo dei formatori partecipava a formazioni volte al miglioramento delle competenze associate alla formazione. Lo studio suggerisce inoltre una chiara dicotomia tra istruzione formale o studio finalizzato a una qualifica formale e attività di apprendimento più informali direttamente incorporate nell'attività professionale: ad esempio, l'apprendimento dai colleghi, dai supervisori o da professionisti esperti, l'apprendimento durante lo svolgimento dei propri compiti professionali e l'apprendimento auto-diretto, oltre ad attività relativamente formalizzate od organizzate come corsi di formazione, workshop, apprendimento guidato durante il lavoro.

 

Previsioni per il futuro

I formatori in servizio sono considerati importanti per la formazione di competenze e l'apprendimento permanente. In molti Stati membri questo ruolo non è sufficientemente riconosciuto, legittimato o sostenuto. Inoltre, sono insufficienti i dati disponibili su ciò che realmente avviene nelle PMI rispetto all'apprendimento e alla creazione di ambienti di apprendimento efficaci.

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