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Quando il mestiere di contadino diventa quello di imprenditore

14/09/2018
by EPALE Italia
Lingua: IT

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Il rapporto che ho sviluppato con la natura negli ultimi anni della mia vita è qualcosa di realmente straordinario. Potrei perdermi ad osservare le piante e i loro frutti per ore, e ammetto che lavorare all’aria aperta sia una grande fortuna e che veder crescere le proprie produzioni sia ogni volta una bellissima soddisfazione. Ma avere un’azienda agricola (Il mulino s.s. http://www.ilmulinoagricola.it/) va oltre le immagini bucoliche tra i campi e l’amore immenso per la natura. Si ha bisogno di passione sì, ma anche di impegno, studio, innovazione.

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  Il mestiere del contadino diventa quello di imprenditore quando c’è la voglia di crescere, di migliorare, di reinventarsi. E’ una lotta continua con i cambiamenti climatici, le richieste del mercato, l’aumento dei costi di produzione e una burocrazia spesso sempre più complessa. Ho inaspettatamente iniziato la mia attività alla fine del 2015 (a seguito di un disastroso evento atmosferico che colpì duramente l’azienda agricola dei miei genitori), tentando vanamente di partecipare al bando regionale del primo insediamento in agricoltura, con il quale contributo sarei riuscita forse a tamponarne i danni. Ma essere imprenditori significa anche trovare soluzioni e non fermarsi quando gli aiuti non arrivano o quando le cose vanno diversamente da come pianificate. A volte occorre fare tagli sull’utilizzo di materiali o sul prsonale, altre fare investimenti a breve o lungo termine, altre ancora cambiare tipologie di prodotto o di vendita. 

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E la cosa più difficile è prendere la giusta decisione prima che le condizioni cambino di nuovo. Con l’avviamento della vendita diretta di cui principalmente mi occupo, abbiamo assistito ad un vero mutamento dell’azienda che dalla coltivazione di pochi articoli annuali, oggi ha largamente ampliato la varietà dei prodotti stagionali per dare una sempre più crescente scelta al cliente. 

Il mio impegno nell’azienda ha inoltre contribuito alla realizzazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, alla gestione interna del personale, all’impegno sociale con realtà locali quali scuole ed asili e all’organizzazione di corsi ed eventi all’interno dell’azienda.  Credo che questo significhi che il contributo imprenditoriale che una persona può dare ad un’azienda non è necessariamente vincolato dalla propria formazione o direttamente proporzionato all’esperienza in un certo settore, ma alla volontà e all’impegno che si può metterci. L’imprenditore necessita entusiasmo e una ricerca continua di nuove idee, che certo a me non mancano, ma che non è sempre facile condividere o far accettare e comprendere a chi lo spirito imprenditoriale non ce l’ha. Il mio impegno da persona sognatrice e visionaria è dunque quello di rendere realtà quello che attualmente sono solo progetti ed unire la mia volontà e creatività all’esperienza che oggi sto sviluppando per diventare un’imprenditrice agricola a tutti gli effetti.

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