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Ogni goccia d'acqua ha un valore. Il progetto imprenditoriale di Sfera

26/10/2018
di Martina Blasi
Lingua: IT

Sfera è una startup maremmana nata nel 2016 nata da un’idea dell’imprenditore maremmano Luigi Galimberti: realizzare il primo impianto di produzione di ortaggi completamente sostenibile, attraverso la costruzione di una serra idroponica altamente tecnologica ed efficiente.

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Il progetto Sfera è stato finanziato da un gruppo di investitori privati di cui lead investor è Oltre Venture, il primo fondo di impact investing italiano. Agli investitori si è poi aggiunto un pool di banche di cui è stata capofila Banca Iccrea.

Alla base del progetto Sfera regna la consapevolezza della necessità di imparare a produrre meglio con meno, di poter sostenere i cambiamenti climatici, geopolitici e sociali in atto e di poter garantire alle generazioni presenti e future il diritto al cibo. Tra cinquant'anni avremo un enorme problema da fronteggiare, quello delle risorse idriche. Sfera è in grado di ricreare le condizioni climatiche ideali per la crescita di pomodoro e lattughe e può sopportare lunghi periodi al di sotto dello zero termico e ingenti carichi dovuti a nevicate.

Non solo, i prospetti di crescita della popolazione mondiale consentono di essere consapevoli che le tecniche di coltivazione a terra standard non potranno produrre alimenti per tutti.

Questi due fattori: la scarsità dell’acqua crescente e il garantire il diritto al cibo sono la base dello sviluppo di Sfera.

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Il recupero delle acque meteoriche e il ciclo di coltivazione chiuso permettono a Sfera di accumulare acqua nel periodo invernale per poi impiegarla nei periodi siccitosi. Sfera ha infatti predisposto dei giganti bacini di raccoglimento delle acque piovane rivestiti con teli antialghe che ci permettono di non utilizzare l’acqua dei pozzi. In Sfera, ogni goccia di acqua ha un valore, per questo viene recuperata da un circuito chiuso, compresa ogni goccia di condensa o quella in esubero delle irrigazioni.


Ad un miglior utilizzo delle risorse si associa anche un approccio più responsabile all’intero processo produttivo: all’interno di Sfera si trovano le condizioni di coltivazione ideali sia dal punto di vista qualitativo sia igienico-sanitario: Sfera utilizza esclusivamente mezzi di lotta biologica, come insetti utili e molecole di origine naturale, eliminando il ricorso a varietà che, a fronte di un ampio corredo di resistenze, penalizzano fortemente le qualità organolettiche dei prodotti.

Inoltre con Sfera verranno recuperate quelle varietà di ortaggi che rischiano di scomparire a causa di scelte dettate dalla logica produttiva, perché poco resistenti alle avversità climatiche e ai tempi dettati dalla logistica della grande distribuzione.

Al momento Sfera ha dato lavoro a 175 persone diventando così l’azienda più grande della provincia di Grosseto, è la serra più tecnologica e grande d’Italia ed è presente sul mercato da marzo 2018 con il suo prodotto di punta: un datterino dolcissimo che ha già conquistato il mercato. Da pochi giorni è inoltre uscito sul mercato ortofrutticolo il pomodoro superiore e sono in arrivo sul mercato per la fine di ottobre le insalate  e la gamma di aromatiche.

Pe maggiori informazioni:

http://www.sferaagricola.it

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Il progetto Sfera sarà presentato a Milano durante la sessione Crear(si) opportunità professionali-Esperienze a confronto del Seminario nazionale EPALE Sviluppare lo spirito di iniziativa e di imprenditorialità nell'educazione e istruzione degli adulti

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