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Mai così necessaria, mai tanto difficile da trovare: l'istruzione per adulti alle soglie della quarta rivoluzione industriale

19/12/2018
by Alan Tuckett
Lingua: IT
Document available also in: EN DE PL FR ES

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La conferenza annuale EPALE UK del 15 novembre si è svolta in un momento critico.  È evidente che, tanto per gli individui quanto per l'economia, e date le sfide poste dai cambiamenti industriali, demografici e climatici, non è mai stato così importante investire nella formazione in età adulta. 

Nonostante ci siano alcune circostanze degne di essere celebrate, non ultimo lo sviluppo da parte di EPALE di una solida rete online di più di 45.000 docenti per adulti, è altrettanto evidente che per gli adulti intenzionati a investire nella propria formazione la situazione non è mai stata tanto difficile. I segnali positivi si trovano principalmente nell'innovazione a livello locale e regionale.  L'istruzione per adulti è un ambito nel quale la devoluzione funziona.

Uno scenario costellato di tagli

I dati di fatto sono sconfortanti. Dal 2004 abbiamo assistito alla scomparsa di 2 milioni di posti di lavoro nel campo della formazione continua finanziata con soldi pubblici, con il dimezzamento dei fondi per le università nell'ultimo decennio e con sempre più istituti che faticano a far quadrare i conti.

Nell'ambito dell'istruzione superiore il 56% degli studenti part-time (in larga parte studenti adulti) ha abbandonato gli studi, in seguito al repentino aumento delle rette nel 2012.  Ciò si è andato ad aggiungere all'interruzione, tra il 2007 e il 2008, dei finanziamenti rivolti agli studenti adulti che desideravano proseguire gli studi a un livello pari o inferiore alla qualifica già in loro possesso.  Molti istituti d'istruzione hanno di conseguenza abbandonato l'offerta verso gli studenti adulti part-time, per concentrarsi su attività più sicure e lucrative.  Con buona pace del concetto di cambio di carriera.

Nel Regno Unito, anche i datori di lavoro hanno tagliato le spese per la formazione e lo sviluppo.  Un caso quasi unico nell'UE, i datori di lavoro hanno ridotto gli investimenti in seguito alla crisi economica del 2007-2008, quando le aziende dei paesi partner hanno invece intensificato il volume e la portata della propria offerta.  È vero che gli adulti hanno beneficiato molto più di altre categorie dei contratti di apprendistato, ma per alcuni di loro questo è servito solo a confermare competenze che già possedevano. Per di più la formazione offerta dai datori di lavoro si rivolge principalmente a persone già competenti. 

IA, robotica, demografia e cambiamenti climatici

Nel frattempo la quarta rivoluzione industriale prende sempre più slancio, con il rapido sviluppo della robotica e dell'intelligenza artificiale che rischia di far scomparire un gran numero di lavori impiegatizi molto più rapidamente di quanto abbia fatto la globalizzazione venti o trent'anni fa nel campo della produzione. 

Quasi tutte le agenzie internazionali sostengono che sia ormai necessario sostenere politiche di apprendimento permanente, con un rapido aumento degli investimenti da parte di governi, datori di lavoro e individui.  Rimarcano inoltre che, con l'invecchiamento della popolazione, le persone devono proseguire il proprio percorso formativo per ridurre i casi di morbilità.  Come dimostrano gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell'ONU, la lotta ai cambiamenti climatici passa anche attraverso la formazione in età adulta e i comportamenti adattivi.

Il rapporto PIAAC dell'OCSE sulla partecipazione degli adulti ha inoltre evidenziato che tali cambiamenti colpiscono maggiormente persone con scarse competenze, soggetti al di fuori del mercato del lavoro, migranti che devono ancora sviluppare adeguate competenze linguistiche e numerose persone con disabilità. Come ribadito anche dai sondaggi annuali condotti nel Regno Unito dal Learning and Work Institute, dimostra che i soggetti che hanno meno beneficiato dell'istruzione hanno una minore probabilità di intraprendere percorsi di formazione rispetto a chi ne ha tratto subito vantaggio.  Questo nonostante si tratti dei soggetti maggiormente messi alla prova dai cambiamenti in corso.

Una revisione delle politiche

Questo scenario desolante ha dato il via a un'ampia serie di studi che suggeriscono che qualcosa vada fatto.  Forse il più importante fra questi è la Review of Further and Higher Education Funding, condotta da Philip Augur.  Si prevede tuttavia che tale studio verrà presentato al primo ministro solamente all'inizio della primavera del 2019, quando i negoziati sulla Brexit arriveranno a un punto critico, e che pertanto potrebbe non venire preso immediatamente in considerazione.

Segnali positivi

Nonostante tutto ci sono alcuni segnali positivi, molti dei quali sono stati evidenziati durante l'evento EPALE UK.  Le iniziative sviluppate dal basso, come quelle volte ad assicurare un futuro stabile a detenuti ed ex detenuti, i percorsi di formazione organizzati in collaborazione con le biblioteche nel campo della cultura e del patrimonio nazionale, l'utilizzo creativo della tecnologia digitale per l'orientamento professionale, il chiarimento della terminologia, il coinvolgimento di volontari e le strategie di partecipazione paritaria usate da unionlearn offrono complessivamente nuovi percorsi agli studenti.

Conclusioni

Il consiglio che rivolgo ad Augur e al governo è piuttosto semplice.  Abbiamo bisogno di maggiori investimenti in tutti i tipi di formazione in età adulta e ne abbiamo bisogno con urgenza.  Ma dobbiamo spendere meglio i fondi, per raggiungere gruppi sotto-rappresentati e promuovere la cultura dell'apprendimento permanente, devolvere il processo decisionale e poterci fidare dei fornitori.

A photo of Sir Alan Tuckett OBE.

Sir Alan Tuckett OBE è Professor of Education presso la University of Wolverhampton, Honorary Fellow dell'Institute of Lifelong Learning dell'UNESCO ed ex presidente dell'International Council for Lifelong Learning.  Dopo una carriera professionale nel campo dell'istruzione per adulti, ha diretto il National Institute of Adult Continuing Education dal 1988 al 2011.

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  • Ritratto di Pirmin Vlaho
    It seems to me that existing adult education is not up to the challenge described - more money will not help. Like other industries, adult education must reinvent itself and become a digital juggernaut. For example, it must implement  AI in learning and find ways to be more effective and with lower cost. That needs innovation. So we need Educational Entrepreneurs.