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Piattaforma elettronica per l'apprendimento degli adulti in Europa

 
 

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MyGrants: l’opportunità nelle avversità

20/11/2017
di Franco Cima
Lingua: IT

E’ quello che oggi tutti chiamano semplicemente una “App” ma che in realtà è un cambio di prospettive del fenomeno migrazione. Molto più di una semplice piattaforma educativa, MyGrants è uno strumento semplice per un problema complesso: la formula di ogni rivoluzione copernicana che si rispetti.

Semplificando al massimo si potrebbe dire che MyGrants è una piattaforma educativa online tra le più diffuse tra i rifugiati e richiedenti asilo in Italia. Permette agli immigrati nei centri di accoglienza di esprimere tutto il loro potenziale mediante un percorso di formazione svolto attraverso moduli-quiz tematici progressivi.

 

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Con MyGrants, enti ed istituzioni possono finalmente conoscere da subito l’identità del migrante, la loro provenienza che lingue parlano e se hanno già ottenuto uno status. Parlando di educazione, se hanno frequentato un liceo o l’università. Se hanno competenze informali. Con MyGrants, gli immigrati regolari e irregolari si assicurano l’accesso a informazioni sui nostri diritti, sui nostri doveri e sul funzionamento di tutto il sistema italiano ed europeo di asilo, prima, durante e dopo lo sbarco.

MyGrants, il cui nome gioca con il verbo inglese “to grant” (concedere, garantire), va proprio incontro a queste difficoltà iniziali proponendosi come un servizio online capace di sfruttare un sistema attraente e semplificato di gamification. Con tre ambiziosi obiettivi: consapevolezza, stimolo imprenditoriale, integrazione.

Tutto nasce da Chris Richmond, trentenne della Costa D’Avorio, ex funzionario dell’Unione europea, formatosi tra Italia, Svizzera e Stati Uniti, che ha fondato MyGrants, un’app rivolta ai profughi e ai rifugiati che, grazie a un sistema di giochi a premi, fornisce informazioni di prima accoglienza, forma al lavoro e mappa le competenze dei nuovi arrivati.

La App è stata valutata quasi 10 milioni di euro, la sua portata rischia di spazzare via molti dei problemi principali del fenomeno: informazioni vitali per i migranti (diritti e doveri della giurisprudenza del paese ospitante), incontro tra domanda e offerta di lavoro, informazioni sui percorsi di formazione, superamento dei pregiudizi, individuazione dei talenti e delle professionalità.

 

Ma qual è la storia di MyGrants?

Una piattaforma impostata su sistemi di gamification (ludicizzazione), ma che in realtà ha finalità per nulla legate allo svago. Che propone quiz sui diritti e doveri degli immigrati e sulle personali competenze professionali. MyGrants, punta all’integrazione nel tessuto sociale e lavorativo dei migranti che arrivano in Italia offrendo loro sia uno stimolo per avviare l’attività imprenditoriale sia un supporto legale in materia di diritti e doveri «dal giorno della partenza», si legge sul sito ufficiale, «a quello dello sbarco», dove gli individui che arrivano non sanno nulla dei diritti d’asilo italiani ed europei. Il sistema classifica i punteggi dei migliori partecipanti che periodicamente hanno l’opportunità di essere contattati per corsi lavorativi o opportunità di crescita sociale.

Contando che il 47% degli immigrati regolari non ha completato gli studi superiori e l’88% non è laureato, è facile che i loro curricula siano inferiori qualitativamente rispetto a quelli italiani. Qui entra in gioco un aspetto fondamentale nell’educazione degli adulti: la mappatura delle competenze. Tra gli immigrati ci sono numerosi talenti che vanno stimolati. Con MyGrants si mappano le competenze che vengono portate fisicamente nei luoghi dove possono costruirsi un futuro. Proprio da qui può avviarsi un cambiamento nella visione che gli italiani hanno del fenomeno migratorio, un punto di partenza culturale. Se gli immigrati riuscissero a far emergere le loro facoltà in campo imprenditoriale, creativo e lavorativo, la capacità di generare economia e contribuire alla crescita delle comunità ospitanti, la percezione che hanno di loro gli italiani cambierebbe sicuramente.

Gli immigrati regolari rappresentano già oggi, il 9,5% dell'intero stock delle imprese attive secondo i registri delle Camere di commercio in Italia. Gli immigrati irregolari avrebbero intrinsecamente le stesse capacità.

MyGrants stessa, non fa solamente volontariato ma è anche un impresa a tutti gli effetti con i suoi bilanci da tenere a bada e gli obiettivi da raggiungere. E i traguardi, da questo punto di vista, non sono tardati ad arrivare, visto che il 28 luglio 2017 lo staff ha comunicato sulla pagina Facebook del progetto che «la piattaforma ha una valutazione pari a oltre 10 milioni di euro con una crescita esponenziale di oltre 2 milioni di euro per ogni singolo mese di operatività». Da una emergenza, quella relativa all’immigrazione, è quindi nata una start up che attraverso la valorizzazione delle competenze ed il successo economico e sociale non solo vuole raggiungerlo, ma donarlo a chi si trova a ripartire da zero. E questo non è un gioco.

 

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foto di gruppo premiazione MyGrants come start-up

 

Come funziona in concreto MyGrants?

Ci si iscrive alla piattaforma al costo di 50 cent giornalieri detratti dai 35 euro che l’ente ospitante percepisce dallo Stato e si può rispondere a oltre 300 moduli tematici. Dopo lo sbarco e la permanenza nei centri di accoglienza, in Italia ci si trova disorientati sul proprio futuro, con diverse difficoltà nell’approccio con il tessuto locale e con il mondo del lavoro. Così l’iscrizione a MyGrants pone l’individuo di fronte alla consapevolezza dell’esistenza della Carta dei diritti fondamentali dell’uomo, del sistema di protezione internazionale per richiedenti asilo e rifugiati o del diritto alla salute, allo studio e all'autodeterminazione.

 

Visita il sito e iscriviti per provare la App: http://mygrants.it/it/

 

Franco Cima

 

 

Articoli dalla stampa:

"Mygrants, storia dell'app per far integrare i profughi in Italia" - Lettera43, 3 settembre 2017

"Mygrants, piattaforma per migranti startupper: «Capacità innate»" - IlMattino, 20 ottobre 2017

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