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I migranti e i rifugiati sono un’opportunità: 9 lezioni da imparare dalla Svezia

Mats Ehn, Segretario del FOLAC (Folkbildning–Apprendiemnto per una cittadinanza attiva) in Svezia identifica alcuni dei modi in cui l’educazione degli adulti può aiutare migranti e rifugiati.

 

Mats Ehn, Segretario del FOLAC (Folkbildning–Apprendiemnto per una cittadinanza attiva) in Svezia identifica alcuni dei modi in cui l’educazione degli adulti può aiutare migranti e rifugiati.

La Svezia è un paese di immigrazione da molti anni. Folkbildning (link esterno), la struttura di società civile finanziata dal settore pubblico per l’educazione degli adulti, è impegnata nel lavoro con i rifugiati e i migranti da molto tempo. Le 154 scuole superiori popolari e le 10 organizzazioni di studio nazionale formano un’infrastruttura nazionale di folkbildning che copre tutto il paese. Circa il 30 % dei partecipanti ai corsi di seconda opportunità organizzati dalle scuole superiori popolari sono nati al di fuori della Svezia e 3000 rifugiati che hanno recentemente ottenuto il permesso di soggiorno permanente partecipano a corsi che li introducono alla società svedese e al mercato del lavoro.

Il numero di rifugiati in Europa è aumentato pesantemente nel 2015 e la Svezia ha ricevuto uno dei flussi più grandi. Grazie alle infrastrutture esistenti di folkbildning, le scuole superiori popolari e le associazioni di studio hanno potuto rapidamente cominciare a lavorare con i rifugiati. Le scuole superiori popolari hanno offerto alloggio ai bambini non accompagnati e corsi intitolati “Svedesi dal primo giorno” sono stati offerti ai richiedenti asilo.

Molti richiedenti asilo sono stati sistemati in piccole comunità di campagna dove costituiscono un’ampia parte della popolazione totale. Nell’ambito del progetto ImplOED (vedi riquadro) abbiamo raccolto le voci delle scuole superiori popolari su cosa fanno in questi contesti per promuovere l’inclusione e l’amicizia invece della xenofobia e della paura.

 

 

Il progetto ImplOED

Il progetto Implementing Outreach, Empowerment and Diversity (ImplOED) (link esterno) riunisce 11 organizzazioni europee per un’Europa più inclusiva mediante l’educazione degli adulti. Insieme abbiamo sviluppato linee guida metodologiche che permettono agli enti formativi per gli adulti di promuovere la partecipazione dei gruppi emarginati come cittadini attivi nella società. Queste linee guida enfatizzano:

  • l’importanza di creare relazioni basate sulla fiducia,
  • l’ascolto delle voci degli studenti e il riconoscimento della situazione in cui vivono
  • la pianificazione insieme ai partecipanti
  • l’importanza di aprire una porta sulla società circostante e
  • di dare spazio alle persone che possono diventare modelli di ruolo.

 

Abbiamo sviluppato anche raccomandazioni politiche per i responsabili delle decisioni su come realizzare le potenzialità dell’educazione degli adulti per l’inclusione. Questo comporta:

  • eliminare gli ostacoli alla partecipazione
  • potenziare le strutture dell’educazione degli adulti
  • assicurare un finanziamento continuo
  • investire nell’educazione e la professionalizzazione degli insegnanti degli adulti
  • sviluppare sistemi di convalida dell’apprendimento precedente e
  • ridurre il divario tra apprendimento formale e non formale.

 

Le conclusioni e le raccomandazioni chiave sono:

  • Prendere l’iniziativa quando arrivano i rifugiati e non aspettare che lo facciano le autorità
  • Trasformare le scuole superiori popolari in un luogo d’incontro per la società civile e incoraggiare e dare spazio perché i rifugiati prendano parte alle attività locali come il calcio, la musica e l’artigianato
  • Organizzare feste ed eventi in modo che le persone abbiano la possibilità di conoscersi
  • Coinvolgere tutti i corsi delle scuole superiori popolari in attività comuni con i rifugiati
  • Fare in modo che i richiedenti asilo organizzino attività nella sede delle scuole superiori popolari
  • Organizzare caffè linguistici per offrire spazi informali per apprendere le lingue con persone del luogo
  • Considerare i nuovi arrivati come una risorsa per lo sviluppo locale e schierarsi a favore di migliori servizi pubblici
  • Instaurare buoni rapporti con il comune e le agenzie del mercato del lavoro
  • Pensare a lungo termine!

Per molte delle comunità di campagna che hanno una popolazione in diminuzione e che invecchia, i nuovi arrivati rappresentano una grande opportunità per lo sviluppo e l’innovazione.

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