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EPALE - Piattaforma elettronica per l'apprendimento degli adulti in Europa

Blog

Un'intervista a Chiara Borsini sulla Carta delle strategie comuni per i rifugiati

23/07/2020
di Alessandra Cecc...
Lingua: IT
Document available also in: EN DE FR

Tradotto dall'originale in inglese.

EPALE interviews: Chiara Borsini

Chiara Borsini è project manager e formatrice specializzata in giornalismo digitale e nuovi media, digital storytelling e comunicazione interculturale, con esperienza in consulenza e formazione nei settori dell'inclusione digitale e sociale e del patrimonio culturale. Chiara ha conseguito un Master in Relazioni internazionali e un Master in Patrimonio mondiale e progetti culturali per lo sviluppo, nonché in Storia e arti dello spettacolo.

In base alla tua esperienza, che tipo di competenze di base sono più importanti da sviluppare nel processo di integrazione sociale ed economica di migranti e rifugiati?

Considerando il quadro delineato dalla raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio "Relativo alle competenze chiave per l'apprendimento permanente" - attraverso il quale l'UE ha identificato le competenze chiave di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personale, la cittadinanza attiva, l'inclusione sociale e l'occupazione - le aree in cui i migranti e i rifugiati hanno più bisogno di sviluppare le proprie capacità, in base alla mia esperienza, sono: comunicazione (con un focus specifico sull'alfabetizzazione e sui corsi di lingua), abilità sociali e civiche, consapevolezza ed espressione culturale e abilità digitali. Rispetto a quest'ultimo, che è anche fondamentale per garantire l'accesso al mercato del lavoro, la situazione di partenza di migranti, rifugiati o richiedenti asilo è spesso piuttosto eterogenea. Mentre alcuni non hanno mai usato un computer, altri sono dotati di una vasta gamma di competenze informatiche avanzate. In questo contesto, occorre prestare maggiore attenzione ai corsi di formazione sull'alfabetizzazione informatica e l'alfabetizzazione mediatica.

Puoi dirmi di più sul progetto CORES e sulla sua rilevanza in occasione del 20° anniversario della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea?

"CORES: Charter of Common Refugee Strategies" (2018-1-TR01-KA204-059635) è un progetto di cooperazione europea, finanziato nell'ambito del programma Erasmus+, che mira a sostenere migranti, rifugiati e professionisti appena arrivati ​​che lavorano con loro. CORES affronta i problemi affrontati da rifugiati, richiedenti asilo, migranti lavorando con fornitori di istruzione per adulti, responsabili politici, autorità locali, ONG e operatori di associazioni del terzo settore in 6 paesi diversi: Turchia, Bulgaria, Spagna, Italia, Repubblica Ceca e Grecia. Il progetto lavora per alleviare l'onere delle crisi dei rifugiati sui governi dell'UE e per contribuire alla reciproca accettazione tra coloro che sono appena arrivati ​​e la società ospitante.
A tal fine, nell'ambito del progetto CORES verrà prodotta una Carta di strategie comuni per i rifugiati a livello dell'Unione europea, che si basa su una situazione specifica per paese approfondita e analisi delle esigenze, nonché su una serie di focus group che coinvolgono i rifugiati, richiedenti asilo e assistenti sociali che li sostengono nel loro processo di integrazione. La Carta tiene conto delle dinamiche e dei valori locali per ciascun paese partner al fine di formulare linee guida che tengano conto dei principi e dei valori espressi dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nonché dalla Dichiarazione universale delle Nazioni Unite di Diritti umani (1948) e Carta sociale europea (1965).

EPALE interviews: Chiara Borsini

Il secondo obiettivo del progetto è informare i nuovi arrivati ​​sui diritti di cittadinanza e sulle modalità di acquisizione della cittadinanza, supportandoli così nella gestione di questioni fondamentali come l'alloggio, il diritto di accesso ai servizi sanitari e il diritto a, e possibilità di istruzione di base, occupazione e inclusione sociale. A tal fine, sarà implementata una piattaforma di apprendimento online al fine di utilizzare gli obiettivi specifici sopra menzionati per autorità, istituti di istruzione per adulti, rifugiati.
La promozione di iniziative come questa, a livello europeo, è rilevante proprio alla luce di questo importante evento, il ventesimo anniversario della proclamazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che tutela i diritti e promuove valori come la dignità, la solidarietà, uguaglianza e cittadinanza, con tutti i diritti e doveri ad essa connessi. È sempre più necessario garantire a tutti la possibilità di godere di questi diritti. Per anni l'Europa ha affrontato la sfida di gestire adeguatamente il fenomeno migratorio e dall'analisi condotta nell'ambito del progetto CORES sembra che ci siano ancora molte iniziative da intraprendere per garantire una maggiore consapevolezza dell'acquisizione dei diritti fondamentali e assicurarsi che diventi parte di percorsi formativi specifici che vedono gli stessi beneficiari di questi progetti come agenti proattivi e protagonisti di questo processo.
Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili qui: http://coresproject.net/

Quali altre iniziative hai promosso al fine di supportare l'acquisizione di competenze di base per questo specifico gruppo target?

Il mio lavoro mi ha dato la possibilità di lavorare su vari progetti dedicati ai migranti, con l'obiettivo di garantirne l'inclusione sociale e digitale, contribuendo all'attuazione di vari progetti di formazione e comunicazione sociale finanziati da fondi europei (AMIF 2014-2020). Faccio anche parte di un'associazione culturale che ogni anno organizza un seminario internazionale di teatro interculturale chiamato Human Beings, a cui partecipano persone di diversa estrazione, tra cui migranti, rifugiati e richiedenti asilo, che grazie alla pratica teatrale sono in grado di sviluppare la comunicazione e competenze linguistiche, competenze sociali e trasversali, nonché consapevolezza ed espressione culturali.

EPALE interviews: Chiara Borsini


Rimanendo, tuttavia, sull'argomento di questa intervista e sulla pertinenza delle competenze di cittadinanza nel processo di costruzione di una nuova identità per l'Unione europea, vorrei menzionare un'esperienza in particolare, quella di  Digital Welcome. Questo progetto europeo, finanziato dal Fondo Asilo, migrazione e integrazione (AMIF-2016-AG-INTE-01 "Integrazione di cittadini di paesi terzi") per l'inclusione sociale e digitale di cittadini di paesi terzi, ha offerto un corso di formazione su 4 temi principali: Giornalismo digitale, Digital Storytelling, Coding e Soft Skills. Digital Welcome ha coinvolto 7 organizzazioni di 6 paesi (Italia, Grecia, Belgio, Spagna, Germania) e ha combinato corsi di formazione dedicati a competenze specifiche (digitale e IT) con lo sviluppo di competenze trasversali che hanno stimolato concretamente percorsi di integrazione nella società ospitante. Attraverso lo strumento delle "interviste" o della "narrazione digitale", ad esempio, i partecipanti sono stati in grado di migliorare le proprie abilità linguistiche, sviluppare strategie per familiarizzare con il nuovo contesto, lavorando su microprogetti che hanno prodotto risultati che hanno confermato i loro progressi, come utile per arricchire il loro curriculum. Queste opportunità sono state utili anche per comprendere dinamiche spesso sconosciute ai beneficiari e per acquisire la conoscenza degli strumenti di base necessari per accedere al mercato del lavoro, come ad esempio un CV. I partecipanti al corso, a loro volta, sono diventati mentori nelle materie studiate durante la formazione e hanno restituito le conoscenze acquisite durante seminari gratuiti aperti ai cittadini.
Digital Welcome ha avuto un impatto positivo sia sui suoi beneficiari sia sull'attuazione di un progetto pilota che potrebbe creare una tendenza per molte altre iniziative. Il progetto ha anche vinto "Best practice in Promoting Values" alla Commissione europea LLLAWARDS 2019.

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