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Le TIC nell’educazione degli adulti: ancora inadeguate nel fornire soluzioni ottimali e sostenibili?

14/03/2017
di Andrew McCoshan
Lingua: IT
Document available also in: EN DE ES FR PL LT ET HU DA NL HR CS FI LV EL SL

Eva Andersson, del dipartimento di Educazione ed educazione speciale dell’Università di Göteborg, sostiene che ancora non abbiamo gli strumenti TIC necessari nel campo dell’educazione degli adulti.

Qual è l’utilizzo ottimale delle TIC nel campo dell’educazione e dell’apprendimento? Un’indicazione è: quando le TIC sono utilizzate in modo da rendere l’insegnamento e l’apprendimento più efficaci ed efficienti senza costi sociali, economici o ambientali insostenibilmente grandi. Da questo punto di vista abbiamo ancora una lunga strada da fare per bilanciare benefici e costi al fine di raggiungere metodi ottimali e sostenibili per l’applicazione delle nuove tecnologie.

Benefici – ancora lontani dall’eccellenza?

Sia che si pensi all’educazione tradizionale basata sulle lezioni in aula o a qualche forma di educazione mista o a distanza, sul mercato esistono molti strumenti TIC. Molti di questi sono di grande aiuto quando si cerca di rendere l’educazione accessibile, flessibile e adattata al singolo individuo. Finora il problema nasceva dal fatto che le piattaforme di apprendimento sono spesso insufficienti e per funzionare bene devono essere utilizzate insieme a una serie di altri strumenti TIC. Spesso sono prodotte per servire una serie di forme di apprendimento differenti e ciò le rende scomode da usare.

Solo recentemente sono apparse piattaforme “all inclusive” che sono facili da usare e includono funzioni per la comunicazione sia scritta che orale, in modalità sincrona e asincrona, per un utilizzo sia individuale che collaborativo: questi sono i criteri definitivi affinché la tecnologia sia utilizzata al di là di qualche sporadica prova d’uso.

Ma a questo proposito c’è ancora molto da sperare. A volte ti ritrovi a pensare che lo sviluppo procede molto lentamente anche se sei abbastanza sicuro che non dovrebbe essere troppo complicato trovare soluzioni tecniche.

Se a volte i benefici delle TIC possono essere sfuggenti, cosa possiamo dire dei costi?

I costi – tanti, diversificati e insostenibili?

I costi ambientali per produrre le TIC sono notevoli, poiché esse contengono molti componenti dannosi a livello ambientale con costi di smaltimento elevati. Benché tutto sia controbilanciato dalle riduzioni degli spostamenti degli studenti, dell’impiego di carta ecc., abbiamo ogni ragione per cercare di ridurre questi costi al minimo. Oggigiorno molti computer vengono sostituiti perché non sono sufficientemente potenti per eseguire i software più recenti o non possono essere aggiornati all’ultima versione del sistema; altri dispositivi vengono messi via solo perché utilizzati troppo raramente.

Anche i costi economici sono facili da individuare: l’acquisto di equipaggiamento TIC, licenze e supporto per i software costituisce una percentuale considerevole del bilancio degli istituti per l’educazione degli adulti. Per ridurre i costi è facile affidarsi alle versioni gratuite di strumenti TIC. Ma ciò può essere rischioso perché si perde il controllo del materiale che vi si carica. La maggior parte di questi strumenti si basa su server localizzati all’estero e può essere chiusa da un giorno all’altro. Il tempo aggiuntivo necessario per imparare a utilizzare le TIC e metterle effettivamente in pratica è un altro costo notevole. Si potrebbe controbattere che le TIC fanno risparmiare tempo, non ultimo nell’amministrazione e nella documentazione dell’educazione; e per quanto riguarda il materiale didattico, ci sono tanti fantastici video e altri media disponibili gratuitamente su internet. Quanto più condividiamo tanto più riceviamo, almeno se diamo retta ai sostenitori più convinti delle Creative Commons. Ma nella mia esperienza personale, finora il tempo che gli insegnanti risparmiano è stato irrilevante.

I costi sociali delle TIC includono la frustrazione provata da molti insegnanti che cercano di utilizzare le TIC in modo efficace. Siamo ancora in una situazione in cui raramente si producono materiali multimediali per le attività didattiche, malgrado numerosi contesti educativi abbiano spesso investito in studi costosi. Ciò mette sotto pressione gli insegnanti che si sentono in dovere di utilizzare le attrezzature anche se non vedono alcun vantaggio pedagogico immediato. Per essere utilizzate in modo continuo e flessibile le TIC devono essere di facile impiego, come quando si parla agli studenti o si scrive sulla lavagna in classe. Dovrebbe essere possibile sedersi semplicemente davanti al computer e produrre il materiale multimediale direttamente all’interno della piattaforma di apprendimento utilizzata. Nella maggior parte dei contesti educativi ciò ancora non avviene, anche se le cose stanno cambiando.

Sorgono due domande:

1. Perché le TIC non si sono sviluppate ulteriormente, per esempio rispetto alle piattaforme di apprendimento?

Otteniamo miglioramenti di piccola entità, uno alla volta, e spesso solo se li richiediamo. Le aziende produttrici di TIC sono attori importanti sul mercato ed è facile sospettare che sia più redditizio vendere tanti piccoli prodotti che devono essere perfezionati e aggiornati piuttosto che un unico prodotto che funziona bene fin dall’inizio e durerà più a lungo.

2. Come possiamo spostare l’ago della bilancia verso i benefici piuttosto che sui costi e ottenere le soluzioni ottimali e sostenibili che ci servono?

La risposta sta nel creare una visione condivisa tra i formatori degli adulti di ciò che dovremmo esigere dagli strumenti TIC per l’apprendimento. A tal fine gli spazi comunicativi come EPALE possono essere un forum chiave. Insieme possiamo dare vita a una realtà forte e determinata per una maggiore sostenibilità delle TIC e del loro utilizzo. Quali credete dovrebbero essere le nostre richieste?

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  • Ritratto di Ilze Seglēre
    Pēc manām domām, lai izmantotu tikai IKT rīkus mācībām, būtu nepieciešams tos modernizēt, lai visi rīki būtu vienotā programmā. Izglītībā, kurā tiktu izmantots tikai IKT, būtu vairākas priekšrocības, bet vēl vairāk trūkumi. Kā vienu no trūkumiem varu minēt, interneta vai arī datora nepieejamību visiem iedzīvotajiem sev ērtā laika, piemēram, pēc darba laika beigām. Otrkārt, ne vienmēr ir pieejams internets un bieži vien notiek sistēmas darbības traucējumi, kas var pārtrūkt, piemēram, noslēguma pārbaudījuma laika. Treškārt, lielākoties jebkuram no studentiem ir nepieciešamā frontālā komunikācija ar pedagogu, kas var atbildēt uz jautājumiem, sniegt padomus un palīdzēt. No otras puses, būtu iespējams ietaupīt elektroenerģiju un ēku amortizācijas izmaksas, jo nebūtu nepieciešams tās uzturēt un izmantot. Skolēniem būtu iespējams izvēlēties mācīties sev atbilstošā laikā, piemēram, cilvēkiem, kam ir grūtības uztvert jaunu informāciju no rīta, varētu apgūt dažādas zinības vakarā. Lai šo varētu īstenot, manuprāt, būtu nepieciešamas lielas pārmaiņas, kas sasaistītos ar izglītības atzīšanu, jaunu izglītības līmeņu izveidošanu, kā arī nebūtu iespējams sekot līdzi vai studenti paši izpilda savus uzdotos darbu vai arī tos izpilda ar palīglīdzekļu palīdzību, vai arī to izdara viņu vietā kāds cits.
  • Ritratto di Sjoerd Wijkel

    Wat we eigenlijk nu aan het doen zijn met YouDigIT is de kennis die we nu hebben en nu ontwikkelen over het gebruik van digitale leermiddelen versterken en verspreiden. Dat is ons antwoord op vraag 1.

    Als meer gebruikers binnen het veld van onderwijs en welzijn ervaren dat het een boost kan geven aan de ontwikkeling van de studenten / deelnemers, dan verschuift de aandacht van de kosten vanzelf naar de opbrengst die het genereert.
  • Ritratto di Fabrizio Pivari

    Pay attention ITC in italian language is not translate and changed into TIC. ITC is ITC!

  • Ritratto di Piotr Peszko

    Biorąc pod uwagę moje doświadczenia z kształcenia online osób dorosłych musze stwierdzić, że podstawowym ograniczeniem w kształceniu dorosłych wspieranych przez IT jest brak wymiany doświadczeń. Kształcenie dorosłych odbywa się głównie wewnątrz organizacji i na rynku polskim nie obserwuje się działań mających na celu wymianę doświadczeń. 

    W związku z tym indywidualnie podjąłem działania mające na celu wymianę takich doświadczeń zakładając grupę o nazwie eLearning Robię. Po kilku miesiącach grupa ta urosła do ponad 500 osób, które aktywnie tworzą społeczności i dzielą się tym w jaki sposób tworzą elearning, a także pomagają sobie nawzajem. 

    Myślę, że jest to kierunek, który docelowo wpłynie na lepszą wymianę doświadczeń i zbudowanie kultury otwartości.