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I Centri EDA Trentini non si fermano. La forza di fare “Rete”

La scuola delle seconde opportunità, la scuola dell’accoglienza, del superamento delle differenze, di genere, di età, di nazionalità. La scuola dove i fallimenti scolastici e formativi si possono trasformare in storie di successo, dove gli abbandoni si possono convertire in ritorni, dove la vicinanza, la solidarietà e le relazioni tra docenti e studenti, con età e vissuti molto diversificate sono il centro focale dell’apprendimento. Ecco come vedo la scuola degli adulti.

Una scuola che in questa emergenza sanitaria ha rischiato, forse più di altre, di fallire il suo mandato e di non riuscire nel suo intento di inclusione e di successo formativo per tutti. Ma gli operatori dei centri EDA del Trentino non hanno voluto cedere di fronte alla paura, allo sconforto e alla fatica e si sono attivati con forza e determinazione per portare avanti il loro lavoro con la passione che li contraddistingue.

Una forza supportata anche dalla Rete provinciale dell'Educazione degli Adulti, una rete istituzionale che è molto più di un accordo formale, è un luogo dove i professionisti dell’educazione si confrontano, collaborano e fanno crescere il sistema educativo degli adulti.

La Provincia Autonoma di Trento ha la possibilità di normare autonomamente la materia dell’educazione degli adulti ed ha quindi sviluppato un modello territoriale, policentrico, diffuso sul territorio a partire dal 2015, un modello che differisce da quello nazionale dei Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA).

In Trentino, due sono le possibilità offerte agli adulti per completare o integrare il proprio curriculum scolastico, erogate entrambe dagli Istituti secondari di secondo grado della Provincia:

  • i Centri di Educazione degli Adulti (EDA), che propongono un’offerta formativa dall’alfabetizzazione al conseguimento del titolo conclusivo del primo ciclo (diploma scuola media), che corrispondono al primo livello,
  • i Corsi Serali, che propongono un’offerta formativa mirata all’ottenimento della qualifica professionale o al diploma di scuola superiore, che corrispondono al secondo livello.

I Centri EDA sono strutture che offrono un articolato sistema di percorsi formativi che vede coinvolti l’istruzione, la formazione professionale e l’apprendimento linguistico.

I punti di forza del modello trentino:

· comprende tutta le filiera formativa, dall'istruzione scolastica alla formazione professionale

· eroga l'intera offerta formativa, organizzata in verticale, attraverso istituti del secondo ciclo che presentano anche percorsi del primo ciclo

· prevede un sistema di strutture diffuso sul territorio anziché un unico centro provinciale, in coerenza con il concetto di autonomia dei territori

· si occupa di formazione continua delle persone di tutte le età, a supporto dello sviluppo culturale, professionale e economico dei territori, non solo istruzione scolastica dunque

· valorizza l'autonomia delle singole istituzioni scolastiche e formative nell'ambito di una rete provinciale delle scuole sedi di corsi EDA

L’offerta formativa è così strutturata:

· nove istituti che offrono l'intera filiera formativa, dall'alfabetizzazione, alla formazione del primo e secondo ciclo (Liceo Rosmini di Trento, Istituto di Istruzione don Milani di Rovereto, Istituto di Istruzione Floriani di Riva del Garda, Istituto di Istruzione Guetti di Tione, Istituto di Istruzione Martini di Mezzolombardo, Istituto tecnico Pilati di Cles, Istituto di Istruzione La Rosa Bianca di Cavalese-Predazzo, Istituto di Istruzione M. Curie di Pergine Valsugana e Istituto di Istruzione Degasperi di Borgo Valsugana)

· quattro istituti superiori che offrono la formazione del secondo ciclo (Istituto tecnico Buonarroti-Pozzo di Trento, Istituto tecnico Tambosi di Trento, Istituto tecnico Marconi di Rovereto, Istituto tecnico Fontana di Rovereto)

· due Centri di Formazione Professionale provinciali che offrono percorsi finalizzati al rilascio delle qualifiche professionali (Istituto Pertini di Trento e Istituto Alberghiero di Levico-Rovereto)

· due Centri di Formazione Professionale convenzionati che offrono percorsi finalizzati al rilascio delle qualifiche professionali (Centro ENAIP di Villazzano Centro di formazione Professionale Veronesi di Rovereto)

Un rischio della diffusione sul territorio sarebbe potuto essere l’eccessiva diversificazione dell’offerta e dell’organizzazione dell’educazione nei vari territori, rischio che si è voluto scongiurare con la creazione della rete provinciale dell'educazione degli adulti che è stata istituita dall'art. 5 del nostro "Regolamento sull'assetto organizzativo e didattico dell'educazione degli adulti in provincia di Trento" n. 20-34/Leg del 18 dicembre 2015 come organismo che assicura omogeneità e trasparenza delle attività svolte dalle scuole che erogano servizi a favore degli adulti. Elementi necessari considerato il fatto che non esiste un'istituzione unica, come il CPIA che organizza e gestisce il servizio in un determinato territorio. La particolarità sta inoltre nel fatto che, grazie all’accordo siglato nel 2015, appartengono alla Rete non solo gli istituto che corrispondono ai CPIA (che hanno alfabetizzazione e 1° livello) ma anche gli istituti superiori che prevedono il solo 2° livello di istruzione degli adulti e due istituti provinciali di istruzione e formazione professionale .

  
      
            
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La dislocazione territoriale dei centri EDA nelle varie Comunità di valle del Trentino

I numeri di questo sistema complesso ed articolato parlano di circa 1.000 iscritti al secondo livello, circa 200 al primo livello a cui vanno aggiunti i numeri del Carcere che conta circa 180 passaggi nell’alfabetizzazione: corsi di lingua italiana, di lingua per la patente e di informatica e due corsi di primo livello: uno per gli ordinari con 15 passaggi e 12 ammessi all’esame; uno per i protetti con 9 iscritti, frequentanti e ammessi all’esame.

Lo scorso anno scolastico sono stati diplomati 240 studenti al secondo livello e 181 al primo livello.

A seguito della chiusura delle scuole per l’emergenza sanitaria, i centri Eda si sono subito attivati, forti della loro esperienza di erogazione della Formazione a Distanza e della Rete di riferimento. I centri Eda hanno, ormai da circa tre anni, messo a disposizione degli studenti parte delle lezioni (almeno il 20%) attraverso la FAD sia sincrona che asincrona.

La Rete proprio durante questo anno aveva effettuato una rilevazione della situazione nelle varie scuole, rilevazione che aveva evidenziato come si stesse già lavorando in maniera positiva nella maggior parte dei centri, sebbene con alcune criticità quali la non sempre ottimale preparazione

nell’utilizzo delle nuove tecnologie di alcuni docenti ed anche l’alto turn over degli insegnanti dei centri. A seguito della rilevazione si stava iniziando a progettare una banca dati di materiali FAD prodotta tramite la raccolta dei materiali dalle scuole da mettere a disposizione di tutti gli insegnanti.

 

  
      
            
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Una lezione all’Istituto Alcide Degasperi di Borgo Valsugana

 

L’emergenza sanitaria è arrivata proprio nel momento in cui si stava iniziando a ragionare sui metodi di raccolta dei materiali e sulle metodologie di condivisione ed ha quindi rallentato la raccolta stessa, ma sicuramente ha dato una spinta propulsiva all’utilizzo della FAD all’interno delle scuole.

Nel mese di aprile è stata fatta un’ulteriore rilevazione che ha mostrato come tutte le scuole stessero operando in didattica a distanza, sia sincrona che asincrona, e tutti gli insegnanti si fossero messi a disposizione degli studenti per apprendere nuove metodologie di lavoro attraverso le nuove tecnologie. Nella difficoltà del momento un dato positivo da rilevare è proprio questo: la grande quantità di materiali che la Rete si troverà a poter raccogliere e condividere per costruire la banca dati.

Gli incontri della Rete sono proseguiti in questi mesi di chiusura delle scuole attraverso le riunioni a distanza dei Dirigenti scolastici, ma anche dei Coordinatori dei corsi serali, dei Referenti del primo livello e dell’alfabetizzazione, rendendo possibile un confronto costante, un supporto e una ricerca di soluzioni condivise. Soluzioni che si sono concretizzate in varie azioni, quali ad esempio la fornitura di pc e tablet agli studenti che ne erano sprovvisti.

Durante gli incontri si sono però evidenziate anche alcune criticità di complessa soluzione che hanno purtroppo evidenziato come i soggetti fragili (fragilità economica, psicologica, socio-culturale) in questo momento siano quelli in maggiore difficoltà. E purtroppo i nostri studenti rientrano spesso in queste categorie e rischiano di abbandonare e di ritrovarsi nuovamente in una situazione di insuccesso formativo. Lì si stanno concentrando le energie degli insegnanti dei nostri centri che stanno provando in tutti i modi di mantenere agganciati questi studenti fragili, con tutta la flessibilità possibile, ad esempio cambiando orari e metodi per venire incontro alle esigenze dei singoli, e con tutta la passione che li contraddistingue, dedicando ore alla personalizzazione ed individualizzazione dell’apprendimento.

Questa esperienza ci ha certamente toccati nel profondo come esseri umani e come professionisti ed ha cambiato alcune cornici mentali che alle volte ci irrigidivano e ci costringevano dentro schemi routinari. Abbiamo imparato molto e ci siamo avventurati dentro strade poco note, ma l’unione della nostra comunità di pratiche ci ha consentito di non sentirci soli.

 

Alessandra Ciceri

Ambasciatrice Epale Trentino

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