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Piattaforma elettronica per l'apprendimento degli adulti in Europa

 
 

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Educazione all'imprenditorialità in Europa. Dati della rete Eurydice

19/11/2018
di Alessandra Cecc...
Lingua: IT

Articolo di Erika Bartolini, Eurydice Italia, tratto dal suo intervento al seminario #EpaleMilano sull'imprenditorialità (slide, pdf).

Lo studio "Entrepreneurhip education at school in Europe" che Eurydice ha dedicato all’educazione all’imprenditorialità nelle scuole europee è stato realizzato nel 2016 e analizza i curricoli dal livello primario all’istruzione professionale iniziale in contesto scolastico (i nostri tecnici e professionali). La pubblicazione è organizzata in una parte comparativa e in schede nazionali in cui ogni unità ha fornito informazioni più dettagliate su progetti o buone pratiche. Per l'interesse rivestito da questa tematica è un esempio di rapporto della Rete che ha trovato casa anche nella collana dei Quaderni di Eurydice Italia che ne ha proposto la traduzione per una più ampia diffusione a livello nazionale.

Perché questa pubblicazione? Perché il contesto economico degli ultimi dieci anni è un contesto caratterizzato da disoccupazione giovanile, da cambiamenti economici e crisi economiche che hanno posto l’attenzione sulle competenze trasversali, come l’imprenditorialità. Anche l’istruzione ha un ruolo fondamentale, ma cosa stanno facendo i paesi europei per integrare l’educazione all’imprenditorialità nei propri sistemi di istruzione?

Già dalla mappa, che mostra l’uso di una definizione condivisa di educazione all’imprenditorialità, emerge che non c’è omogeneità in Europa.

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Ma il punto fondamentale è che per avere un’integrazione efficace dell’educazione all’imprenditorialità nel sistema educativo occorre attuare una strategia a livello nazionale.

Per strategia si intende, ai fini dei nostri studi, una visione politica a lungo termine, un piano strutturato che prevede tempi di realizzazione, monitoraggio, finanziamenti stabili, valutazione dei risultati, presenza nella formazione iniziale e in servizio degli insegnanti.

Dalla mappa si vede che 11 paesi hanno una strategia specifica. Sono i paesi concentrati nel nord Europa che ha una forte tradizione di innovazione e imprenditorialità, e i paesi della ex-Jugoslavia.

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In 18 paesi l’educazione all’imprenditorialità è parte di una strategia più generale, che spesso comprende anche l’educazione degli adulti o, ancora più in generale, l’apprendimento permanente, mentre 9 paesi non hanno alcuna strategia, fra questi l’Italia.

Fra gli obiettivi delle strategie, specifiche e generali, quello più comune è l’occupabilità, anche in coerenza con l’impegno generale di diminuire i tassi di disoccupazione giovanile, alti in molti paesi.

Al contrario, in queste strategie manca un’attenzione specifica ai risultati di apprendimento come obiettivo della strategia stessa (15 paesi solamente includono nel curricolo i risultati di apprendimento connessi all’educazione all’imprenditorialità) e questo limita lo sviluppo di questo ambito verso un’offerta effettiva e di qualità.

La grande maggioranza dei paesi (27 su 35 che hanno partecipato allo studio) prevede finanziamenti nazionali, specifici o generali per le proprie strategie. Altrettanto alto è però anche il numero di paesi che attinge a risorse dell’UE. Un numero esiguo di paesi si affida solo a questi ultimi.

Tuttavia, il rapporto evidenzia come i finanziamenti non siano stabili e previsti sul lungo periodo e questo è un ulteriore ostacolo allo sviluppo dell’educazione all’imprenditorialità il cui finanziamento dovrebbe coprire anche la formazione dei docenti, l’attuazione delle strategie, la creazione di rapporti con altri soggetti coinvolti oltre la scuola.

Nel Capitolo 3 "Curricolo, valutazione, metodi di insegnamento", si evidenzia come a livello primario, l’educazione all’imprenditorialità sia un apprendimento cross-curricolare nella metà dei paesi, mentre nell’altra metà è integrata in materie obbligatorie.

A livello secondario l’educazione all’imprenditorialità è molto più diffusa e integrata con diversi approcci: cross-curriculare, separata o integrata in materie obbligatorie o facoltative (in questo caso il rapporto evidenzia come l’insegnamento raggiunga, ovviamente, un minor numero di studenti).

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Nonostante la maggior parte dei paesi riferisca di integrare l’educazione all’imprenditorialità nei propri curricoli, nella maggior parte dei paesi non esistono linee guida per gli insegnanti sul metodo di insegnamento per l’educazione all’imprenditorialità.

Quindi è integrata nel curricolo, ma agli insegnanti non vengono forniti o raccomandati strumenti per il suo insegnamento. Le linee guida esistono più comunemente a livello secondario superiore professionale. Questo comporta, per esempio, che un aspetto importante come mettere in contatto gli studenti con il mondo reale sia in realtà un’esperienza poco praticata. Questo anche in Svezia, ad esempio, che ha una strategia specifica e inserisce l’educazione all’imprenditorialità nel curricolo come materia a sé.

Allo stesso modo, i risultati dell’apprendimento (fiducia in sé, creatività, spirito di iniziativa, capacità di pianificazione, ecc.) non sono né elencati, previsti, menzionati (a parte nell’IVET) né si prevede una loro valutazione se non quella lasciata all’autonomia degli insegnanti. Solo tre-quattro paesi hanno elaborato un quadro di valutazione dei risultati di apprendimento per questa competenza chiave.

Come detto, la ‘strategia’ comprende oltre agli obiettivi, i finanziamenti stabili e il monitoraggio, anche la formazione degli insegnanti.

Nella maggior parte dei paesi la formazione iniziale degli insegnanti è demandata all’autonomia dei soggetti responsabili della formazione o non esistono raccomandazioni a livello centrale. Solo 7 paesi inseriscono l’educazione all’imprenditorialità come materia obbligatoria della formazione iniziale degli insegnanti, soprattutto per futuri insegnanti di alcune materie, in particolare quelle economiche a livello ISCED 3 –IVET.

Al contrario, quasi tutti i paesi hanno corsi di educazione all’imprenditorialità specifici nello sviluppo professionale continuo per gli insegnanti di determinate materie, in genere quelle in cui è integrata.

In conclusione

Ancora l’integrazione dell’educazione all’imprenditorialità è lontana; poche sono le strategie specifiche, quasi assente l’attenzione ai risultati di apprendimento e alla formazione dei docenti. C’è ancora molta strada da fare e avere una strategia specifica sembra al momento la via migliore per arrivare a una effettiva integrazione nei sistemi di istruzione.

Istruzione e formazione degli adulti in Europa

Un altro studio della Rete, pubblicato nel 2015 con dati 2014, è stato dedicato all’educazione degli adulti e, come altri studi di aggiornamento periodico, sarà aggiornato a partire da autunno 2019 e sarà concluso/pubblicato nel 2020.

Perché l’aggiornamento di questo studio? Perché la partecipazione all’educazione degli adulti è uno dei benchmark europei del quadro strategico ET2020. In particolare, ci si attende per il 2020 di raggiungere il livello di partecipazione pari al 15% di adulti in percorsi di apprendimento.

L’infografica ci mostra che nel 2017 la media europea è salita, rispetto all’anno precedente, di appena lo 0.1% (in Italia è addirittura calata dello 0.2% passando dall’8.1 del 2016 al 7.9 del 2017).

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Questi sono dati tratti dall’Education and training monitor 2018 su dati del 2017. Si tratta del documento della Commissione europea che riporta i dati del monitoraggio sull’andamento dei benchmark fissati nell’ambito del quadro strategico ET2020.

Uno dei principali problemi legati alla ancora scarsa partecipazione all’educazione degli adulti, secondo il rapporto di Eurydice, sono per esempio politiche poco efficaci nella rimozione degli ostacoli alla partecipazione stessa ai percorsi di formazione: in primis gli impegni familiari, poi l’impossibilità di conciliare lo studio con i tempi di lavoro, mentre poca influenza ha l’assenza di requisiti che è un punto su cui le politiche nazionali sono intervenute più efficacemente.

Tutte le pubblicazioni della rete sono disponibili online sul sito Eurydice network e sul sito Eurydice Italia sono disponibili sia le pubblicazioni europee che nazionali.

Pubblicazioni - sito Eurydice Italia


Eurydice

La rete Eurydice è un organismo della Commissione europea che fornisce informazioni sull’organizzazione dei sistemi di istruzione e sulle politiche educative europee. La Rete ha sede centrale a Bruxelles ed è composta da 42 unità nazionali che si trovano in 38 paesi europei, partecipanti al programma Erasmus+ (BE, DE e UK hanno più unità nazionali). La Rete è stata istituita nel 1980 e dal 1995 è parte dei programmi europei di istruzione e formazione che si sono via via susseguiti, dal Programma Socrates, a LLP dal 2007 e dal Erasmus+ (Azione chiave 3: Sostegno per la riforma delle politiche).

L’Unità italiana di Eurydice è nata nel 1980 insieme alla Rete. Dal 1985 ha sede e opera presso Indire, in particolare nei locali dell’Agenzia nazionale Erasmus+ su incarico del MIUR.

Cosa fanno la Rete Eurydice e l’Unità italiana e come possiamo essere di supporto a chi opera e lavora nella scuola?

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Un servizio importante offerto dalla rete sono le descrizioni nazionali dei sistemi di istruzione e formazione che vengono aggiornate in modo continuo dalle singole unità nazionali. Le descrizioni sono redatte in inglese e, nella maggior parte dei paesi, anche nella lingua nazionale. L’unità centrale fornisce gli strumenti tecnici e redazionali per far sì che le descrizioni siano effettivamente comparabili, mentre le unità nazionali sono responsabili dei contenuti.

Altra attività fondamentale della rete sono i rapporti comparativi. Questi possono essere di due tipi:

  1. rapporti sintetici e dati aggiornati annualmente (per es. il calendario scolastico e accademico, gli orari di insegnamento, gli stipendi degli insegnanti e dei capi di istituto),
  2. studi comparativi su tematiche individuate dalla Commissione Europea e connesse alle politiche e strategie europee. Alcuni temi - ad esempio il personale dell’istruzione, l’educazione degli adulti, l’ECEC - sono ricorrenti e vengono periodicamente aggiornati, altri sono sono oggetto di studio una tantum.

Gli studi della rete sono disponibili in cartaceo in lingua inglese. Le versioni linguistiche nazionali sono disponibili in versione elettronica.

Oltre a svolgere le attività connesse al piano di lavoro della rete, l’Unità italiana di Eurydice cura e pubblica una propria collana ’I Quaderni di Eurydice Italia’. I contenuti della collana posso essere approfondimenti su temi di interesse nazionale, sempre concordati con il Miur, oppure la collana può accogliere la traduzione italiana degli studi della rete in modo da dare una veste cartacea a testi che altrimenti sarebbero disponibili solo in formato elettronico.

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Erika Bartolini, Unità italiana di Eurydice

http://eurydice.indire.it


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Erika Bartolini ha presentato i dati sull'educazione all'imprenditorialità oggetto di questo articolo al seminario EPALE "Sviluppare e valorizzare lo spirito di imprenditorialità", svoltosi a Milano dal 5 al 7 novembre. In particolare l'intervento ha illustrato i dati pubblicati nel rapporto della Rete Eurydice "Entrepreneurhip education at school in Europe" (2016), tradotto nella collana de I Quaderni di Eurydice Italia con il titolo "L'educazione all'imprenditorialità in Europa" (2017), e "Adult Education and Training in Europe" (2015).

Consulta le slide dell'intervento:

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