chevron-down chevron-left chevron-right chevron-up home circle comment double-caret-left double-caret-right like like2 twitter epale-arrow-up text-bubble cloud stop caret-down caret-up caret-left caret-right file-text

EPALE - Piattaforma elettronica per l'apprendimento degli adulti in Europa

Blog

Concorso DiMMi Storie Migranti, quando i racconti abbattono i confini

29/09/2020
di Daniela Ermini
Lingua: IT

Da anni EPALE Italia segue con passione e interesse le attività dell’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano con particolare riferimento al Premio Tutino che ogni anno per tre giorni nel mese di settembre anima il borgo aretino, crocevia al confine tra Umbria, Toscana ed Emilia Romagna.

Forse non tutti conoscono la figura di Saverio Tutino (1923-2011), giornalista e scrittore di origine milanese che nel 1984 ebbe l’idea di creare uno spazio culturale in cui raccogliere scritti diaristici e autobiografici degli italiani. Fonda così l’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano e dà vita ad un concorso per diari. Per questo oggi la città ospita un archivio pubblico, cartaceo e digitale, che raccoglie scritti autobiografici di gente comune in cui si riflettono, in varie forme, la vita di tutti e la storia d'Italia: diari, epistolari, memorie dell'esistenza personale. Ad oggi sono conservati oltre 8.000 testi. A Tutino oggi è dedicato anche il Piccolo museo del diario nato a Pieve nel 2013 e contenente testi autobiografici digitalizzati conservati nell'Archivio. 

Ma non finisce qui, perché all’Archivio è collegata anche un’altra bella realtà, la Libera Università dell’Autobiografia fondata da Tutino insieme a Duccio Demetrio sempre in terra aretina, ad Anghiari.

Chi ama la scrittura autobiografica dovrebbe davvero considerare almeno una volta nella vita di andare a Pieve Santo Stefano e viverla nei giorni del Premio. Noi di Epale Italia ne siamo fedeli frequentatori e quasi non ci credevamo quando, contro ogni previsione, abbiamo saputo che in questo difficile 2020 gli organizzatori con grande determinazione, fiducia e coraggio erano riusciti ad organizzare l’evento in presenza dal 18 al 20 settembre.

Dal 2012, ad arricchire il Premio Tutino, si affianca l’iniziativa DiMMi, acronimo di Diari Multimediali Migranti, di cui spesso abbiamo parlato nelle pagine di questa piattaforma. Partito come progetto promosso da un piccolo gruppo di realtà toscane, DiMMI nel giro di pochi anni è cresciuto fino a diventare un progetto di respiro nazionale. L’iniziativa intende sensibilizzare e coinvolgere i cittadini sui temi della pace, della memoria e del dialogo interculturale e ha due finalità specifiche: contrastare gli stereotipi sulla migrazione attraverso la testimonianza di chi l'ha vissuta in prima persona e riunire e custodire un patrimonio culturale che rischierebbe di andare perduto creando un fondo speciale dei diari di immigrati di prima e seconda generazione presso l’Archivio Diaristico Nazionale. Ad oggi, le storie raccolte sono quasi 400.

Dal 2018 è diventato un progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) con la denominazione DIMMI di Storie Migranti. Il suo obiettivo principale è costruire una nuova narrazione sui temi della migrazione, proprio dal punto di vista dei migranti che, attraverso la condivisione delle loro esperienze, restituiscono un racconto inedito di una società che si sta trasformando e contribuiscono alla creazione e promozione di un nuovo insieme di valori comuni. 

Nei giorni dedicati al Premio Tutino vengono presentati anche i vincitori dei diari migranti. Ma chi legge e seleziona queste storie?

DiMMi è un progetto di molti, un progetto collettivo dietro al quale vi sono commissioni di lettura e gruppi di ascolto sparsi nel paese che dopo mesi di attenta lettura propongono un numero finale di storie da sottoporre poi ad un Comitato scientifico. Con piacere nel corso del 2020 EPALE Italia è entrato a far parte di questo Comitato e ha dato, quindi, un piccolo contributo a individuare le storie cosiddette “vincitrici” ovvero quelle ritenute più urgenti e più importanti da valorizzare. DiMMi è quindi la dimostrazione concreta che c’è un’Italia che ascolta e "si prende cura di" e per questo esprime un nuovo noi che include anche loro.

Le storie vincitrici, da tre anni, confluiscono in una pubblicazione, edita da Terre di Mezzo, che sta andando a costituire una preziosa collana di storie migranti autobiografiche.

Il concorso e il volume hanno lo scopo di avvicinare il mondo delle migrazioni alla società civile per superare quel muro, quel confine tra le persone che vivono le esperienze migratorie e tutti coloro che non si trovano dentro contesti in cui la migrazione è così importante.

 Il confine tra noi è il terzo volume appena uscito della collana legata al concorso DiMMi. Venerdì 18, nella Piazza Plinio Pellegrini, è stato presentato da Massimiliano Bruni insieme agli autori Michele Colucci, storico, ricercatore del CNR e studioso delle dinamiche di migrazione, Sandro Triulzi storico, docente universitario ed esperto in culture africane e membro presidente dell’Archivio delle memorie migranti, e Patrizia Di Luca docente universitaria e direttrice del Museo dell’emigrante di San Marino.

Dentro al libro ci sono i sogni, i progetti, le esperienze, le piccole e grandi vicissitudini che ci parlano di lavoro, di famiglia, di aperture di orizzonte e di tante vicende drammatiche, inserite però dentro una realtà narrativa che le avvicina al vissuto anche di chi non vive un’esperienza migratoria e contribuisce a ricomporre questi mondi.

Il senso più profondo del volume è fare emergere un punto di vista sui temi e sulle esperienze migratorie che va necessariamente a collocarsi fuori delle narrazioni che oggi accompagnano il discorso pubblico su questo fenomeno. Nel progetto DiMMi, al centro della prospettiva stanno le persone: da una parte gli autori con le loro storie e la possibilità di esprimersi; dall’altra i lettori e il loro bisogno (forse persino il dovere) di ascoltare storie che nascono in un altrove spesso poco valorizzato e tenuto in considerazione, quello del paese di origine. Ecco che il confine tra noi non è più un muro e un ostacolo, ma il punto dell’incontro da cui inizia lo scambio. In questo volume non si trova l’analisi di un fenomeno studiato nei suoi aspetti economici o sociali, ma storie in grado di farci vedere non solo come sono “loro”, ma anche come siamo “noi”, che da società emigrante siamo passati ad essere società ricevente/accogliente. DiMMi rappresenta un tentativo di rompere quei muri, che oggi sono anche fisici, senza negare le diversità. Tanti racconti diversissimi ci fanno comprendere non soltanto la natura multiforme e variegata del fenomeno migratorio, ma anche che domani, chi vorrà ricostruire la storia del nostro tempo lo dovrà fare confrontandosi con le vicende che hanno vissuto i migranti in questi anni, decisive per la loro vita e al tempo stesso anche per il futuro del nostro Paese. 

Vi lasciamo con la registrazione della presentazione del volume e della premiazione dei finalisti. 

Il confine fra noi - Storie migranti 

DiMMi di Storie migranti

Un grazie di cuore a Natalia Cangi, direttrice organizzativa della Fondazione Archivio Diaristico e anima del Premio Tutino, per averci consentito di essere parte attiva di questa meravigliosa esperienza e a Massimiliano Bruni per l'enorme lavoro di assistenza  e coordinamento.

Share on Facebook Share on Twitter Epale SoundCloud Share on LinkedIn Share on email