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EPALE

Piattaforma elettronica per l'apprendimento degli adulti in Europa

 
 

Blog

ULTIM’ORA: L'APPRENDIMENTO IN ETÀ ADULTA FA BENE ALLA SALUTE E AL BENESSERE

24/11/2017
by NSS UK
Lingua: IT
Document available also in: EN FR DE PL ES

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Setting the Agenda: Health


Non si può dire che sia una novità, giusto? Le prove sono emerse già da diverso tempo. Anzi, vari governi che si sono succeduti nel Regno Unito hanno destinato risorse allo studio dei fattori che favoriscono la salute degli adulti e la loro capacità di prendersi cura della propria salute e di quella delle loro famiglie. La Marmot Review (2010) ha esaminato i determinanti sociali della salute, uno dei quali è l’istruzione. Il multimilionario What Works Well-Being Centre (dal 2014 a oggi) ha il compito di utilizzare prove per “produrre linee guida pratiche utilizzabili dal governo, dalle aziende e dalla collettività per il miglioramento del benessere nel Regno Unito”. Il progetto pilota “Community Learning Mental Health” (2014-17) sta testando se brevi corsi di formazione part-time per la collettività aiutino le persone a sviluppare strategie per tenere sotto controllo disturbi mentali lievi o moderati.

È soltanto uno dei numerosi studi che cercano di illustrare l’indubbia correlazione fra il livello di istruzione (o la partecipazione all'apprendimento) e la probabilità di essere più sani.

Così sostiene il “Third Global Report on Adult Education and Learning”, pubblicato dall’Institute for Lifelong Learning dell’UNESCO. Ma c’è di più, la nostra salute è in gran parte determinata a livello sociale. Il 60% dei risultati sanitari è imputabile a fattori socio-economici e al nostro ambiente fisico. Se la maggior parte dei risultati sanitari è determinata a livello sociale, garantire una buona salute diventa quindi una problematica multidisciplinare e non un dominio esclusivo dei professionisti del settore sanitario.

Quindi, quali sono le maggiori sfide di carattere sanitario che dobbiamo attualmente affrontare nel Regno Unito?

Innanzitutto, siamo una popolazione che invecchia. Poiché viviamo più a lungo, la probabilità di essere colpiti da patologie complesse a lungo termine è maggiore. Inoltre, il costo sanitario delle terapie per gli adulti aumenta man mano che si invecchia.

In secondo luogo, il nostro attuale stile di vita ha effetti dannosi per la salute. Fattori legati allo stile di vita, quali il fumo, l’alcool, la mancanza di esercizio fisico e una cattiva alimentazione sono tutte cause di problemi sanitari a lungo termine. Data l’attuale incidenza dell’obesità infantile, il problema è destinato a durare.

In terzo luogo, si stima che un adulto britannico su quattro soffrirà di un disturbo di salute mentale diagnosticabile quest’anno. Spesso la salute mentale è collegata al concetto di benessere: contano anche la fiducia, l’ottimismo per il futuro, la sensazione di avere la propria vita sotto controllo e le relazioni in grado di offrire appoggio, e non solo la semplice assenza di malattie e sintomi.

Inoltre, fra i vari Paesi europei, così come all’interno di uno stesso Paese o persino di una stessa città, esistono disuguaglianze sul piano sanitario. L’aspettativa di vita maschile può oscillare addirittura di 14 anni a seconda della zona di Glasgow in cui si vive: due realtà completamente diverse collegate dalla stessa linea dell’autobus! Tuttavia, il problema non è soltanto il divario fra i più ricchi e i più poveri. Esiste infatti un “gradiente della salute” che interessa tutti, a prescindere dal reddito. Uno dei fattori che consentono di prevedere dove ci posizioniamo sul “gradiente della salute” è il livello di istruzione, e in particolare il numero di anni trascorsi nell’istruzione obbligatoria.  

In che modo, dunque, l'apprendimento per gli adulti fa bene alla salute? Dalle prove emergono cinque tematiche:

  1. Risolvere le diseguaglianze come causa di cattive condizioni di salute: Se l’istruzione iniziale consente di fare previsioni sullo stato di salute futuro, occorre chiedersi: che cosa succede a chi non è riuscito a istruirsi da giovane, in questo Paese o all’estero?  La formazione in età adulta ovviamente può contribuire a ovviare alle diseguaglianze che si sono determinate in precedenza.

  2. Migliorare i comportamenti e gli atteggiamenti nei confronti della salute: Questi programmi di sanità pubblica (come ad esempio la campagna “5-a-Day” per un maggiore consumo di frutta e verdura) dipendono da un insieme di informazioni pubbliche e apprendimento informale. L’impatto di tali iniziative dipende dal livello di istruzione dei gruppi target. È più probabile che le iniziative specifiche abbiano successo se appoggiate o integrate in programmi generali di istruzione per gli adulti. L’importante non è tanto la materia, ma il fatto stesso che si stia apprendendo.  L'apprendimento conduce infatti a una maggiore fiducia e autoefficacia, che si traduce in una maggiore capacità di prendersi cura della propria salute.

  3. Aumentare l’aspettativa di vita e l’aspettativa di vita senza disabilità: Poiché il ricorso degli adulti al sistema sanitario aumenta di pari passo con l’età, limitare l’impatto di malattie e disabilità rappresenta una misura fondamentale. Come evidenziato da vari studi pubblicati, l'apprendimento in età adulta svolge un ruolo chiave nel prolungamento della vita autonoma degli anziani e nel ritardare l'insorgere di forme di demenza.

  4. Ridurre l’incidenza delle malattie dovute allo stile di vita: A livello globale, le malattie dovute allo stile di vita sono responsabili del 63% dei decessi, secondo il rapporto GRALE III. L’Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce che il 25% dei decessi sono correlati alla vita in un ambiente insalubre. L'apprendimento in età adulta fornisce alle persone anche gli strumenti per influenzare il proprio ambiente e, come scritto nel rapporto GRALE III, “renderlo più sano”.

  5. Favorire la salute mentale e promuovere un maggiore benessere: Esistono numerosi studi britannici che dimostrano i vantaggi dell'apprendimento in età adulta per la salute mentale e il benessere generale. I risultati erano talmente indiscutibili che, nel 2015, il governo britannico ha commissionato un progetto che analizzasse l’impatto sulla salute mentale della partecipazione all'apprendimento in età adulta da parte di persone affette da disturbi mentali da lievi a moderati. Nell’ambito di 62 progetti pilota in tutta l’Inghilterra, i partecipanti a una serie di opportunità di apprendimento presso la collettività saranno invitati a compilare questionari clinici standardizzati. I risultati sono attesi per novembre 2017.

La ricerca indica che le cinque tematiche sopramenzionate potrebbero portare a un sistema sanitario più efficiente. La partecipazione all'apprendimento in età adulta comporta meno visite dal medico di base, nonché decisioni migliori in relazione alla nostra salute e una maggiore capacità di seguire le istruzioni impartite dai medici specialistici. Sebbene livelli più elevati di istruzione determinino un’aspettativa di vita maggiore, aumenta la probabilità che tali anni in più siano privi di disabilità.

Ma che cosa significa tutto ciò per lo sviluppo dell'apprendimento in età adulta nel Regno Unito? Abbiamo riscontrato un notevole interesse da parte delle amministrazioni in Galles, Irlanda del Nord e Scozia nei confronti dei determinanti sociali della salute. In Inghilterra, l’aumento del decentramento a favore delle città-regione ha reso nuovamente possibili finanziamenti trasversali, che superano le ripartizioni tradizionali. Il governo centrale spesso fatica ad adottare questo tipo di approccio. Al contempo, il ricorso alle attività sociali a scopo terapeutico è sempre più diffuso e accettato. Il ruolo dell'apprendimento generico in età adulta, affiancato a campagne mirate di sensibilizzazione sulla salute pubblica, viene sempre più riconosciuto a livello di collettività.

La mia impressione è che i decisori e i professionisti debbano fare di più. Se l'apprendimento in età adulta contribuisce in modo così determinante alla salute e al benessere, che cosa devono fare gli organi decisionali in materia di salute, istruzione e servizi locali?  Che cosa devono fare i soggetti erogatori di apprendimento in età adulta e i responsabili della sanità per unire le forze e offrire servizi congiunti all’insegna dell’efficienza?

Che cosa viene fatto nella vostra zona a supporto di tale agenda?

Commentate qui di seguito, oppure iscrivetevi e inviate i vostri studi di casi nelle apposite community di pratica, denominate‘A UK Lifelong Learning Strategy’.

Questo articolo è una traduzione dall'inglese

Mark Ravenhall

Senior Research Fellow

Learning and Work Institute

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EAAL Partner Logos

 

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  • Ritratto di Maria Idźkowska
    W bardzo interesującym tekście, dotyczącym artykułu "UCZENIE SIĘ DOROSŁYCH MA POZYTYWNY WPŁYW NA ZDROWIE I SAMOPOCZUCIE", pojawia się pytanie, jakie korzyści dla naszego zdrowia ma uczenie się dorosłych. Korzyści te zostały tamże wymienione. Myślę, że w Polsce jest to także realne i możliwe do osiągnięcia, jednakże przy większym zaangażowaniu i wnikliwej analizie pod kątem zdrowia swoich mieszkańców przez samorządy terytorialne. Powinny one prowadzić działania nie tylko dotyczące zdrowia - poprawy jego stanu, ale przede wszystkim skupienia się na profilaktyce zdrowotnej, która powinna pełnić funkcję  nie tylko komponentu strategii rozwoju samorządu, ale przede wszystkim powinna być aktywnie realizowana, jako przemyślana wizja dla społeczeństwa zarówno - dla juniorów jak i dla seniorów. Wielka Brytania ma taką wizję, a samorządy w Polsce kończą często swoje propozycje na słowach i nie realizowanych obietnicach. Wynika to często z braku zrozumienia czym tak na prawdę jest profilaktyka prozdrowotna.
    Pozdrawiam
    Maria Idźkowska - Ambasadorka EPALE
  • Ritratto di Gunita Delijeva
          Šajā vasarā mana mamma, kurai jau rit 80. -tais gads,uzdāvināja man grāmatu "Ass prāts visu mūžu", 2011, The Reader's Digest Association, Inc., izdevums latviešu valodā 2015, SIA "Liegra". "Meitiņ", viņa teica, "šajā grāmatā ir vērtīgi padomi, kā saglabāt smadzenes lieliskā formā un aizsargāt sevi no prāta spēju pasliktināšanās."  Gribu piebilst, ka mana mamma, neskatoties uz savu cienījamo vecumu, apmeklē angļu valodas kursus, lai papildinātu un pilnveidotu savas valodas zināšanas, regulāri šķetina krustvārdu mīklas, apmeklē bibliotēku un lasa dažāda satura grāmatas, labos laika apstākļos nūjo un brauc ar velosipēdu,protams, palīdz arī mazbērniem krievu un latviešu valodas mājas darbu izpildē.
            Nu, lūk. Lasot rakstu, vairākas atziņas šķita dzirdētas. Atvēru grāmatu, jā! "2008.gada veiktā pētījuma pārskatā, ko pasūtīja Apvienotās Karalistes valdības projektam "Garīgais kapitāls un labklājība", atklāts, ka kognitīvais treniņš dzīves brieduma gados var uzlabot atmiņu, spriestspējas un informācijas apstrādes ātrumu.Turklāt šādi ieguvumi var būt ilgstoši."(13.lpp.) Savukārt 110.lpp.pieminēts Aberdīnas un Edinburgas universitāšu zinātnieku aprakstītais pētījums ar vienu un to pašu cilvēku smadzeņu darbību izpēti 11 gadu vecumā un 79 gadu vecumā, kas pierādījis, ka intelektuālie izaicinājumi dzīves laikā, kā izglītība un nodarbošanās, uzkrāj smadzeņu rezerves un ļauj saglabāt kognitīvās funkcijas vecumdienās.
              Velkot paralēles starp grāmatas saturu, raksta izklāstu un savas sirmās mātes ikdienas dzīves ritmu, aizdomājos, patiesi, cik gan mērķtiecīgi cilvēkiem tiek atklāta saistība starp izglītību un dzīves kvalitāti, tajā skaitā veselību?...ikdienas vērojumi liecina, ka būtu nepieciešams izstrādāt un ieviest noteiktus darbības soļus, kas cilvēku motivētu mācīties visu mūžu... 

  • Ritratto di Maria Jedlińska
    Ten tekst jest dowodem na to, jak ważne są polityki i długofalowe strategie dotyczące organizacji i planowania działań edukacyjnych. Pierwszy przykład z brzegu: Wielka Brytania, w której jest dwa razy mniej bibliotek publicznych niż w Polsce, za to aż cztery razy więcej (!) osób dorosłych pobierających w nich naukę w trybie edukacji pozaformalnej (Public Libraries 2020). Ważny jest pomysł na działanie i konsekwencja przy jego realizacji.
  • Ritratto di Ewa Nowak-Koprowicz
    W ramach komentarzy pod artykułem Pani Renata Wrona poruszyła ważny wątek kampanii informacyjnych skierowanych do ogółu społeczeństwa. A jakie znacie Państwo kampanie informacyjne krajowe/wojewódzkie skierowane do seniorów? Czy to tylko moje wrażenie, że większość z nich koncentruje się na kwestiach bezpieczeństwa? Bezpieczeństwo, to bardzo ważny aspekt, ale niejedyny, który warto poruszać. I może również warto mocniej pochylić się nad doborem tematyki kampanii informacyjnych adresowanych do seniorów...
  • Ritratto di Renata Wrona
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    Specjalista w zakresie geriatrii prof. Shlomo Noy dowodzi, że nasz mózg potrafi się uczyć przez całe życie i proces tworzenia się nowych neuronów zachodzi przez cały czas. Wystarczy dostarczać mu nowych wyzwań bez względu na wiek i jest świetna metoda prewencyjną przed demencją. Skoro do umiejętności ciągłego uczenia się dodamy jeszcze czynnik lepszego zdrowia aktywnych seniorów, warto pomyśleć o ogólnopolskich kampaniach informacyjnych, które pokonają stereotyp, że osoby starsze niczego już się nie nauczą i powinny zostawać w domach. Śród wielu akcji różnych fundacji, warto zainteresować się tym ważnym tematem, zwłaszcza teraz gdy nasze społeczeństwo tak szybko się starzeje?

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    Renata Wrona - Trenerka rozwoju osobistego i Trenerka biznesu, Akredytowana Coach ICF, PR managerka, właścicielka Firmy Prime Image,  Autorka książki z zakresu sukcesu, rozwoju i relacji w życiu kobiety „Szczęśliwa kobieta – rozwój, kariera, miłość” oraz wielu artykułów z zakresu budowania marki, savoir vivre w biznesie, wystąpień publicznych, komunikacji interpersonalnej
    i motywacji. Ambasadorka EPALE.

  • Ritratto di Daria Sowińska-Milewska
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    Wszyscy wiemy, że uczenie to samo dobro, ważne, potrzebne, ba! Zdrowe! A tymczasem według najnowszego Monitora Edukacji i Kształcenia – udział dorosłych w kształceniu ustawicznym w Polsce to 3,7% w 2016 (spadek z 4,3 % w 2013). W Europie średni wskaźnik wynosi 10,8 %

    Czy dorośli w Polsce się nie uczą? Tu mój apel do badaczy i zarządzających środkami publicznymi – może warto sprawdzić jak jest naprawdę? Czy opanował nas syndrom św. Mateusza? Czy, poza wybranymi grupami ekspertów, po prostu osoby nie mają chęci do czytania, uczenia się w doświadczeniu czy poprzez instruktaże, czy choćby od siebie nawzajem?

    A jeśli faktycznie jest tak źle, to potrzebujemy pilnie działań i rozwiązań systemowych!

    Link do wspomnianego dokumentu: 

    /pl/resource-centre/content/monitor-edukacji-i-ksztalcenia-2017-polska

  • Ritratto di Maria Idźkowska
    Witam serdecznie - Pani głos mnie poruszył, bowiem znam te liczby i zastanawiam się czy badania przeprowadzane są we właściwy sposób. W moim otoczeniu zawodowym, jak i choćby w mniejszej społeczności lokalnej, w której mieszkam, obserwuję jak duży jest trend do doskonalenia własnych umiejętności, a także rozwijania własnych zainteresowań. Wiele osób uczęszcza na kursy, dodatkowe zajęcia rozwijające (liczna grupa seniorów). W pracy natomiast organizuje się dużo szkoleń dla licznej grupy osób czynnych zawodowo. Z tego co wiem na terenie Polski jest podobnie. Czy nie należy więc tej liczby zweryfikować? Serdecznie pozdrawiam
    Maria Idźkowska
  • Ritratto di Jolanta WOLAGIEWICZ

    Wpływ aktywności, w tym intelektualnej a szczególnie uczestnictwo w procesach edukacyjnych, na stan zdrowia  jest niewątpliwy w każdym wieku. Szczególnie ważne jest to dla osób starszych, dla których dobre samopoczucie i sprawność są gwarantem "lepszego" życia.

    Polecam materiał zamieszczony na EPALE, dotyczący odnośnych bada przeprowadzonych w Białymstoku.

    /pl/resource-centre/content/illness-acceptance-pain-perception-and-expectations-physicians-elderly 

  • Ritratto di Filomena Montella
    Concordo pienamente con quanto dichiarato. Lo possono confermare anche i miei alunni di percorsi di istruzione degli adulti di II livello. L'apprendimento ha migliorato notevolmente il loro "modus vivendi" in termini di salute e benessere. Ad maiora