chevron-down chevron-left chevron-right chevron-up home circle comment double-caret-left double-caret-right like like2 twitter epale-arrow-up text-bubble cloud stop caret-down caret-up caret-left caret-right file-text

EPALE

Piattaforma elettronica per l'apprendimento degli adulti in Europa

 
 

Blog

Avventura di latta, dal metallo povero alle competenze "morbide" nel segno dell'arte

15/07/2019
by Alessandra Cecc...
Lingua: IT

Articolo di Marco Cecere

Parlare dell’esperienza di “Avventura di latta”, laboratorio artigianale con metalli poveri dell’associazione Samb & Diop, non è una cosa sempre facile perché si rischia di cadere nel luogo comune dell’assistenzialismo, delle opere di carità ed è invece un’altra cosa. L’associazione si dedica ai migranti sperando nella loro inclusione sociale e lavorativa nel nostro paese sia attraverso l’insegnamento della lingua italiana sia attraverso i laboratori artigianali. Il laboratorio con i metalli ha da subito avuto una connotazione artistica perché è stato aiutato a nascere con l’aiuto di un grande artista come Riccardo Dalisi. Volendo parlare di soft skills o competenze morbide o trasversali, io ho sperimentato che Il laboratorio con i metalli è diventato dopo i primi tempi una realtà di per sé inclusiva, dove i ragazzi si sentono a loro agio e non si sentono emarginati, come succede in altri ambiti lavorativi in cui qualcuno di loro si è cimentato (lavori in edilizia, in agricoltura etc). Questo perché nel laboratorio c’è grande riconoscimento dell’altro e delle sue proposte di una soluzione tecnica per risolvere un problema che si presenta nel corso della realizzazione di un manufatto. Inoltre noi responsabili del laboratorio non perdiamo mai di vista il ruolo educativo dell’arte, anche se gli studenti vivono in un contesto di elevato disagio sociale, aggravato dalla situazione politica di questi ultimi mesi. Può sembrare un paradosso, ma proprio in questo contesto la sfida più bella non è tanto quella di riuscire a trasmettere gli elementi tecnici per l’apprendimento di un mestiere che i ragazzi conoscono a stento (l’artigianato con i metalli) quanto quella di offrire occasioni per riempire la nostra giornata, (la mia) io con loro, di ipotesi d’arte e di ipotesi di sogno. E questa della creatività artistica è un’altra delle competenze morbide o trasversali che in alcuni casi riusciamo a trasmettere. Ed io aggiungerei che in realtà i sogni sono bisogni. Il sogno è l’impossibile, l’incredibile e l’intangibile.

/it/file/avventuralatta2-800jpgavventura_latta2-800.jpg


L’arte dà la possibilità di vedere oltre, di uscire da un museo per cominciare a vedere il nostro museo e aiutarci alla ricerca interiore là dove è ineludibile raccontarci le nostre storie e approfondire i nostri rapporti. Quindi vedere oltre, andare con l’arte e con l’immaginazione in un mondo altro può diventare, non una vuota fantasticheria della mente, ma l’ingresso nella nostra dimensione più intima e diventare un ponte di grande comunicazione sociale e di avvicinamento. Il segreto per trasmettere queste soft skills sta nell’accompagnare con grande rispetto i ragazzi in questo viaggio, tenendo conto del loro background, delle loro storie e della loro cultura di origine, spesso impregnata di elementi ancestrali ma vivi come il rispetto dei ritmi naturali e il rispetto di figure fondamentali quali l’anziano del villaggio, il guaritore, etc. In definitiva, la bellezza di creare un oggetto sta anche nel suo percorso di realizzazione non solo quindi per condividere il tempo, ma lavoro come strumento per raccontare sogni che prendono forma attraverso il fare artistico, attraverso la manipolazione di materiali che dà la possibilità di stimolare la propria creatività. Plasmando la materia si educa lo sguardo alla bellezza, alla responsabilità, alla cura ed è un approccio valido anche per la conoscenza della cultura della città in cui si vive. Spesso infatti gli oggetti raccontano la città di Napoli.

/it/file/avventuralatta-800jpgavventura_latta-800.jpg

Quindi fare arte come approfondimento culturale, ricerca di un linguaggio di comunicazione. Il fare artistico come educazione alla responsabilità e (avvicinarsi) a immaginare il proprio futuro. Vorrei precisare che lavorare con le mani stimola sempre la creatività perché davanti a una difficoltà bisogna trovare sempre nuove soluzioni. In tal modo ci si ritrova alla fine con delle nuove capacità e ciò serve per acquisire rinnovata dignità, riconoscendosi negli oggetti realizzati e ritrovando una propria dimensione di attività e creatività in un contesto sociale che tende a far perdere ai ragazzi la loro identità e in cui è sempre più difficile ritrovare la propria dimensione. In generale l’arte dovrebbe sempre occuparsi proprio del “sovrumano” e non parlare esclusivamente di problemi come mercato, autori, questioni organizzative e così via, ma occuparsi di anime. Forse l’arte ti permettere proprio di andare ancora più in fondo a trattare cioè la dimensione dell’essenza, dell’essere dell’uomo. Non il ricco, non il povero, l’uomo o la donna, ma l’essere. Ed il tema dell’essere merita cura, attenzione e tensione.

Marco Cecere

Direttore artistico "Avventura di latta"

avventuradilatta.it


"Avventura di latta" è stato presentato tra le buone pratiche del seminario Epale sullo sviluppo delle soft skills nell'educazione degli adulti (Napoli, 18 giugno 2019)

Share on Facebook Share on Twitter Epale SoundCloud Share on LinkedIn