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Apprendimento radicale – immaginare gli spazi collaborativi del futuro come luoghi d’apprendimento continuo

In questo articolo si descrive un nuovo ambiente di apprendimento e di rafforzamento delle competenze, radicato nell’innovazione sociale e che cerca di creare un valore condiviso. Questo ambiente è stato battezzato: “radical learning”: “apprendimento radicale” in italiano.

Impact Hub Firenze, spazio di lavoro collaborativo italiano, serve da terreno di sperimentazione.

Articolo di Laura Martelloni, Versione italiana a cura di  EPALE Italia

In questo articolo si descrive un nuovo ambiente di apprendimento e di rafforzamento delle competenze, radicato nell’innovazione sociale e che cerca di creare un valore condiviso. Questo ambiente è stato battezzato: “radical learning”: “apprendimento radicale” in italiano.

Come dovranno essere l’istruzione e la formazione nel 21esimo secolo? Quali supporti collettivi destinati all’autonomia dell’apprendimento saremo in grado di creare?

La questione sta nel connettere gli apprendimenti non intenzionali con la formazione formale, non formale e informale per costruire una continuità tra le riflessioni e le azioni. Si tratta di riconoscere la pluralità della condizione umana come primordiale nella realizzazione del sé. L’apprendimento radicale consiste, innanzitutto, nel riconoscere la vita e le esperienze di vita come i più potenti motori d’apprendimento.

L’apprendimento radicale è allo stesso tempo un modello, un’infrastruttura e un approccio.

In quanto modello offre la possibilità di organizzare una pletora di attività d’apprendimento in una cornice unica, basata su delle dinamiche di decentralizzazione e disintermediazione. La collaborazione tra pari e la gestione orizzontale permettono di creare dei percorsi di formazione più flessibili, modulari. Questo modello può essere d’ispirazione per gli spazi collaborativi di tutto il mondo, può mostrare come gli spazi di co-working possono trasformarsi in piattaforme di apprendimento per i loro membri e il loro pubblico. Inoltre, può offrire alle scuole e alle università un luogo di applicazione concreto degli insegnamenti teorici, un luogo per l’esercizio delle nuove competenze e della cittadinanza. Può essere anche di aiuto alle imprese e ad altre organizzazioni per la ricerca di soluzioni innovative, grazie all’immersione in un ambiente aperto e dinamico che incorpora la co-creazione e l’innovazione collettiva come tratti salienti di un percorso di apprendimento.

In quanto infrastruttura il “luogo terzo” fornisce allo stesso tempo dei componenti “soft” e ”hard” per arricchire l’ambiente di apprendimento, e permettere ai nuovi arrivati – sia che si tratti di individui, di imprese o di altre organizzazioni – di raggiungerlo in qualunque momento. Essi contribuiscono a aggiungere valore e a dare importanza a questa infrastruttura.

Possono farlo apportando nuove conoscenze, saper fare e capacità, ponendo nuove domande, partecipando congiuntamente alla ricerca collettiva, all’esplorazione e alla co-creazione. Si tratta di promuovere dei metodi di formazione che incorporano la cornice della vita reale e la sperimentazione come banco di prova per lo sviluppo di nuove conoscenze e competenze. Questa visione si fonda sul concetto di comunità di pratica (CdP), per sfruttare l’intelligenza collettiva e collaborativa e orientarla verso il cambiamento sociale.

Infine, questo concetto si radica nella metodologia chiamata “Art of hosting” per facilitare non solo la condivisione delle conoscenze e dell’esperienze in seno alla comunità degli apprendenti, ma anche per portare avanti dei processi di riconoscimento e di validazione degli apprendimenti tra pari.

L’apprendimento radicale è profondamente radicato nelle pratiche di Impact Hub Firenze. In quanto comunità di più di 150 professionisti che condividono quotidianamente degli spazi di lavoro, interessi e progetti, Impact Hub Firenze raggruppa una vasta gamma di conoscenze e competenze. Queste ultime possono essere scambiate da un membro all’altro grazie al mentoring tra pari e alle pratiche di scambio informali, nelle dinamiche di auto-organizzazione e di auto-regolazione. La collaborazione costituisce il principale ingrediente della nostra comunità, in un ambiente che favorisce la crescita personale e professionale, la creazione di reti professionali e la riuscita collettiva.

L’apprendimento radicale cerca di captare questa ricchezza e di renderla visibile e accessibile ai membri e alle persone esterne. Rimette in discussione le nostre certezze, così come le pratiche e gli strumenti, spostando la collaborazione tra pari verso il campo della ricerca collettiva e della esplorazione delle differenti modalità d’apprendimento. 

L’apprendimento radicale si fonda su 5 anni di sperimentazione condotti all’Impact Hub Firenze con il sostegno della sua comunità di coworkers. Questo ci ha dato l’occasione unica di osservare come le relazioni tra pari si creino in un ambiente di lavoro condiviso e come esse possano evolvere in modelli di collaborazione. Questa esperienza ci ha dato l’opportunità di esplorare come Impact Hub Firenze può aiutare a favorire nuove conoscenze, competenze e comportamenti pro-sociali all’interno della sua comunità. Inoltre, gli anni passati nella ricerca, nel dibattito, nelle esperienze pratiche di formazione e nell’animazione della discussione attorno all’economia collaborativa, ai modelli di piattaforma, alle comunità di pratica e all’innovazione sociale, hanno dato corpo e legittimità a ciò che poteva essere colto come spunti o intuizioni. 

Più precisamente, l’apprendimento radicale ha beneficiato di circa due anni di “incubazione” principalmente consacrata alla ricerca e alla ricerca di utenti, di decine di laboratori di co-design, conversazioni informali e indagini aperte, così come migliaia di letture di libri e di articoli fondamentalmente trovati per caso e scambiati.

Tuttavia l’apprendimento radicale è un processo continuo, che resta aperto alle proposte, migliorie, evoluzioni e critiche.

Laura Martelloni

Impact Hub Firenze, Lama Development and Cooperation Agency


Laura Martelloni è responsabile della gestione del progetto presso LAMA dal 2015, nel quale si è occupata principalmente della progettazione di interventi di ricerca e innovazione sulle questioni connesse all’innovazione sociale, all’economia collaborativa, agli ecosistemi innovativi e ai sistemi complessi. Lavora nel campo del design europeo dal 2007 e si è occupata delle funzioni di gestione di progetto per diversi organismi pubblici e privati, in particolare di gruppi di cooperative, di università e di ONG. Nel corso degli ultimi anni si è concentrata sulla realizzazione di ambienti di apprendimento e di rafforzamento di capacità ispirati dal pensiero sistemico e dalle comunità di pratica (CdP), in collaborazione con delle università, delle imprese e delle comunità che lavorano per l’innovazione, in Europa e in altri paesi. Dal 2013 è cofondatrice e membro del consiglio d’amministrazione d’Impact Hub Firenze, uno spazio di innovazione sociale e di lavoro collaborativo facente parte di Impact Hub.

Note: questo documento è un estratto di un « vision paper » realizzato in inglese  alla fine del 2018, che può essere consultato qui:

Radical Learning  - vision paper

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