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Apprendimento adulto durante il covid-19

18/01/2021
di VITTORIA GALLINA
Lingua: IT

Lo scorso 24 luglio l'OCSE ha pubblicato un'analisi sull'apprendimento digitale degli adulti basata sull'analisi delle politiche educative attuate dai diversi Paesi nel corso della pandemia, dal titolo The potential of online learning for adults: Early lessons from the COVID-19 crisis ("Il potenziale dell’online learning per gli adulti: le prime lezioni che vengono dalla crisi del covid-19", OECD-OCDE – luglio 2020) (disponibile online).


Il testo descrive, a partire dalla metà di marzo, i processi attivati e mette a fuoco alcuni messaggi chiave, utili anche al di là della emergenza. La riflessione prende in esame quello che è accaduto in varie realtà e, poiché non è ancora tempo di fare bilanci o valutazioni, procede attraverso flash, piccoli frammenti ‘aneddotici’, che permettono di cogliere l’evidenza dell’aumento considerevole dell’apprendimento realizzato on line. Due esempi: in Belgio i partecipanti a corsi di formazione on line del Servizio Pubblico per l’Impiego (VDAB) aumentano di quattro volte rispetto all’anno precedente; in Canada, Francia, Italia, UK e Usa i termini 'online learning', 'e-learning', 'Online Massive Open Courses (MOOCs)' diventano sempre più usuali insieme alle regole, imposte dal lockdown (più del doppio). L’online learning ha mostrato potenzialità, tuttavia molti sono i problemi presenti in questa modalità: scarsità dell’attrezzatura tecnologica disponibile, collegamenti internet poco efficienti, impreparazione di docenti abituati a lavorare in classe e, soprattutto, modalità scarsamente inclusiva di questo tipo di didattica.

Le tre questioni, che vengono affrontate, toccano problemi emersi e soluzioni praticate:

  1. in quale misura l’apprendimento on line può aumentare la partecipazione della popolazione adulta alla formazione;
  2. il ruolo dei Servizi pubblici per l’impiego, Public Employment Services (PES) nel fornire servizi a chi cerca lavoro e /o formazione via internet;
  3. l’importanza del supporto dei Governi, come elemento cruciale per il consolidamento e la diffusione della formazione on line.

 

Aumento della partecipazione

Secondo gli ultimi dati disponibili [1] il 40% di persone che partecipano al life long learning per il lavoro sono molto qualificate e competenti, contro il 20% di chi ha titoli di studio poco elevati e modeste posizioni lavorative. Chi non partecipa, ma vorrebbe partecipare alla formazione (circa il 20% degli intervistati) indica questi ostacoli: mancanza di tempo e distanza dal luogo di vita o di lavoro (30% ), questioni economiche, mancato supporto del datore di lavoro (8%), assenza di prerequisiti (meno del 5%).

 

Figura 1. Ostacoli alla partecipazione all'apprendimento degli adulti
Motivi della mancata partecipazione all'apprendimento degli adulti (percentuale di adulti che desideravano partecipare ma non lo hanno fatto)

 

L’apprendimento on line favorirebbe la conciliazione dei tempi di lavoro, gli spostamenti e gli impegni familiari; la flessibilità dei corsi e il costo contenuto potrebbero sostenere la qualificazione e la mobilità dei lavoratori[2].

Resta sempre il problema cruciale della inclusività si potrebbe pensare che modalità on line siano più adatte a chi vive in ambienti rurali o è disabile, ma questa ipotesi è smentita dalle differenze di fruizione determinate dal possesso di competenze generali, non solo digitali. La chiusura di scuole e università ha colpito adulti rientrati in percorsi formali e non formali (abbandoni precoci della scuola, aspirazione a conseguire un titolo universitario o apprendere nuove modalità di lavoro). La formazione professionale basata sul lavoro diretto (work placement) è stata molto limitata e spesso interrotta. Vengono tuttavia citati alcuni esempi in positivo. Paesi che già avevano programmi misti (formazione fuori e sul lavoro) hanno continuato la formazione fuori dal lavoro e rimandato a dopo quella sul lavoro (raccomandazione della Australian Skills Quality Authority, provvedimenti in UK e Spagna relativi agli apprendisti). In Italia, l’Italymobility (iniziativa del Centro Studi Cultura Sviluppo, organizzazione non profit nel settore TVET) ha offerto periodi di frequenza virtuale (modalità praticabile per le tecnologie digitali – web designer, social media marketer, software developer – e anche per lavori più tradizionali quali bookkeeper, interior designer, mechanical manufacture designer). In Brasile, il SENAI (National Service for Industrial Training), sostenuto dalla confederazione dell’industria, ha adottato modalità virtuali, mandando per posta strumenti perché la pratica potesse continuare. In Svizzera, alcuni apprendisti hanno continuato la formazione on line, previa modifica del contratto di apprendistato.

 

I Servizi pubblici per l’impiego

Questi servizi hanno continuato a fornire servizi a chi cerca lavoro e formazione via internet, ma in genere hanno sospeso la formazione in presenza. Estonia, Olanda, Austria, Danimarca, Belgio e altri utilizzano alcune soluzioni di formazione on line già sperimentate e in uso a costi molto contenuti. La Danimarca, previo intervento legislativo, consente alle municipalità di offrire formazione on line; la Francia, tramite l’Emploi Store, fornisce più di 150 nuovi corsi; la Svezia ha dato ai PES e ad altri soggetti fondi extra per rinforzare l’apprendimento on line e interventi educativi via internet; in Estonia i PES collaborano con agenzie private per ri-qualificare a nuovi lavori persone in cerca di occupazione; negli USA il programma Rapid Skill (collaborazione tra centri per l’impiego, accademia e imprenditori che hanno bisogno urgente di lavoratori competenti) traghetta lavoratori inoccupati verso posizioni disponibili. Alcuni di questi programmi rivolgono moduli mirati ad adulti low skilled, che hanno poche risorse da investire nella formazione.

Altre modalità di intervento pubblico, rivolte ad adulti di gruppi svantaggiati (inattivi, soggetti con background di immigrazione ecc.), offrono corsi di Basic Skills come lingua, literacy, numeracy, ma non corsi di formazione spendibile per il lavoro. Tra queste esperienze si citano i centri provinciali italiani per l’istruzione degli adulti (CPIA), che continuano a funzionare in videoconferenza, così come la Fondazione Het Begint met Taal in Olanda che, attraverso una piattaforma nazionale, sostiene 170 organizzazioni che offrono corsi di lingua guidati. In UK, la West Midlands Combined Authority, titolare di un budget di 126 milioni per l’educazione degli adulti, ha trasformato moduli di formazione in presenza in moduli online. Il problema anche qui riguarda la formazione che si svolge come lavoro in pratica diretta, che è stata quasi del tutto interrotta.

 

Il supporto dei Governi

L’elemento fondamentale per il consolidamento e la diffusione della formazione on line è il supporto dei Governi.

Per la creazione di piattaforme sono citate la Sud Corea dove la Smart Training Education Platform (STEP) è rivolta a chi fa formazione e permette di accedere ai corsi governativi aggiungendoli ai 300 esistenti; la Francia, dove il Ministero del Lavoro, responsabile della formazione professionale, ha attivato una piattaforma specifica (Coronavirus - Formation à distance) cui si sono aggiunti altri partner (MOOCs, AFPA) e l’accesso al CNED (Centre National d’Enseignement à Distance); in Germania, il Baden-Württemberg, attraverso una piattaforma, sostiene la formazione on line con modalità di cofinanziamento per il 50/70% dei costi di chi la usa per fare corsi. Iniziative simili sono state assunte in Irlanda, Belgio, Spagna,Croazia,Romania e Svezia; quest’ultima ha fornito pacchetti per il lavoro e la transizione verso altri lavori, ovvero formazione professionale di alta qualificazione. Si contano inoltre molte iniziative di supporto ai docenti (Danimarca, Cile, Irlanda) attraverso portali dedicati, afferenti ai Ministeri dell’Educazione. In altri Paesi è stato garantito libero accesso anche presso soggetti privati, attraverso forme di partenariato (Canada, Ontario e Messico) per far conseguire certificazioni e qualificazioni specifiche. Sono stati inoltre offerti programmi di assistenza ad adulti che hanno problemi nell’uso di strumenti digitali nella vita giornaliera: in Francia la Fiche Ministère du travail estende il 100% del rimborso del costo della formazione, eccetto che per la formazione obbligatoria, la salute e la sicurezza; in UK la New Learning@home Campaing, tramite PES, partenariati sociali e le stesse unioni sindacali, incoraggia la ripresa dello studio per gli adulti per supportare lo sviluppo delle competenze sul lavoro.

Guardare avanti: la lezione più importante della crisi

Lo studio dell’OCSE conclude che tutte le attività dimostrano che l’apprendimento on line ha o può avere un ruolo importantissimo nei sistemi di educazione degli adulti, ma solo ad alcune non eludibili condizioni:

  • garantire l’accesso alla partecipazione on line a tutti, specie ai lowskilled e agli inoccupati;
  • allargare e consolidare reti accessibili dedicate all’apprendimento on line;
  • sviluppare abilità e competenze di base;
  • motivare coloro che si accostano all’online learning;
  • sviluppare metodi di testing e di certificazione;
  • formare docenti e operatori;
  • promuovere qualità attraverso meccanismi che garantiscano i risultati del tempo e dei soldi spesi;
  • rinforzare le infrastrutture digitali.

 

 

Vittoria Gallina

Articolo apparso in prima pubblicazione su Education2.0



NOTE

[1] Ocse Piaac 2012-2017
[2] Non ci sono dati su questo punto, ma qualche studio di caso potrebbe fornire informazioni valutabili sulle opportunità di impiego e ritorni economici.

 

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