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A…genti del cambiamento in viaggio

La drammatica congiuntura sociale ci impone, a ragion veduta, di restare a casa e allora perché non ricordare e condividere progetti ed esperienze? Partecipare al progetto "SICILIA chiama EUROPA: lingue, nuove tecnologie, comunicazione interculturale e integrazione sociale di migranti nei CPIA" finanziato da Erasmus Plus (azione KA1) e organizzato dal CPIA Palermo 2 in consorzio con i CPIA di Caltanissetta/Enna e Messina, è stata un’esperienza incredibile.

È tempo di bilanci. È tempo di rimodularci. È tempo di misurarci con i nostri limiti e con la nostra voglia di crescere.

Ciò che siamo e ciò che diventeremo lo dobbiamo principalmente al nostro modo di migliorarci. La drammatica congiuntura sociale ci impone, a ragion veduta, di restare a casa e allora perché non ricordare e condividere progetti ed esperienze? Partecipare al progetto SICILIA chiama EUROPA: lingue, nuove tecnologie, comunicazione interculturale e integrazione sociale di migranti nei CPIA nell’ambito del programma ERASMUS PLUS Key Action – KA1: Learn Mobility of individuals – Action: Mobililty of learner ad staff, organizzato dal CPIA PA2 in consorzio con i CPIA di Caltanissetta/Enna e Messina, è stata un’esperienza incredibile. 

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Un corso di lingua inglese, strutturato ad hoc per le esigenze di progetto dai docenti dell’Internation House di Galway, è stato occasione di scambio culturale e di buone pratiche nonché opportunità per consolidare partnariati strategici e relazioni durature con Laura e Tancredi, della Quicly Galway (https://galway.eazycity.com/), l’ente che ci ha accolto e accompagnato per una settimana intera. L’esigenza mia e di molti colleghi, espressa a più voci quando ventilava la possibilità di accedere alle opportunità offerte dai programmi Erasmus per docenti, era quella di migliorare le competenze linguistiche, l’approccio metodologico e gli strumenti operativi a disposizione in quella fase, comune a tutti i CPIA, denominata “Accoglienza”. Quel momento in cui i nuovi allievi stranieri, prevalentemente anglofoni, vengono intervistati, orientati e, anche attraverso un bilancio di competenze formali, non formali e informali, vengono motivati verso un percorso di studi individualizzato e pensato sulle specifiche esigenze del discente. Così, nel bagaglio per Galway, oltre ad ogni “dispositivo” necessario a consentire ad un siciliano di affrontare eroicamente il freddo irlandese, abbiamo messo gli strumenti del nostro lavoro quotidiano: i moduli per le interviste e i modelli per patti formativi individuali, sulla base dei quali i docenti delle scuole partner, già da qualche mese avevano strutturato il nostro percorso formativo intensivo. Interessante, stimolante e motivante. Insegnanti ben preparati, materiali utili e una sola parola d’ordine: condivisione, come scambio, apertura, arricchimento, rispetto e decodifica. Si, decodifica, decodificare ciò che ci viene trasmesso è la chiave di volta per comprendere pienamente il messaggio veicolato, farlo proprio fino ad approfondire, modificare e migliorare conoscenze, abilità e competenze didattiche, culturali, sociali e linguistiche.

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Così se il lavoro in classe è stato occasione per acquisire confidenza con le parole dell’accoglienza, per concentranci sugli obiettivi di progetto, sulla possibilità cioè di trasformare i nostri strumenti di lavoro (interviste e patti formativi) in reali mezzi di comunicazione con gli alunni stranieri, le passeggiate fuori, alle Cliffs of Moher, Aillwee Caves, Doolin, Dunguaire, nellala deliziosa città di Galway, in compagnia dei docenti madrelingua, sono state occasione di recupero, consolidamento e potenziamento di quelle che, per i nostri alunni, definiamo “capacità di produzione orale”. Ecco dunque il bagaglio al rientro da questo viaggio Erasmus: un approccio andragogico nuovo, stimolante e coinvolgente, modelli operativi e modi pratici rinnovati perché implementati di una competenza linguistica specificatamente studiata per sostenere un dialogo fruttuoso nelle fasi di accoglienza agli allievi stranieri di lingua inglese; ancora una mente arricchita e aperta da una esperienza di relazione e di scambio che di certo si preannuncia duratura nel tempo e pronta a future nuove collaborazioni. Oggi assume una luce diversa il ricordo delle nuove relazioni umane instaurate, di quanto queste siano state foriere di crescita e di voglia di fare con uno spirito ritemprato e rinvigorito. Oggi sembra un ricordo lontano e preziosissimo. Oggi si è in trepidante attesa che tutto torni preso alla normalità. Oggi si parla di didattica a distanza ma presto si ritornerà tra i banchi dove deve costantemente esserci una didattica innovativa per favorire soprattutto nel contesto scolastico del CPIA, l’integrazione sociale dei migranti e dei drop out locali. Oggi la riflessione deve essere integrata dal mutato scenario d’apprendimento: l’emergenza sanitaria – Covid-19 responsabile - e le esigenze formative dei discenti sono interconnesse. Fondamentale il rapporto tra innovazione didattica e organizzativa e competenze digitali. In un tempo non troppo lontano si promuovevano le tecnologie al servizio dell’innovazione didattica, si tendeva a modificare gli ambienti di apprendimento, si affermava il bisogno di “costruire”, anticipando le necessità contingenti, le competenze digitali. L’evoluzione fisiologica è avvenuta repentinamente, vacillando ma mutando migliorandosi di giorno in giorno: si continuerà a cadere per progredire perché, sebbene non ci trovate in aula, siamo comunque gli agenti attivi del cambiamento sociale dell’istruzione. 

 

di Epifania Bellina e Roberta Compagno

docenti Cpia 2 Palermo

 

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