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Blog

La sfida della competenza matematica di base

29/06/2015
by Andrew McCoshan
Tungumál: IT
Document available also in: EN ES FR PL DE

Qual è il problema?

Secondo il sondaggio dell’OCSE PIAAC 2013, quasi un adulto su quattro nell’UE per la competenza matematica di base si trova al livello 1, o al di sotto di questo livello, in una scala di cinque livelli usata come punto di riferimento. Questo suggerisce che un gran numero di adulti nell’UE possono essere ragionevolmente descritti come aventi basse competenze matematiche di base. È un problema per queste persone, in termini di accesso alle opportunità di lavoro e nella vita di tutti i giorni, e per l’economia che è sempre più dipendente da abilità di livello più alto per sostenere la competitività. Come è stato riconosciuto dalla Commissione europea, questa situazione fa cadere gli adulti meno capaci in una “trappola delle scarse abilità” e ribadisce l’importanza di incoraggiare coloro che hanno lasciato l’istruzione formale a ritornare a imparare. Coinvolgere gli adulti poco qualificati in attività volte a sviluppare le loro competenze matematiche di base può essere molto difficile. Questo articolo esamina alcune delle ragioni di tale difficoltà e riflette su cosa potrebbe essere necessario per incoraggiare il coinvolgimento e lo sviluppo delle competenze matematiche di base tra gli adulti poco qualificati.

Quali sono gli ostacoli?

La ricerca indica che ci sono diversi fattori che ostacolano gli adulti in generale – e gli adulti poco qualificati in particolare – a impegnarsi per migliorare la propria competenza matematica di base. Tuttavia, alcuni ostacoli comuni sono frequentemente discussi e si può dire che siano classificabili in tre aree principali:

  • Fattori culturali, come credenze e atteggiamenti secondo i quali la competenza matematica di base non è importante o è una cosa “che si faceva a scuola” ma non è importante per l’esperienza nel mondo adulto.
  • Fattori individuali o psicologici, come l’ansia e la mancanza di fiducia in sé stessi, che può essere causata da precedenti esperienze negative (sul posto di lavoro o risalente agli anni della scuola).
  • Fattori strutturali, come la mancanza di accesso a opportunità di apprendimento, sia in termini di mancanza di offerta locale o per altre ragioni come la mancanza di sovvenzioni/accessibilità per frequentare dei corsi.

La questione diventa quindi come affrontare in modo efficace questi ostacoli. Si tratta di una problematica complessa che non ha soluzioni facili, ma un modo per farlo è pensare a quali elementi possono essere sviluppati per incoraggiare il coinvolgimento e lo sviluppo di competenze matematiche. Anche se le considerazioni strutturali variano e riguardano la capacità e il volere politico degli Stati membri di affrontarle, i fattori culturali e individuali/psicologici sono forse più universali e più facili da prendere in considerazione in questo contesto.

Cosa si può fare?

Prima di tutto, qualsiasi approccio volto a incoraggiare chi ha un livello di competenza matematica basso a impegnarsi a imparare, probabilmente dipenderà dalle esperienze vissute quotidianamente dai singoli individui – in altre parole, incoraggiare la partecipazione allo scopo di aiutare le persone nella vita quotidiana, sia a casa che sul posto di lavoro. Per incoraggiare una maggiore partecipazione nell’affrontare i problemi legati alla competenza matematica di base, la gente deve riconoscere che tale capacità ha un valore reale.

Per incoraggiare l’impegno, inoltre, è necessario abbattere alcune delle barriere messe in evidenza e, in particolare, creare fiducia. Molti approcci alla questione comportano il riconoscimento del fatto che gli adulti usano la capacità di calcolo o la matematica nella vita quotidiana senza accorgersene, in particolare perché nella mente di molte persone la matematica è legata agli elementi più formali della materia studiata a scuola. Tale riconoscimento può essere di sostegno a un graduale sviluppo di un contesto culturale nel quale la capacità di calcolo sia riconosciuta come importante e preziosa.

Situazioni comuni che possono spingere le persone a impegnarsi nello sviluppo delle competenze matematiche di base, incentrate in esperienze quotidiane vissute e che si adattano all’approccio basato sulla costruzione della fiducia ottenuta incoraggiando le persone a riconoscere quello che possono fare veramente, potrebbero essere:

  • Dover confrontare, quando si fa la spesa, diversi prodotti per capire qual è più conveniente
  • Genitori che aiutano i propri figli a fare i compiti di matematica
  • Sport e giochi – nei quali ad esempio è necessario fare addizioni e sottrazioni

Il posto di lavoro è un altro luogo chiave per tale impegno, sia per sviluppare competenze in vista di obiettivi particolari o come percorso verso opportunità di apprendimento degli adulti per mezzo, per esempio, di sindacati o organizzazioni per la formazione dei lavoratori. Per incoraggiare l’impegno in questi casi si potrebbe porre l’accento sulle potenzialità, o la necessità, di migliorare la competenza matematica di base per migliorare le possibilità di carriera.

Anche se la complessità e la natura eterogenea delle barriere strutturali specifiche nei diversi Stati membri fanno si che la maggior parte di essi siano fuori questione, si potrebbe provare a risolvere la mancanza di accesso sviluppando nuove opportunità tecnologiche. L’apprendimento online, per esempio, può risolvere i problemi di accesso e della carenza dell’offerta locale (tenendo conto che in alcuni casi potrebbe essere necessario un sostegno più diretto), potrebbe essere adatto a chi ha meno fiducia in sé stesso e preferisce andare avanti con il proprio ritmo e potrebbe permettere forme di apprendimento più flessibili e coinvolgenti.

Cos’altro succede e che ne pensate?

Anche se la discussione qui sopra offre alcuni suggerimenti generali per risolvere il problema dei bassi tassi di competenza matematica di base tra i poco qualificati, non può che limitarsi a toccare solo alcune delle questioni in gioco e le possibili soluzioni. Sarebbe bello ricevere da parte della community EPALE altre idee circa i problemi e gli ostacoli e come superarli, insieme a degli esempi di pratiche promettenti in questo settore.

Ian Atkinson è direttore associato presso Ecorys UK, dove è impegnato nel campo della politica e della ricerca sull’occupazione e il mercato del lavoro. La sua esperienza e i suoi interessi di ricerca riguardano gli interventi di occupabilità, l’inclusione sociale e i meccanismi di pagamento basati sui risultati.

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  • Graciela Sbertoli's picture
    Thank you for an excellent presentation of the issue, Ian! You may want to read the EBSN brief on Numeracy which the EBSN presented last year. It is presented on Epale at /en/resource-centre/content/changing-way-we-think-about-numeracy-ebsn-policy-brief I really liked your list of obstacles and recommendations. Very useful!
  • Ian Atkinson's picture
    Many thanks Graciela; the EBSN brief is very useful reading and picks up on some important ideas and approaches - including the role of professional development and looking at androgeny considerations in improving practice. It also highlights some good practical examples of what is being done as well. I guess that such examples, especially those with evidence of effectiveness, are likely to be an important aspect in approaching / influencing policy makers in this area. It would be good if anyone else can add to these from that perspective... Thanks again, Ian