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Valutazione delle competenze: la chiave per offrire opportunità di apprendimento incisive e personalizzate in carcere

23/10/2018
, Rumen HALACHEV
Kieli: IT
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/fi/file/prison-education-skills-assessmentPrison education Skills Assessment

Prison education Skills Assessment

 

L’Assistente di progetto EAEA Georgios Karaiskos parla dell’importanza di valutare le competenze e le esigenze dei detenuti per rendere più efficace l’istruzione in carcere.

 

Un passo decisivo verso lo sviluppo personale e professionale

Nell’ambito dell’azione Percorsi di miglioramento del livello delle competenze: nuove opportunità per gli adulti della Nuova agenda per le competenze per l’Europa, la valutazione delle competenze è un primo passo decisivo che gli adulti con un basso livello di competenze devono compiere per accedere a percorsi di miglioramento e cogliere maggiori opportunità di apprendimento.

/fi/file/prison-ed-upskilling-pathwaysPrison ed Upskilling Pathways

Prison ed Upskilling Pathways

La procedura di valutazione può rappresentare per gli adulti con un basso livello di competenze l’occasione per identificare le loro competenze e chiarire le loro esigenze di miglioramento. Questo processo di identificazione è prezioso per fornire ai singoli opportunità di apprendimento personalizzate e aiutarli a passare al secondo dei tre passi descritti nell'approccio. È importante notare che le competenze sono ritenute risorse fondamentali per lo sviluppo personale e professionale di ognuno, soprattutto di chi ha bisogno di migliorare le proprie competenze. È per questo che la fase di valutazione è considerata il punto di partenza per gli adulti con un basso livello di competenze nel loro viaggio verso un futuro migliore.

I detenuti sono un gruppo che corrisponde a questa descrizione e che ha urgente bisogno di una valutazione delle competenze e di un’offerta di apprendimento più efficace.

 

Il valore aggiunto della valutazione delle competenze nell’ambito dell’istruzione in carcere

Lo studio PIAAC sui detenuti delle carceri statunitensi, attualmente l’unico studio equivalente sull’argomento, conferma l’ipotesi secondo la quale la popolazione dei detenuti ha competenze di alfabetizzazione e di calcolo più basse rispetto alla popolazione generale. Questo risultato rafforza ulteriormente l’affermazione secondo la quale c’è urgente bisogno di maggiori opportunità di apprendimento e di valutazione delle competenze nelle carceri.

Nel 1989 le Raccomandazioni del Consiglio d’Europa sull'istruzione in carcere hanno determinato l’importanza di fornire un ampio ventaglio di opportunità di apprendimento negli istituti di pena, con particolare attenzione al settore dell’alfabetizzazione. Secondo le raccomandazioni, l’educazione in carcere dovrebbe avere l’obiettivo di sviluppare la persona nella sua totalità, tenendo conto del contesto sociale, economico e culturale. La valutazione delle competenze è uno strumento potente che può portare alla proposta di programmi altamente efficaci e personalizzati per i detenuti.

Secondo il rapporto GHK sull’educazione e la formazione in carcere in Europa, realizzato per la Commissione europea nel 2013, solo il 3-5% della popolazione dei detenuti nell’UE-27 ha le qualifiche necessarie per intraprendere un percorso di istruzione superiore e la percentuale dell’abbandono prematuro della scuola tra i reclusi è alta in molti paesi. Questa realtà influisce sulle prospettive di uno sviluppo personale e professionale al termine della pena. L'offerta di una formazione sulle competenze di base (alfabetizzazione e competenze di calcolo) e di una formazione professionale può essere una risposta a questa difficile realtà. Le proposte di apprendimento devono però rispondere alle esigenze individuali e tenere conto delle aspirazioni dei detenuti, come sottolineato nelle Regole penitenziarie europee:

“Ciascun istituto deve cercare di offrire ai detenuti l’accesso ai programmi di istruzione che siano i più completi possibili e che soddisfino i bisogni individuali dei detenuti e ne prendano in considerazione le aspirazioni".

Da questa prospettiva, risulta ovvio che una valutazione delle competenze e delle esigenze che preceda l’offerta di opportunità di apprendimento in carcere non dovrebbe essere considerata un’opzione ma una necessità.

 

Pianificare il futuro

In tutto il continente ci sono state diverse iniziative per la diffusione della valutazione delle competenze nelle carceri, ma la situazione è ancora frammentaria e manca di un approccio condiviso basato su un accordo comune. Come si afferma nel rapporto GHK sull’educazione e la formazione in carcere in Europa, paesi come Spagna e Irlanda hanno sviluppato pacchetti standardizzati di valutazione e programmi di trattamento individuali. Il rapporto però osserva anche che il numero di detenuti adulti che partecipano a iniziative di istruzione e formazione rimane basso nella maggior parte dei paesi. Le cause possono essere molteplici, tra cui il fatto che i corsi offerti non corrispondono agli interessi dei detenuti, il che dimostra ancora una volta il bisogno di una valutazione di competenze ed esigenze tra gli interessati.

Programmi europei hanno sostenuto un’ampia gamma di progetti in materia di istruzione e formazione in carcere e sono emerse nuove iniziative per promuovere la collaborazione e la condivisione di esperienze e conoscenze. Alcuni dei molti progetti innovativi che prevedono un futuro migliore per l’istruzione in carcere e per la valutazione delle competenze sono:

  • Foriner - questo progetto ha lo scopo di fornire a detenuti stranieri nelle prigioni dell’UE l'accesso a opportunità di apprendimento certificate di qualità e a bassa soglia.
  • Il partenariato di apprendimento Grundtvig, Certificazione dell’apprendimento (pratico) precedentemente acquisito nell’ambiente carcerario, ha lo scopo di identificare i fattori che inibiscono lo sviluppo della certificazione dell’apprendimento pratico precedentemente acquisito nelle carceri.
  • Skills4freedom, un progetto dedicato allo sviluppo di capacità trasversali.
  • SkillHUBS, un'iniziativa che si propone di sviluppare un modello di consulenza e formazione transnazionale per i detenuti incentrato sulla valutazione delle competenze e delle esigenze.

Concentrandosi sulla valutazione delle competenze e delle esigenze si mette l’individuo al centro dell’attenzione e così facendo si sfrutta al meglio il potere di trasformazione dell’apprendimento. Come ha sottolineato Steven Tyrell, vincitore del premio "Festival dell’apprendimento 2017" ed ex-detenuto nel Regno Unito, parlando della sua esperienza di apprendimento in carcere:

"Ho dedicato molto tempo a imparare e a rivalutare la mia vita e quello che volevo da essa".


Georgios Karaiskos è assistente di progetto per l'Associazione europea per l’educazione degli adulti (EAEA). Si è laureato in filosofia e scienze dell’educazione presso l’Università Aristotele di Salonicco, in Grecia, e ha conseguito un master nel campo dell’educazione degli adulti presso l’Università di Glasgow. Insegnante qualificato, si interessa di educazione inclusiva e crede fortemente nel potere trasformativo dell’apprendimento.

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Näytetään 1 - 4 4:sta
  • Käyttäjän Maija Antīpina kuva
    Esmu pārsteigta uzzināt par to, ka vispār ir šādas iniciatīvas, tāpēc google meklētājā ierakstīju dažus atslēgas vārdus, kas saistīti ar  cietumu, ieslodzījumu un izlglītību. Vēl viena no saitēm saistībā ar šo rakstu /lv/blog/izglitiba-cietumos kuru iesaku izlasīt arī citiem,iepazīties ar pamatnostādnēm. Izglītība maina cilvēku.
  • Käyttäjän Elīna Bogdanova kuva
    Paldies par ieskatu izglītošanai ieslodzījumu vietās. 
    Mācīšanās ir pozitīvas uzvedības piemērs, kas ieslodzījuma vietās ir ļoti nozīmīgi - būt labākam un mainīties. Kā arī gūt gandarījumu no tā, ka ir gūtas jaunas prasmes un zināšanas. 
    Vislielākais ieguvums ir veiksmīga resocializācija. Izejot no ieslodzījuma vietas, cilvēkam ir jāsāk dzīve no jauna - ir jāmeklē sev darbavieta, kurā iegūtās prasmes un zināšanas ļoti noder.  
  • Käyttäjän Anna Rucka kuva
    Wpis zmuszający do refleksji.
    Podejrzewam (choć może się mylę), iż ludzi dorosłych, takich jak Steven Tyrell, w zakładach karnych, jest bardzo mało. 

    W cytacie S. Tyrell'a: "„Sporo się uczyłem i przeprowadziłem ponowną ocenę swojego życia oraz tego, czego od niego chcę”, warto zauważyć bardzo ważną i moim zdaniem kluczową kwestię -  człowiek osadzony, musi dojść do tego, czego chce od siebie i od życia. 

    Ile jest ludzi w zakładach karnych, która potrafi i chce odpowiedzieć sobie na to pytanie?

    Być może warto pomóc im w zrozumieniu ich potrzeb, ich oczekiwań wobec życia teraźniejszego jak i przyszłościowego, w znalezieniu życiowych celów, których sami nie potrafią odnaleźć. Dać wiarę w to,  iż pomimo miejsca, w którym się znajdują są wyjątkowymi ludźmi, których stać na dużo więcej, którzy mogą zainwestować w siebie, poświęcić swój czas na rozwój. Pokazać im, że mogą się kształcić, poszerzać swoją wiedzę. A żeby uczestniczyć w tym wszystkim, wystarczy tylko (albo aż) chcieć

    Co zrobić, by ludzie w takich miejscach chcieli się edukować? Jak ich do tego przekonać? Jak pokazać, że warto?  

  • Käyttäjän Renāte Ēķe kuva
    Paldies par plašāku ieskatu par mācību iespējām ieslodzījumā! 
    Protams, arī cilvēki ieslodzījumā ir cilvēki un arī viņiem ir jāprot lasīt, rakstīt, rēķināt, kas nepieciešamas ikvienam. Tā ir lieliska iespēja cietumā pavadīto laiku izmantot lietderīgāk. Tā ir iespēja ne tikai iemācīties šīs tik ļoti nepieciešamās prasmes, bet arī motivēt, saprast, sākt domāt par to, cik izglītība ir svarīga, lai ikdienā normāli komunicētu ar citiem, iegūtu darbu vai spētu darīt citus svarīgus darbus un pieņemtu sakarīgus lēmumus.
    Manuprāt, pedagogs ieslodzījumā nav tikai priekšmeta skolotājs, bet arī saikne ar brīvību. Prieks apzināties, ka arī ieslodzītajiem cietumā ir šādas iespējas, kas palīdz ne tikai indivīdam, bet arī sabiedrībai kopumā, jo tā mēs samazinam mūsu neizglītoto procentu skaitu, kas ir tikai pozitīvi.