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EPALE - Aikuiskoulutuksen eurooppalainen foorumi

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Free Thinking – Insegnamenti dai sopravvissuti alla schiavitù moderna – Seconda parte

03/01/2020
, NSS UK
Kieli: IT
Document available also in: EN FR DE PL ES

Hands tied with rope against a black background

La prima parte dell'articolo è reperibile qui (collegamento esterno)
 

Nella prima parte ho parlato dell'enorme portata del fenomeno della schiavitù e di come questa consapevolezza sia una delle cose più importanti che abbia imparato nell'ultimo anno e mezzo. Un altro insegnamento importante è la presa di coscienza che i sopravvissuti si trovano ad affrontare enormi ostacoli sulla loro strada verso la ripresa, oltre al fatto che nessuno è predestinato a essere uno schiavo. 
 


2. I sopravvissuti continuano a dover affrontare enormi ostacoli sulla loro strada verso la ripresa

I reduci della schiavitù moderna e del traffico di esseri umani sono stati, a volte per molti anni, vittime dei trattamenti più disumani, spesso anche per mano di persone a loro care e di cui avevano fiducia. Di conseguenza, questi soggetti soffrono di traumi a lungo termine e hanno bisogno di assistenza specialistica. La risposta del governo del Regno Unito arriva nella fattispecie del National Referral Mechanism (NRM o Meccanismo nazionale di Referral in italiano), gestito dall'Esercito della Salvezza e subappaltato a organizzazioni più piccole sparse sul territorio nazionale. Tra gli aiuti garantiti ci sono sistemazioni residenziali sicure, sussidi settimanali e assistenza da parte di personale specializzato, oltre ad altri servizi come il counseling. Durante questo periodo di "riflessione e recupero", i cittadini extra UE fanno solitamente richiesta di asilo.

Sfortunatamente, solo al 12% dei superstiti che fanno domanda di asilo viene garantito il diritto di rimanere nel nostro Paese, mentre il destino di tutti gli altri è l'espulsione. Ovviamente questa situazione è causa di grande ansia e stress. I sopravvissuti si trovano a vivere in una sorta di limbo, combattendo per portare avanti la propria causa anche per molti anni, senza possibilità di lavorare e senza accesso a sussidi pubblici. Circa i tre quarti degli studenti Free Thinking sono richiedenti asilo e succede spessissimo che qualcuno di loro debba lasciare le lezioni in anticipo per recarsi a un appuntamento con l'avvocato o in qualche ufficio governativo. La storia di Nancy (collegamento esterno) è stata pubblicata recentemente sul Guardian e, sfortunatamente, casi come il suo non sono rari.


Multicoloured painted arms reaching out to each other and hands shaking


 

3. Non esiste una vittima "tipica" del traffico di esseri umani: può succedere a chiunque.

Free Thinking ha accolto studenti, di ambo i sessi, provenienti da 23 Paesi diversi e di età compresa tra i 19 e i 66 anni: un gruppo molto eterogeneo di persone con personalità e convinzioni culturali diverse. Noi non facciamo domande sul passato dei nostri studenti perché non consideriamo rilevanti tali informazioni, però a volte sono loro stessi a raccontarci che cosa è successo, e le storie che sentiamo sono tutte diverse. Le distinzioni più rilevanti tra gli studenti sono rappresentate dal contesto sociale di provenienza e dal livello di istruzione, che non sono sempre direttamente proporzionali alle capacità linguistiche individuali: sebbene alcuni dei sopravvissuti siano laureati nel loro paese d'origine, sono solitamente le persone con una scolarizzazione più modesta a parlare meglio l'inglese. Tutti però sono accomunati da un'incredibile resilienza e da una forte motivazione all'apprendimento, soprattutto coloro che non hanno avuto in passato l'opportunità di proseguire gli studi dopo il livello di istruzione primario.

I sopravvissuti alla tratta degli esseri umani vogliono solo lasciarsi il passato alle spalle e ricostruire le proprie vite. George è stato intervistato dall'Huffington Post (collegamento esterno) per un breve video su Free Thinking. Lui appartiene a quel 12% di fortunati di cui abbiamo parlato sopra e, da quando è stato girato questo video, ha ottenuto il permesso di soggiorno nel Regno Unito e, con esso, il diritto a un lavoro. Nel giro di un paio di settimane ha trovato un impiego decoroso e ben pagato, con buone condizioni di lavoro: una novità assoluta per lui. Adesso sta imparando a guidare e fa progetti per la sua prima vacanza. Come dice lui stesso nel video, "Adesso so quali sono i miei diritti!" Ci auguriamo di poter raccontare ancora tante storie a lieto fine con protagonisti i nostri studenti Free Thinking.

 

 

 

Jane Williamson

Jane Williamson

Jane Williamson è la Tutor organizzatrice dell'ambito Schiavitù moderna al Northern College.

Si occupa di sviluppare e coordinare il programma Free Thinking, oltre che insegnare al suo interno.

Per restare aggiornati sul programma Free Thinking, è possibile seguire Jane su Twitter @jwilliamson0204 (collegamento esterno)

  

 

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  • Käyttäjän Corrina Hickman kuva
    At our recent reference group meeting for EPALE the need to look into how adult learning can help to address the critical issue of modern slavery was raised, so will be really good to be able to signpost them to your project. It's really positive  to hear about the impact this has had on survivors