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Imparare l'italiano è un gioco, con I.D.E.A!

Un progetto didattico pensato per la promozione della conoscenza della lingua italiana e dell’educazione civica.

La conoscenza della lingua è un fattore propedeutico alla conoscenza reciproca ed al percorso di interazione tra nativi e nuovi cittadini. Il CEFAL di Bologna ha messo a punto un gioco didattico per coinvolgere la cittadinanza in un percorso di conoscenza e interazione e ad incentivare la conoscenza, l’apprendimento, l’utilizzo corretto della lingua italiana come veicolo di idee, di rappresentazione, di dialogo.

Il gioco didattico I.D.E.A. (Interazioni Dialogiche e Affini) è una proposta di didattica ludica che fa leva su aspetti motivazionali e competitivi per affrontare domini linguistici significativi per il percorso di cittadinanza di un non nativo, proponendo un meccanismo che permette di apprendere elementi connessi alla cultura italiana, di interagire e portare l’attenzione alla pragmatica della lingua, imparando a comunicare in modo adeguato rispetto alla situazione. La modalità del gioco spinge gli apprendenti all’apprendimento cooperativo (CLIM) e a ricorrere a strategie o pianificazioni per agevolare o ostacolare l’avanzamento di altri partecipanti. Il prodotto è stato realizzato da Cefal Emilia Romagna (ideazione del prodotto a cura di Alessandro Borri, Maria Grazia D'Alessandro, Giovanna Masiero e Tania Pasqualini, progetto grafico di Annika Cova) nel 2015 nell’ambito del progetto “Linc: Lingua Italiana Nuovi Cittadini” finanziato dal Ministero dell’Interno con fondi FEI 2013 Azione 1 (Fondo Europeo per l’Integrazione dei cittadini di Paesi Terzi).

L’obiettivo era quello di realizzare uno strumento di didattica ludica di supporto ai docenti impegnati nei corsi di italiano per cittadini non italofoni, per dare seguito alle sollecitazioni spesso proposte da insegnanti e formatori che operano in contesti di insegnamento/apprendimento dell’Italiano L2 sempre più complessi, quali ad esempio le classi plurilingui e multietniche ad abilità differenziate. IDEA è anche un modo per imparare cose nuove e non banali sugli italiani e sulla cultura italiana; è uno spazio reale per interagire e portare l’attenzione alla pragmatica della lingua, imparando a comunicare in modo adeguato rispetto alla situazione; è un momento di riflessione sull’ordine delle parole, la struttura delle frasi e la precisione linguistica.

La definizione dei domini linguistici e del loro ordine di presentazione nel gioco fa riferimento alla “piramide dei bisogni” elaborata da Maslow: una volta che un individuo percepisce un bisogno è pronto ad imparare e mettere in atto gli strumenti più adatti a soddisfarlo. Si va quindi dai bisogni di sopravvivenza primari (storia personale), ai bisogni di sicurezza, come il lavoro e la salute; seguono i bisogni sociali e infine quelli di stima e autostima (scuola, cittadinanza). Ciascun piano di bisogni corrisponde ad un piano di gioco (storia personale – lavoro – salute – socialità – scuola – cittadinanza).

 

 

Come si gioca a IDEA?

Si gioca con l'ausilio di 6 tavole che rappresentano piani di gioco dedicati a 6 diversi temi (storia personale, lavoro, salute, socializzazione, scuola, cittadinanza). Serve poi un dado per far avanzare i segnaposti dei giocatori fino alla meta: il diploma!

Nel percorso si trovano attività da svolgere con l'aiuto di carte gioco con funzioni diverse (lessico, interazione strategica ecc.).

Scarica qui il gioco e le istruzioni

 

 

Un esempio di proposta per "giocare a IDEA" nella città, presentata al comune di Bologna

La proposta a Bologna consiste nell'organizzare una gara di italiano a squadre, da realizzare nel corso di una giornata/evento cittadina. Le biblioteche di quartiere sono i luoghi idealmente più adatti alla realizzazione dell’iniziativa, anche nell’ottica di avvicinare le persone non italofone a luoghi di cultura e di studio. In ciascuna biblioteca saranno ospitate una squadra di richiedenti asilo e una squadra di allievi di una delle scuole coinvolte.

La giornata/evento è divisa in 2 Fasi; i coordinatori animeranno una pagina facebook con il racconto e la documentazione fotografica e video dello svolgimento della gara nelle 6 sedi.La prima Fase di gioco è avviata contemporaneamente nelle 6 biblioteche; conduttori esperti di glottodidattica avviano il gioco con le squadre rispettive. Ogni gruppo produrrà, durante l’avanzamento del gioco, frasi in italiano relative alla tematica assegnata al gruppo (storia personale – lavoro – salute –socialità – scuola – cittadinanza).Durante il gioco, per una volta, il gruppo può richiedere la consulenza dell’esperto “consulente di gara” per la comprensione di una parola, di un’icona o per la formulazione di una frase. Il conduttore, secondo griglie e criteri di valutazione condivisi e previsti dal gioco, assegna un punteggio.

Non ci sono limiti di tempo, il gioco termina al raggiungimento dell’ultima casella del piano di gioco (mediamente 1,5 – 2 ore).Nella seconda Fase sono coinvolte le squadre di studenti, coordinate da un/una docente. Attraverso l’utilizzo di tutte le frasi prodotte nella prima fase, dovranno costruire un racconto breve sulla tematicaassegnata al relativo gruppo (storia personale – lavoro – salute – socialità – scuola – cittadinanza).Le squadre di studenti possono lavorare all’elaborazione del racconto già nella prima fase di gioco; al termine della prima fase, avranno a disposizione un’ulteriore ora di tempo.

Al termine della seconda Fase le 6 squadre convergeranno in un luogo comune della città (Palazzo Accursio, in piazza Maggiore) per la conoscenza reciproca e per l’attesa dei risultati, e l'esito della valutazione di una giuria di qualità. La conclusione della gara sarà la premiazione delle squadre vincitrici.

Per ulteriori informazioni contattare il CEFAL, sede di Bologna: http://www.cefal.it/contatti/

 

a cura di Alessandro Borri e Maria Grazia D'Alessandro, CEFAL Emilia Romagna

 

Scarica la proposta completa elaborata per il Comune di Bologna:

scheda_evento_gara_di_italiano.pdf
Inglise keel
( baiti - PDF)
Allalaadimine 

 

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