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Blog

Quando le mascherine le producono i detenuti. Dal Cavadonna di Siracusa un aiuto al Paese

01/06/2020
por Wilma Greco
Idioma: IT

Pronte 15.000 mascherine, 5.000 con tessuto di cotone e 10.000 con TNT, alla Casa Circondariale Cavadonna di Siracusa.

La tessitoria dell’Istituto penitenziario produce ordinariamente dall’anno 2014 federe e lenzuola per le scuole di formazione dell’amministrazione penitenziaria.

Vi lavorano sei detenuti, che dopo un periodo di formazione vengono assunti per la produzione. Il ciclo produttivo è di circa  60 prodotti finiti al giorno; l’ultima commessa dal Ministero Giustizia  ha richiesto 10.000 capi.

I detenuti lavorano autonomamente tra macchinari vari e rumorosi per un prodotto finito ad opera d’arte, con etichetta per le istruzioni di lavaggio, impacchettato e pronto per l’uso.

In una società “pre-covid” in cui tutto nel mondo del lavoro e della produzione veniva  pianificato e regolamentato, cercando di prevedere in anticipo ogni eventualità, rischio, o imprevisto, la pandemia e l’emergenza sanitaria, portando con sé  avvenimenti imprevisti e di elevata incertezza, hanno imposto la trasformazione degli scenari lavorativi, valorizzando la dimensione umana di apprendimento sul posto di lavoro.

I detenuti hanno subito imparato e il “prototipo mascherina” è pronto già dopo una giornata di prove.

Il direttore, dott. Aldo Tiralongo, assicura che il processo lavorativo ha seguito uno specifico protocollo a garanzia delle condizioni di igiene e sanità.

Le mascherine, in confezioni sigillate, in parte sono state distribuite alla popolazione detenuta anche nella previsione del ripristino dei colloqui visivi con le famiglie, in parte sono state messe a disposizione del personale dipendente.

Una boccata d’aria, se si pensa a quanto il Paese ha sofferto e anche  pagato in vite umane per l'assenza di adeguati dispositivi di protezione.

Dall’altro lato, una scommessa in termini di formazione dei detenuti, nell’ottica della rieducazione e del reinserimento in una società sempre più “liquida”, in cui il vecchio motto “impara l’arte e mettila da parte", viene sostituito dal  Workplace Learning: apprendere e produrre nuova conoscenza nei contesti di lavoro.

 

Wilma Greco

Ambasciatrice Epale Sicilia

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