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Job-Shadowing e definizione degli obiettivi educativi (una riflessione al termine di una serie di viaggi-studio Erasmus)

Articolo scritto alla fine dell'esperienza di Job Shadowing di un progetto Erasmus+ KA1. Oltre a rendere disponibili i materiali prodotti nell'ambito del progetto stesso, si condivide una riflessione sul tema della corretta definizione degli obiettivi, sia nel campo della pianificazione Erasmus, sia, più in generale, nel campo dell'istruzione.

IL PROGETTO

Il 30.11.2019 si è concluso il progetto Erasmus+ «L'esperienza è un gioiello / Experience is a jewel - Confrontarsi con le esperienze educative europee» che l’Istituzione per i Servizi Educativi del Comune di Ferrara aveva candidato nel 2017 sulla base della necessità di affrontare quelle situazioni scolastiche in cui le differenze linguistico-culturali (tra insegnanti e bambini / tra insegnanti e famiglie / tra bambini e bambini) pongono particolari problemi relazionali ed educativi.

Ciò che all’epoca appariva chiaro era che quell’ordine di problemi poteva venire affrontato solo attraverso un incremento del bagaglio professionale tanto del personale educativo quanto di quello di coordinamento. Si è pertanto ritenuto di proporre un’esperienza di Job-Shadowing che permettesse agli insegnanti ferraresi di confrontare la propria professionalità con quella di colleghi di città europee che stavano affrontando fasi diverse della stessa problematica (si sono scelte le città di Berlino, Palma de Mallorca e St. Etienne perché la prima vive da decenni la diversità culturale come un dato acquisito e costitutivo della sua stessa identità; la seconda e la terza sono città di dimensioni paragonabili a quella di Ferrara che hanno sviluppato atteggiamenti peculiari rispetto al tema).

D’altra parte, non si voleva nemmeno effettuare una ricerca troppo “problem-oriented”, che finisse magari per focalizzarsi su problemi e difficoltà, quasi mettendo in penombra l’incessante lavoro educativo delle diverse istituzioni scolastiche. Si è dunque fissato che il “focus” dell’osservazione fosse l’approccio educativo delle Istituzioni visitate nella sua interezza, da conoscere e da comparare con l’approccio ferrarese. Esito atteso di questo percorso era che le insegnanti potessero:

  • arricchire globalmente la propria professionalità e, nel corso di questo processo,
  • acquisire nuovi strumenti pratici per la gestione delle situazioni educative sopra descritte.

Tra l’aprile del 2018 e l’aprile 2019, quindi, 6 gruppi di 6 dipendenti hanno effettuato un viaggio studio di 5 giorni lavorativi in Istituzioni educative in Spagna (Instituto de Educacion Superior “Antoni Maura”), Francia (École maternelle publique Chavanelle) e Germania (Pestalozzi-Fröbel-Haus).

Educatrici e pedagogiste (che erano state scelte in rappresentanza di tutti i servizi educativi di Ferrara, in modo che la condivisione dell’esperienza fosse capillare) hanno partecipato ad una preparazione specifica di 5 ore prima della partenza e, al ritorno, hanno composto dei gruppi di lavoro finalizzati alla stesura dei documenti più sotto elencati.

L'ESPERIENZA

L’esperienza di Job-Shadowing è stata così condotta:

le 36 partecipanti al progetto hanno

- osservato in modo partecipativo le attività dei servizi visitati,

- studiato il loro approccio educativo e

- incontrato il personale,

col compito di

- compilare una CHECK-LIST finalizzata a indagare sistematicamente l’approccio educativo dei servizi visitati;

-  redigere un “REPERTORIO DELLE BUONE PRASSI” incontrate;

-  analizzare le “ANALOGIE E DIFFERENZE” tra i sistemi visitati e quello di appartenenza.

Questi risultati tangibili sono stati messi a disposizione (scaricabili alla pagina http://www.edufe.it/323/il-progetto-erasmus-l-esperienza-e-un-gioiello del sito istituzionale della Istituzione per i Servizi Educativi), sia a scopo di disseminazione dell’esperienza svolta, sia in quanto dovranno diventare materiale formativo per il personale educativo ferrarese.

I materiali prodotti, inoltre, oltre a venire usati come materiale per la formazione, saranno presentati – a livello provinciale – a professionisti dell’educazione, amministratori e utenti dei servizi, nella manifestazione “Documentazioni e Dintorni” prevista per l’autunno 2020.

 

JOB-SHADOWING E DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI EDUCATIVI

Tra i risultati non previsti del progetto, va senz’altro annoverato il fatto che gli obiettivi formativi dell’esperienza hanno dovuto fin da subito essere riprecisati e meglio definiti.

È umanamente comprensibile che, quando ci si lancia in un progetto formativo entusiasmante come l’Erasmus+ la tentazione sia quella di avere obiettivi ampi come “Conoscenza dell’approccio educativo dei tre paesi europei visitati”.

La pratica, poi, si fa carico della smussatura di questi obiettivi e, come emerge dalle relazioni finali delle partecipanti, ci si rende conto che un approccio educativo solo con difficoltà può essere definito in sintesi ma emerge invece con chiarezza dall’osservazione – ad esempio – di come una sezione gestisce il sonno dei bambini o di come la situazione di un alunno con bisogni specifici viene letta dai diversi attori del processo educativo.

È per questo che i risultati del complessivi del progetto sono leggibili non con un movimento che va dal categoriale al pratico ma, piuttosto, come una osservazione del dettaglio pratico che illumina e rilegge gli assunti educativi.

Questo progetto Erasmus, in definitiva, oltre ad aver dato i risultati tangibili attesi, ha costituito per il personale della nostra Istituzione un’occasione per tornare ad affrontare uno snodo fondamentale della programmazione educativa: la definizione e il corretto dimensionamento degli obiettivi, prerequisiti per l’individualizzazione di ogni apprendimento.

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