chevron-down chevron-left chevron-right chevron-up home circle comment double-caret-left double-caret-right like like2 twitter epale-arrow-up text-bubble cloud stop caret-down caret-up caret-left caret-right file-text

EPALE - Електронна платформа за учене на възрастни в Европа

Отдел с новини

Lezioni a distanza anche nella Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli. #lascuolanonsiferma

11/05/2020
от Fausta Minale
Език: IT

Il Covid 19 ha modificato radicalmente lo scenario attuale e le dinamiche all’interno della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli (NA) come in tutte le strutture reclusive. Le attività di aggregazione sono state ovviamente sospese con grande sofferenza da parte delle recluse: colloqui con i parenti, corsi e scuola.  

La direttrice dott.ssa Carlotta Giaquinto ha attuato sin dall’inizio tutte le strategie per poter impegnare le ragazze recluse, curando prioritariamente sicurezza e distanziamento: ha attivato un laboratorio per la produzione di mascherine (che vengono distribuite all’interno della CCF e saranno donate anche all’esterno della struttura reclusiva); ha invitato le donne a realizzare uno striscione, con arcobaleno e incitamenti a resistere per superare questo momento di avversità, che è stato dispiegato all’esterno del carcere. E soprattutto ha sostenuto le iniziative di ripresa della scuola.  

 

È infatti attivo da circa 25 anni un corso scolastico che attualmente afferisce al Cpia Napoli Provincia 1.  

La determinazione della Direttrice e della DS del CPIA prof.ssa Francesca Napolitano hanno reso possibile, fin dalle prime fasi del periodo di quarantena , l’attivazione di strategie didattiche a distanza: in un momento iniziale, attraverso la distribuzione di materiale cartaceo con la collaborazione di tutto l’Ufficio Educatori, in particolare della dott.ssa Adriana Intilla.  

Dalla fine di aprile un nuovo passo avanti sostanziale: sono state calendarizzate le lezioni in remoto, utilizzando la piattaforma Gsuite e l’account istituzionale del CPIA Napoli provincia 1.  

Sono programmate per ora quattro sessioni settimanali, ognuna delle quali  coinvolge due discipline, destinate ad un gruppo di non più di 11 alunne per garantire un distanziamento efficace.  

Le alunne recluse hanno accolto molto positivamente questa modalità di comunicazione, che viene utilizzata con piattaforme diverse anche per gli incontri con gli avvocati, per le lezioni universitarie e per i colloqui con i parenti.  

È l’unica modalità che in qualche maniera le strappa da un isolamento ancora più profondo di quello abituale.  

Ed è questa la riflessione che faccio come docente carceraria: cosa si può trarre da questa esperienza tragica e ancora capace di limitarci e ferirci?  

I “liberi”, quelli che vivono normalmente una situazione nella quale possono controllare il mondo che li circonda, oggi sono ristretti tra le mura di casa o in luoghi dove sono rimasti bloccati in un fermo della propria vita che non avevano previsto.  

Questo può aiutare tutti noi che siamo fuori le mura di una prigione a riflettere sulla vera natura, sulle sfaccettature della detenzione e a comprendere ciò che i detenuti provano: certamente va scontata la pena per un reato commesso, con la conseguente privazione di parte dei diritti che spettano a ciascun cittadino, ma la detenzione non deve essere aggravata da altre limitazioni della libertà, come il sovraffollamento, e da un isolamento sociale così profondo da sfiorare l’invisibilità, che niente hanno a che fare con la pena comminata e il reato commesso. 

Ed è proprio in un’azione di contrasto al destino di solitudine ed esclusione,  e di collegamento più stretto possibile con la realtà esterna, che si inquadra quest’ultima apertura alle video lezioni live.  

 

Fausta Minale, Ambasciatrice Epale Campania 

 

Share on Facebook Share on Twitter Epale SoundCloud Share on LinkedIn